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Villa Zuppani

Entro l’inverno 2024 sarà attivo il CRAS: nuova vita alla Villa come oasi faunistica e polo BIO

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Entro l’inverno 2024 sarà attivo il CRAS: nuova vita alla Villa come oasi faunistica e polo BIO

Ci sono costruzioni che vivono in simbiosi con i luoghi circostanti. Un esempio? Villa Zuppani, a Pasa di Sedico. L’edificio e l’impianto originari risalgono al XVI secolo anche se negli anni la dimora nobiliare è stata più volte rimaneggiata e cambiata. Dalla casa contadina alla parte più nobile con elementi classici che richiamano l’architettura palladiana. Ma la villa non ha grandissimi aspetti decorativi o evidenze artistiche particolari. Il vero valore aggiunto è l’ambiente circostante: prati e campi coltivati, la campagna bellunese che dà sfoggio di una natura lussureggiante e in tripudio. E allora diventa il luogo ideale in cui sviluppare – anzi, nel caso di Villa Zuppani, riattivare – un Cras.

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COS’È IL CRAS?
L’acronimo sta per Centro di recupero animali selvatici. «Si tratta di una struttura che ha l’obiettivo primario di curare e recuperare gli animali trovati feriti o in difficoltà, per poi restituirli alla libertà; questo contributo alla conservazione della fauna può essere rilevante in particolare per individui appartenenti a specie di alto valore ecologico e naturalistico» spiega la vice presidente della Provincia di Belluno, Silvia Calligaro, che ha la delega alle materie di caccia e pesca.

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La Provincia di Belluno, infatti, è tra gli artefici dell’attivazione del Cras, insieme a Regione e Veneto Agricoltura (l’accordo di collaborazione è stato siglato nel mese di luglio). «Inoltre il Cras – prosegue Calligaro – può contribuire a fornire informazioni sulla distribuzione delle varie specie e sulle cause di ferimento e mortalità della fauna, consentendo la raccolta di dati scientifici di tipo sanitario, biologico, ed ecologico, utili a migliorare la gestione delle risorse faunistiche e la conservazione della natura».

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Dal punto di vista normativo, i Cras sono istituiti ai sensi dell’articolo 5 della legge regionale 50/1993 (“Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”). La Regione tramite la Direzione Agroambiente, programmazione e gestione ittica e faunistico venatoria ha la gestione dei Cras in tutto il territorio del Veneto e con l’accordo di luglio intende implementare questa rete strutturando un centro anche in provincia di Belluno.

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L’ACCORDO
La Provincia mette a disposizione a titolo gratuito le sue proprietà di Villa Zuppani e avrà il compito di gestire il Cras, tramite gli agenti di Polizia Provinciale. La Regione Veneto garantisce le risorse economiche indispensabili al funzionamento della struttura. Mentre Veneto Agricoltura, come braccio operativo della Regione, collaborerà attivamente sia nella gestione del Cras sia nella manutenzione delle pertinenze (peraltro già avviata nei mesi scorsi). Il Cras, secondo le previsioni, sarà attivato nei prossimi mesi, entro l’inverno, al completamento dei lavori già avviati necessari per creare la struttura base e tutto quello che serve per il ricovero degli animali.

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«Con un grande lavoro sinergico, viene riattivata una funzione che è molto importante per il Bellunese» spiega Silvia Calligaro. «Si tratta infatti di recuperare, curare e rimettere in natura animali selvatici feriti, tutte le specie non cacciabili, che quindi rappresentano un patrimonio sia in termini di biodiversità sia in termini di valorizzazione della natura del nostro territorio. Questa convenzione poi è il primo passo di un più ampio progetto di valorizzazione di Villa Zuppani, dove già oggi c’è un centro di specializzazione in gelsibachicoltura e dove Veneto Agricoltura, con visione lungimirante, sta realizzando un grande polo bio».

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Sempre a luglio, infatti, è stato sottoscritto anche un accordo per la valorizzazione del complesso patrimoniale di Villa Zuppani, che la Provincia ha ricevuto in eredità dalla contessa Zuppani con l’onere di riqualificare l’area favorendo lo sviluppo di colture biologiche e la creazione di un Cras.

L’accordo tra Provincia, Veneto Agricoltura e il Cantiere della Provvidenza prevede che vengano messi a disposizione terreni e alcuni fabbricati rustici per ampliare il gelseto biologico su cui già da qualche anno è in essere un progetto di bachicoltura del Cantiere della Provvidenza. Lo sviluppo negli anni è orientato anche al recupero strutturale della villa.

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