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Villapiana

tra il fiume Piave e le colline

Villapiana

tra il fiume Piave e le colline

La piccola frazione di Villapiana di Lentiai si trova a sud rispetto alla provinciale per Treviso, vi si arriva imboccando la strada che porta verso Ronchena e Canai. Il paese si sviluppa lungo questa via e si caratterizza per la presenza di tipiche abitazioni in pietra e sassi del Piave, oggi nella maggioranza dei casi ricoperte di intonaco, poste a schiera, per sottrarre meno terreno possibile alle coltivazioni e con pertinenze consortili di forma allungata, dove un tempo razzolavano gli animali da cortile e giocavano i tanti bambini. Un lontano parente, che aveva lasciato durante l’infanzia Villapiana per trovare fortuna e successo a Roma, un giorno mi confessò, che chiudendo gli occhi, riusciva a ricordare ancora voci, strilli, odori, tepori di stalle e profumi di cibi e di primavera, immaginando di camminare tra quelle case. Questo senso di pacata e serena intimità si respira tuttora, nei momenti di quiete, passeggiando per le strade del paese.

Storicamente Villapiana era strettamente legata alla contea di Cesana: nei documenti medioevali viene denominata “Cesana Plana” solo successivamente diventerà Villapiana. Nel paese è presente una preziosa testimonianza di arte sacra: la piccola chiesa, dedicata a San Bartolomeo, che si affaccia sulla piazza. Essa è citata per la prima volta nei documenti nel 1515, ma l’edificio è più antico, come attesta la quattrocentesca “Ultima Cena” scoperta negli anni ‘60 sotto lo strato di affreschi cinquecenteschi. I dipinti quattrocenteschi furono coperti a calce, probabilmente per garantire la disinfezione delle pareti durante la peste. In seguito, nel 1540, furono inaugurati gli affreschi di Marco da Mel “Storia di San Bartolomeo”, come riporta la scritta posta sopra la porta ovest, dove si leggono anche i nomi dei laudatori che commissionarono l’opera.

Gli affreschi del ‘500 furono staccati dalle pareti all’inizio degli anni ‘70 e attualmente sono esposti nell’oratorio parrocchiale. La presenza del campanile e del cimitero cinto da un muro è attestata da un documento del 1607. Successivamente, nel 1625 venne documentata anche l’esistenza della sacrestia a latere Epistule e si precisò che il villaggio, formato da una trentina di case, era abitato da circa duecento anime. La chiesa si presenta con il tipico aspetto degli edifici sacri quattrocenteschi, ad aula unica, l’interno è curato ed accogliente, si possono apprezzare le due fasi pittoriche di affresco e l’altare ligneo intagliato e dorato della fine del XVII secolo. Nel 2012 l’edificio, il campanile ed il sagrato, sono stati oggetto di un restauro globale.

Una testimonianza della presenza di famiglie nobili in loco è la villa Bossiner, oggi proprietà della famiglia Colle. Sull’architrave della porta d’entrata è riportata la data del 1583, le caratteristiche costruttive fanno pensare che venisse adibita a dimora estiva. Un’altra abitazione imponente, pur nella sua semplicità, è quella che si trova all’imbocco di via Monte Garda, un tempo appartenuta alla famiglia De Meneghi. Passeggiando tra la piazzetta e le strette vie circostanti è ancora possibile percepire la presenza dell’attività rurale che fino agli anni settanta del secolo scorso era la principale occupazione degli abitanti del paese, le case, le stalle e i fienili con le tipiche “tiede” si alternavano nei cortili, con gli attrezzi di lavoro ben riposti e pronti ad essere usati nei campi. La campagna pianeggiante era suddivisa in campi e coltivata con cura minuziosa a cereali, canapa, patate e fagioli, assicurando il necessario al sostentamento e preservando gli abitanti dalla fame. Alla fine degli anni sessanta nell’area a ovest del paese sorsero gli stabilimenti, frutto dei finanziamenti post Vajont. Le fabbriche costruite in quegli anni permisero di invertire allora il processo di spopolamento e di emigrazione, che aveva caratterizzato il secondo dopoguerra.

La realtà economica di oggi ha subito nuovi profondi cambiamenti, che si sono tradotti in un utilizzo diversificato dell’area industriale e in un parziale abbandono di alcuni edifici. Il nucleo centrale di Villapiana è ancora attrattivo come zona residenziale, per la sua vicinanza agli assi viari di collegamento verso la pianura veneta e per l’accessibilità ai servizi e alle attività del mondo produttivo, pur mantenendo l’aspetto tranquillo del villaggio di un tempo, disteso tra il Piave e le colline.

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