800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Ville Venete a Sospirolo

Un percorso tra storia e architettura

Ville Venete a Sospirolo

Un percorso tra storia e architettura

Passeggiando in esplorazione tra i sentieri boschivi dalle Masiere di Gron verso località Belvedere, si scopre un prezioso laghetto circondato da grandi salici e una fitta vegetazione. Qui si respira un’atmosfera magica in cui numerose libellule, punteggiate di sgargianti colori come giallo, blu e smeraldo, sorvolano lo stagno. Ecco che una grande conchiglia di lago giace lì, specchiata dai raggi di un tiepido sole che si rinfrangono tra le acque stagnanti.

Alzando lo sguardo si apre un vasto parco con un vialetto di carpini che porta alla grande villa ottocentesca Villa Buzzatti-Ferrante, con accanto la costruzione longitudinale un tempo probabilmente adibita a fienile. L’imponente facciata è accentuata da un arioso porticato con sovrapposta una loggia su trio di ampie arcate a tutto sesto, ancora ben visibilmente decorate con motivi geometrici e cerchi di fiori colorati. Quanta bellezza appare ai miei occhi, quasi fossi catapultata indietro nel tempo in un ricevimento di fine estate della nobiltà ottocentesca veneziana. E poi, a riportarmi nel qui ed ora, è l’antica meridiana dipinta su parete tra due finestroni laterali, ancora ben visibile nei dettagli. I fiori viola e gialli presenti nel giardino profumano l’aria del sogno, che vola via…

Un sogno che continua perché proprio nelle vicinanze appare la seconda villa ottocentesca, Villa Agosti-Bacchetti, con annessa una piccola chiesetta, edificata per volere dello stesso conte Francesco Agosti verso il 1770. Nel viale d’ingresso a nord, delineato da due pilastri che aprono all’ampio giardino, si scorge una vera da pozzo, ancora con carrucola, che decora e impreziosisce la residenza, a memoria di quelle ancora esistenti nei campielli del centro storico veneziano.
Il corpo centrale della villa si sviluppa in tre piani con presenza di timpano centrale e due eleganti camini simmetrici. Le bifore sono ornate da vasi e palmieti, mentre ricoperto d’edera è il balconcino al piano nobile. Un particolare balza all’occhio perché, ai lati del portone centrale in arcata a tutto sesto, vi sono due panchine in pietra, così, sedendomi, inizio a fantasticare della vita in villa caratterizzata dall’ozio nel bel giardino di roseti e piante secolari in cui lo sguardo si perde nella panoramica della campagna circostante.

Il mio percorso nella bellezza continua verso località Susin dove riconosco subito l’ingresso di Villa Agosti-Miari, preceduta da un lungo viale di carpini che porta alla costruzione settecentesca apparentemente semplice, con corpo centrale su tre piani, con soli due camini estremamente laterali al tetto.
Evidente è il grande parco con alcune specie secolari. Un importante profumo di dolce uva fragolina fa sorridere il mio olfatto e, alzando lo sguardo, scorgo la vigna arrampicata alla costruzione residenziale dei custodi. Lo stemma con l’aquila della famiglia Agosti è visibile sul timpano della porta laterale a nord. Nel giardino sul retro, appare la fontana a parete con il particolare mascherone dallo sguardo scherzoso che mi accoglie e strizza l’occhio come se fossi nel bel mezzo di una festa di famiglia del Conte Augusto Agosti (la famiglia ottenne il titolo di conte nel 1748 e il conte Augusto fu ambasciatore bellunese presso Napolene nel 1806). La casa passò poi alla famiglia Miari per matrimonio. Che attimi romantici qui, nella piccola loggia belvedere, sorretta da due esili colonnine al piano terreno, mentre al piano superiore è ancora presente una piccola cappella religiosa.

Lascio il sogno del matrimonio nobile per dirigermi verso Oregne a visitare Villa Doriguzzi-Bacchetti detta anche Castel di Oregne. Attualmente abitata da una misteriosa e riservata artista delle ceramiche, originaria di Monaco. La costruzione esternamente trasuda di mistero; la data del 1666, sull’arcata del portone principale, colloca la costruzione come pre-settecentesca o forse risale ad ancor prima.

La fortuna è con me, perché la gentile signora mi accoglie per visitare l’interno; un vero privilegio! Qui tutto è rimasto come allora: varcato il ligneo portone d’ingresso principale, si giunge nell’atrio che porta diretto alla scalinata metà marmorea e lignea; lateralmente al pian terreno vi sono i due saloni adibiti a cantine e un secondo portone ad arcata tutto sesto che portava alla scuderia/fienile. La presenza di pareti ancora parzialmente affrescate, gli archi marmorei con graffiti geometrici incuriosiscono su quanta bellezza decorava la Villa-Castello. Entrando poi nella stanza laboratorio dell’artista, rimango colpita da una parziale parete affrescata centralmente con Madonna e bambino di una pura bellezza misteriosa.
Le ceramiche della nostra artista decorano qua e là gli angoli nascosti, mentre la pioggia e il temporale imperversano aumentando l’alone di mistero. Visibile dalla bifora del piano nobile è il monte Pizzocco, che grazie ad un raggio di sole su spiazzo di cielo azzurro crea un quadro di imponente bellezza.

Ultima, ma non per importanza, anzi prestigiosa,
Villa Sandi-Zasso situata a Moldoi; fu costruita dalla nobile famiglia Sandi di Milano nei primi decenni del XVIII secolo, in posizione alta e isolata, dominante sull’intera vallata, ed è inoltre incorniciata da una delle vette più alte della Valle: il monte Pizzocco “dal caratteristico profilo di corno dogale”. Fu una residenza simbolo del prestigio sociale ed economico dell’epoca . A seguito della decadenza della Serenissima Repubblica di Venezia alla fine del Settecento, la proprietà della villa passò nel 1830 al dottor Bortolo Zasso.

Negli anni, la famiglia Zasso portò molteplici innovazioni nell’organizzazione nell’attività agricola e la sperimentazione del territorio. Fu da loro creato il raffinato giardino all’italiana e il grande viale che scende gradatamente verso valle terminando con un’ampia esedra intonacata di bianco. Il corpo della sontuosa villa è rivolta a sud e caratterizzato da un’imponente scalinata a tenaglia che collega il piano nobile al giardino. Il piccolo loggiato a trifora, con ampia apertura centrale, è impreziosito da piccole teste scolpite anziché dalle classiche volte in chiave arco. Di particolare impatto visivo è la cornice a gronda che chiude il piano nobile prolungandosi anche nelle ali laterali. L’elegante interno è impreziosito di tempere ottocentesche, decorazioni a stucco, cornici e motivi sovraporta di estrema bellezza signorile. Si ricorda che e negli anni 90 fu anche set cinematografico del film “Indiana Jones Chronicles” prodotto da George Lucas. La famiglia Zasso ancora oggi valorizza con eventi a tema la natura e il territorio con i suoi prodotti locali e l’artigianato.

Tutte le ville descritte sono di proprietà privata; solo Villa Sandi-Zasso apre in occasione di cerimonie ed eventi. Parte dei percorsi, nelle zone accessibili, sono descritti anche in “Sgurdi sulla Valbelluna” edito dall’Associazione Culturale Veses APS.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.