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Walter Comiotto, pittore

elogio al Novecento

Walter Comiotto, pittore

elogio al Novecento

Ed è abbastanza consueto ritrovarlo fra le colline di Mel con il suo cavalletto storico d’Artista, la tavolozza e i pennelli, i tubetti di colore, straccetti, pare abbia ancora qualche boccetta d’olio autarchico per diluir le tinte… emozione pura.

Nato a Farra di Mel in piena campagna, non a caso il luogo si chiama Pascoli Pôse, dove un flusso silenziosissimo attraversa quelle campagne sonnolente lungo misteriose canalette scavate dall’uomo in epoche antiche per portare l’acqua delle risorgive verso il grande lago preistorico (oggi scomparso) de “Le Màcie”. Tutt’attorno una sinfonia di limpidi orizzonti fra le colline e la luminosa balconata sul Parco delle Dolomiti Bellunesi. Tutto questo quotidiano patrimonio non poteva che suggerire al piccolo Walter lo stimolo verso una gran passione a rappresentarlo in disegni fitti nei primi quaderni di scuola. La maestra Zacconi, anni dopo affacciata alla finestra del suo palazzo del centro storico di Mel, vedendo passare quell’ormai grande ragazzone biondo gli regalò tutti i suoi quaderni conservati con cura che suggerirono subito una consapevolezza nuova, un sano stimolo a “fare”. Il diploma in tasca c’era, la maggiore età da pochi mesi, la vita tutta davanti, il Mito della Bretagna, Van Gogh, l’Europa da raggiungere e tutta da percorrere.

Partenza in autostop. Prima sosta a Milano e subito un’affabile studentessa svizzera che lo invita a casa all’interno delle Alpi, dove dello stesso avviso non era il burbero genitore che visto ‘sto capellone italico in viaggio gli stimolò immediatamente la ripartenza. Subito un altro incontro, si usava così negli anni ’70, ma stavolta con un’ospitalità più che apprezzata da mamma e figlia, bastava solo raggiungerle ad Amburgo. Voglia di musei di Vita, di Arte, un mondo che si apriva quotidianamente, in realtà il viaggio era dedicato allo scopo di raggiungere parenti in Belgio. Una sorta di “Grand Tour” in Europa che ha fatto subito capire che la grande cultura europea non aveva niente da destare invidia al nostro piccolo mondo antico. Oggi sta infatti completando un raffinato ciclo di Opere dedicate alle storiche chiesette, 29 in tutto, dell’intero territorio di Mel per conto di un ben accorto collezionista.

Ma torniamo agli anni ‘70 quando era consueto sfogliare i quotidiani locali al Bar delle Rose: l’annuncio di una grande ex-tempore a Torino attrae l’attenzione e in treno a tutta velocità Walter raggiunge la città in una tremenda giornata di bufera dove tutti i pittori trovano rifugio sotto i portici. Nonostante questo l’evento ha un successo nazionale tanto da far citare il quotidiano La Stampa “In 500 dipingono Torino sotto la pioggia… e fra i tanti partecipanti giunti da fuori città il più lontano Walter Comiotto, un giovanottone biondo giunto a Torino da Mel. Con un successivo viaggio si porta verso la coloratissima Chioggia cui fa seguito la partecipazione alla grande mostra di Venezia in San Vidal in cui vien citato ampiamente dalla critica giornalistica. «L’Artista nelle sue opera rappresenta la silenziosità dei luoghi che portano l’animo alla riflessione. La sua pittura è espressione di semplicità e naturale bellezza accompagnata dalle velature di un profondo sentimento. Si tratta di un tradizionale pittore dai tratti ottocenteschi in cui la natura appare delineata con poetiche risultanze. Il mondo dei suoi monti risulta delineato con evocativa nostalgia grazie ad un uso ben dosato del colore e della luce.»

In seguito con i colleghi pittori bellunesi aderisce agli scambi culturali con la Carinzia tramite la Galleria De Luca ed il critico Fabio Costan. Vince nel frattempo il primo premio al concorso proposto all’Antica Locanda Al Cappello di Mel che ospita in seguito una sua personale. Visita puntualmente le mostre al MART e i migliori Musei sempre con tanta passione con la lente in tasca a tentar di scoprire l’ultima pennellata, il tocco del Maestro. Raggiunge un importante traguardo con l’invito ufficiale all’allestimento di una sua personale a Marchin in Belgio.

Oggi nel suo luminoso grande studio affacciato sul crinale delle amate colline di Mel, ospite di un apprezzabile mecenate, lavora quotidianamente sorretto da una passione coerente anzi implementando lavoro anche di inediti versi di poesia. Una Grande Opera a Cortina D’Ampezzo, realizzata di recente, fa bella mostra di sé in un noto albergo del centro con il titolo “CORTINA 1936”: è proprio vero, il Novecento RI-vive.

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