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Villeggiatura d’un tempo

i "Siori" in visita in Valbelluna: l'accoglienza, la condivisione

Villeggiatura d’un tempo

i "Siori" in visita in Valbelluna: l'accoglienza, la condivisione

Ora si dice “Andare in ferie “, “Fare le vacanze”, “Staccare la spina”, ecc. Nel passato il termine usato per indicare il periodo di vacanza estivo era solo uno: “Andare in villeggiatura”! Ma … c’era un ma! Che a fare la “Villeggiatura” erano solo quelli che noi chiamavamo i “siori”; venivano da Venezia, Milano, Treviso ed altre diverse città d’Italia, oltre ai nostri emigranti che rientravano per questo periodo in quanto le fabbriche dove lavoravano venivano chiuse per questo meritato periodo di riposo.

Budel Giovanni, la signora Clara Castro, Elena e Giustina con la zia Rosina. Seduti Rino, i figli della sig.ora Clara e la Ivana De Bastiani
Villeggiatura d'un tempo

I “siori”! Per noi ragazzi di paese, questi “siori” venivano da un altro pianeta, vestivano in maniera elegante, al bar loro potevano sempre ordinare bevande che per noi erano proibite (non perché fossero realmente proibite, ma perché non avevamo i soldi per pagare); anche in merito ai gelati, loro ordinavano i coni, le coppette il gelato/biscotto, mentre noi, quando andava bene, ci potevamo permettere un ghiacciolo!

Budel Rino sulle ERE
Villeggiatura d'un tempo

Poi avevano l’intera giornata a loro disposizione per fare delle passeggiate, escursioni in montagna e verso sera fermarsi ai tavolini dei bar davanti a qualche bibita che per noi ragazzi era appunto proibita per il motivo citato prima. E poi, non è che la loro vacanza durasse come oggigiorno un fine settimana o al massimo una settimana intera, loro stavano qui minimo un mese o anche tutta l’estate.

da sx. : Zeffiro....? - Bacco Gabriella _ Altri non conosco - Anno 1959
Villeggiatura d'un tempo


Poi c’erano i villeggianti storici, quelli che venivano al nostro paese fin dal dopoguerra, da fine anni 40, e che sono sempre rimasti fedeli al nostro territorio per 40/50 anni; sempre nella stessa casa o in quei pochi alberghi o locande che affittavano le camere (con servizi comuni). Molte erano le famiglie che sistemavano la loro casa in maniera da ricavare qualche stanza, una cucina ed un bagno da affittare per poter guadagnare qualcosa.

a sx. Rossana ( moglie di Franco Bacco ) e a dx. (con gli occhiali) Fontanive Diego.
Villeggiatura d'un tempo


Generalmente questi villeggianti passavano il loro tempo sempre in paese o nei dintorni perché quasi tutti venivano senza macchina, e allora la Pro loco provvedeva a organizzare delle iniziative atte a dare dei momenti attrattivi e di divertimento affinché potessero passare le loro giornate in serenità, specialmente nel periodo di Ferragosto.

Vieceli Aldo e la madre Clelia Bissacot
Villeggiatura d'un tempo

Ogni anno vi era addirittura una giornata dedicata a loro che si chiamava “Giornata del Villeggiante”, anche la Santa Messa in quel giorno era a loro dedicata ed inoltre durante la serata veniva dato un premio alla famiglia di villeggianti che aveva frequentato il nostro paese per più anni!

1966, gruppo di giovani villeggianti
Villeggiatura d'un tempo

Tutte queste iniziative facevano sì che il loro inserimento nel tessuto sociale del paese avvenisse in modo naturale, si creavano amicizie che duravano per anni, imparavano a conoscere il nostro modo di vivere e apprezzare la nostra semplicità, il nostro modo di far sì che si sentissero come a casa loro, anche donando a volte prodotti della nostra terra, gesto che, oltre a consentire loro un mangiare genuino, li faceva anche risparmiare.

A distanza di tanti anni, oltre ai ricordi, restano ancora dei contatti con qualcuno di questi villeggianti, e non sono pochi quelli che hanno scelto di trasferirsi nel nostro paese, costruendo casa e portando le loro famiglie a vivere da noi.

Ora i tempi sono cambiati anche per noi, ora ci possiamo permettere tutte le cose come loro, ci rimangono i cari ricordi di tante persone che abbiamo conosciuto e, ripensando a quei tempi, ci accorgiamo che alla fine i “siori” eravamo noi, che nella nostra semplicità avevamo tutto quello che a loro mancava: la tranquillità, la serenità e la gioia di vivere.

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