Dal 20 ottobre al 17 novembre Walter Bernardi si “mostra” al Palazzo delle Contesse a Mel con le sue opere realizzate dagli anni 70 ad oggi. La passione nasce in giovanissima età. Nato a Villa di Villa, patria di Luigi Cima, conosce le opere del Maestro e dei suoi allievi sempre presenti in molte case private, nei negozi, nei bar e nella chiesa parrocchiale. «Ero sempre incantato da questi quadri e questa attrazione scaturì in me la voglia di dedicarmi all’arte pittorica».
Terminati i tre anni di scuola professionale a Mel, agli inizi degli anni 70 la comune passione portò Walter e l’amico Renato Scarton a frequentare per due anni la scuola I.N.I.A.S.A specifica per i lavori di artigianato artistico, nel caso nella branchia “mosaico artistico” a Venezia. Quei due anni furono fondamentali per la crescita e la conoscenza dell’arte.
La città lagunare, città d’arte, piena di stimoli avviò la ricerca ad ampio raggio. Fino alla fine del secolo scorso, con le prove, gli esperimenti, i tentativi di trovare una propria strada, ha prodotto una serie di opere talora contrastanti, spesso ingenue, altre volte di buone intuizioni.
L’astratto e l’informale erano le scelte preponderanti alternate all’antica passione per il paesaggio classico a sua volta rielaborato in visioni più contemporanee. L’astrattismo nelle sue infinite espressioni amplia le possibilità per definire visioni interiori legate al rapporto con il colore, visto come materialità ed entità vive ed autonome, dove il dialogo si forma attraverso un automatismo tra l’esecutore e la materia viva. Il colore trasmette all’autore il proprio racconto del suo immenso spazio.
Il nuovo secolo apre la strada ad una scelta più consapevole e personale. Dal 2000, importante e fondamentale è il rapporto con l’associazione milanese “Zamenhof Art” e il suo dinamico direttore con mostre, festival artistici e collaborazioni in città come Milano, Roma, Napoli, Venezia, Ferrara, Piacenza. Proprio questa ricerca rappresenta la parte predominante e più significativa del suo lavoro.