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Ville costruite su antichi castelli

a Paderno e dintorni

Ville costruite su antichi castelli

a Paderno e dintorni

La provincia di Belluno conserva, in un paesaggio ancora integro, circa duecento ville venete, sorte in un intervallo di tempo che copre cinque secoli, dal XV al XIX. Sono quasi tutte concentrate nella fascia di territorio che scendendo dalle Alpi si apre sulla Valbelluna, affacciandosi sulla piana ove scorre il Piave, e risalendo interessa pendici e declivi del versante opposto.

Profondamente influenzato da fattori geografici, storici ed economici, il fenomeno delle ville acquista nel territorio bellunese contorni unici. La loro peculiarità consiste nel rapporto creatosi in questi luoghi tra uomo e natura, paesaggio naturale e paesaggio antropizzato.
La villa pedemontana nasce come dimora stabile del proprietario. Possedendo il terreno che la attornia, lui vi risiede, per seguire da vicino il lavoro agricolo da cui deriva il suo cespite.
Mentre il Medioevo aveva respinto la campagna, l’Umanesimo la recupera. Accade così che, nei piccoli centri frazionali, la costruzione, fulcro vitale del piccolo agglomerato rurale, emerge nel paesaggio e si pone come riferimento urbanistico del territorio circostante.
Tra la villa e la casa rurale, che le sta accanto, si stabilisce un rapporto di imitazione reciproco, non facilmente riscontrabile in altre zone del Veneto.
Tutto questo vale soprattutto per le ville del primo periodo, costruite prima del 1600. Solo più tardi la villa viene concepita anche come sede di villeggiatura e di rappresentanza. Grazie agli scambi con la pianura, e i frequenti contatti con Venezia, mutano gli schemi architettonici e il valore sociale di tali dimore, che riprendono il fascino signorile veneto e lo introducono nel territorio rurale.
Spesso abitate e aperte al visitatore, per eventi particolari, esse offrono uno spaccato di storia e di cultura e rappresentano, nelle forme dell’arte, la memoria di una civiltà rurale raffinata e colta.
Da Fonzaso a Sospirolo è tutto un susseguirsi di costruzioni di pregio. Anche Paderno e altre località in comune di San Gregorio ostentano i loro modelli che, poco discosti l’uno dall’altro, sembrano rivaleggiare in dimensioni, funzionalità e bellezza.

VILLA SANDI a Paderno
L’edificio, di origine cinquecentesca, è stato rimaneggiato in epoche successive. È l’unico esempio di villa-castello nella vallata bellunese e presenta una soluzione architettonica particolare. Sul fronte Sud-ovest si apre la parte centrale, costruita su due livelli e caratterizzata da un bel portale bugnato, sovrastato da elegante trifora. Le affiancano due torri laterali, a base quadrata, leggermente arretrate e più elevate rispetto al restante corpo di fabbrica. L’impianto distributivo è a salone centrale, dal quale si ha accesso alle due ali laterali. Come scrive Manera (2001) “l’impianto originario, più semplice e modesto, fu generato dalla presenza della Torre Nord del castello e di un piccolo corpo, che è andato ampliandosi fino a raggiungere le dimensioni attuali”. Il primo nucleo, sorto con funzione difensiva, che si addiceva ad un maniero, venne trasformato dopo il 1412, su ordine della Serenissima, che aveva disposto l’abbattimento delle opere militari e la loro riconversione in tutta la valle.
A pochi chilometri di distanza, sulla strada per Cesio, un altro edificio, sembra aver avuto analoga sorte: trattasi di Villa Corte, detta “Torre di Marsiai”. La residenza, costituita come presidio difensivo, fu demolita, conservando il Mastio Centrale dell’antico castello, attorno al quale, ridotto in altezza, si sviluppò il restante edificato. Anche in questo frangente si nota l’esistenza di un costrutto antico e il passaggio, nelle successive forme, da un edificato difensivo di tipo medievale ad uno più adatto alla nuova economia rurale.

VILLA PONGAN a Paderno
La costruzione, che si affaccia sulla piazzetta di Paderno, forma la porzione di testa di un caseggiato. Il fronte definisce un volume stretto ed alto, per il quale è stata utilizzata la soluzione con porticato a piano terra e doppio ordine di logge sovrapposte negli altri due piani, uniti da scala semi-esterna. Il piano-terra è suddiviso in tre grandi archi ellittici sostenuti da colonne. Le loggette superiori sono definite da una serie di piccoli archi. La loggia del primo piano è caratterizzata da sei aperture ad arco ribassato, intervallate da pilastrini ottagonali; nella seconda gli stessi sei archi sono sorretti da piccole colonne. Un elegante frontone conclude la facciata poggiando su una cornice posta al di sopra di piccoli oculi ovali che illuminano il sottotetto. Gli altri prospetti dell’edificio propongono delle soluzioni molto più semplici e schematiche, con aperture comuni poste su architrave. L’edificio possiede un fascino indescrivibile, che le ridotte dimensioni e il modesto spazio che lo precede non riescono a sminuire. La villa rimane un nobile esempio degli scambi tra architettura minore e maggiore, piuttosto frequenti in zona, e chiude la piazza che sorride al suo abbraccio.

VILLA VILLABRUNA a Fumach
Situata su un’antica via di comunicazione romana, Villa Villabruna è un’interessante costruzione di forma allungata ove convivono diverse funzioni. Quelle di rappresentanza proprie della parte padronale, e quelle più strettamente legate alla vita agricola, che si completano nel fienile e nei rustici. Dal sommarsi di queste necessità prende forma un edificio la cui linea architettonica rimanda alla casa dominicale direttamente collegata alla produzione agricola del fondo, senza per questo rinunciare nella parte nobile a riferimenti colti, che permangono custoditi al suo interno.

A partire da un primo nucleo di casa-torre, il fronte si sviluppa verso Est in due successivi interventi realizzati nel Cinquecento e nel Settecento, ampliando la fabbrica secondo la curva di livello. All’intero complesso appartengono pure un rustico e un oratorio di antica fondazione.

L’edificio si trova al centro di uno dei possedimenti che la nobile famiglia, di origini feltrine, aveva sin dai tempi antichi nel territorio di San Gregorio nelle Alpi. Esaurita la sua funzione agricola, rimane oggi un significativo esempio di villa abitata della pedemontana.

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