Camminando Festival: un convegno per ripensare il turismo
L’edizione 2026 di Camminando Festival: esperienze, sensazioni, emozioni, organizzata quest’anno dalla nostra Associazione culturale Veses insieme a Borgo Valbelluna Safe Walking, si è aperta sabato 21 marzo con il convegno Passo leggero, sguardo aperto: l’accoglienza nell’era dei social.
Quattro ore intensissime, moderate da Marco Giovenco, direttore responsabile della rivista Itinerari e Luoghi, per parlare di turismo ad un pubblico di giornalisti e operatori. Tanti gli spunti da cogliere per formulare una nuova ipotesi di offerta turistica a servizio del luogo, facendo sperimentare a quelli che raggiungono la Valbelluna il vivere nel territorio e non sul territorio.
L’esperienza delle donne in cammino
Ha aperto Ilaria Canali, antropologa culturale, fondatrice della Community Rete nazionale delle donne in cammino e walk experience designer, parlando di come, quando le donne camminano, i territori cambiano. A seguire è intervenuta Alessia Fiorentino di Etifor, società di consulenza ambientale del Dipartimento territorio e sistemi agro-forestali dell’Università di Padova ponendo l’accento se sia possibile un turismo sostenibile.
Perché un festival?
L’importanza di un festival è invece emersa dall’esperienza di Giulia Cananzi, organizzatrice del Festival del Viaggiatore, esempio di manifestazione costruita a misura di borgo, tra cultura, vantaggi per il territorio e ricadute sociali, e Sonia Bregoli, co-fondatrice e responsabile coordinamento Rete Nazionale IT.A.CÀ, festival del turismo responsabile partito da Bologna. Realtà che non offrono solo una vetrina promozionale ai territori, ma sono laboratori in cui ha luogo una sperimentazione a più voci su come procedere verso uno sviluppo sostenibile che coinvolga le comunità locali. Il festival così diventa un insieme di cittadini che ripensano i propri luoghi e mirano a sensibilizzare le istituzioni immaginando nuove pratiche capaci di aggregare diversi attori. Quello che Camminando Festival sta cercando di proporre: n’è stato esempio la degustazione di prodotti locali, offerta ai presenti dai soci di Mele a Mel, nella splendida cornice di Palazzo Francescon. Paolo Casetti, geografo, docente di turismo e destination manager dei borghi, ha chiuso la mattinata con un excursus su come evolve oggi il turismo.
I passaggi chiave del convegno
Quando le donne camminano, i territori cambiano. Una donna che cammina, per Ilaria Canali, non è solo una figura in movimento, è un simbolo di autonomia, di ricerca, di cura, di resistenza che si riversa sul territorio, perché usa il cammino come dispositivo narrativo, relazionale, capace di generare senso e appartenenza e creare nuove professioni. La Valbelluna, secondo Ilaria, è un territorio che ha scelto il cammino come linguaggio identitario e dove il cammino delle donne può diventare un modello di cura, di comunità e di trasformazione.
L’approccio rigenerativo, concetto nuovo, affrontato sia da Alessia Fiorentin che da Paolo Casetti, considera la natura come portatrice di interesse, ne onora i luoghi attraverso un senso di appartenenza, il genius loci, pone le comunità al centro come generatrici di valore e portatrici di conoscenza. Questo se conoscono il loro territorio, in modo da sapere cosa insegnare al nuovo turista, che è alla ricerca del suo stato di flow, cioè di quel benessere psicofisico e soddisfazione, dati da un’offerta esperienziale, ritagliata su misura, che dà crescita personale. Si tratta di un turista non più solo spettatore, ma attore, che vuole, non solo metaforicamente parlando, mettere le mani in pasta. Il turismo rigenerativo quindi non si limita a ridurre l’impatto negativo, ma aspira a lasciare i luoghi visitati in condizioni migliori di come sono stati trovati, trasformando il turista in un co-creatore di valore per l’ambiente e le comunità locali. Questo è uno degli obiettivi di Camminando Festival. Per approfondire, leggi anche Camminare nel Bellunese: turismo lento e cura dei luoghi e Lingua e memoria: l’identità del territorio bellunese.