800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Villa De Manzoni ai Patt

un libro inedito ad essa dedicato

Villa De Manzoni ai Patt

un libro inedito ad essa dedicato

È stato appena pubblicato dall’Ibrsc (Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali) il volume “Villa De Manzoni ai Patt di Sedico nella vita bellunese dell’Ottocento” di Mauro Vedana, Fiorenza Mambrini e Lucia Tormen. Si tratta di un libro che fornisce le informazioni essenziali per la conoscenza di questa grande villa, ricavate da una accurata ricerca e accompagnate da molte illustrazioni per la maggior parte inedite, senza trascurare specifici approfondimenti nelle note esplicative. Nata nel 1835 da un progetto del grande architetto Giuseppe Jappelli, la villa conserva nella sua struttura e nelle raffinate decorazioni i simboli tipici delle origini, legate all’economia locale dei secoli precedenti, e si può oggi ammirare con le variazioni introdotte in epoche successive da progettisti ed artisti di alto livello.

La famiglia De Manzoni
La fortuna dei De Manzoni si consolidò all’inizio del XIX secolo: dopo aver lavorato alle dipendenze dei Crotta di Agordo, essi si arricchirono tramite il commercio del legname che fluitava lungo il Cordevole verso la pianura, fino a Venezia. Affermatisi nel territorio bellunese come proprietari di immobili e abili imprenditori, nel 1820 ottennero il titolo nobiliare elargito dall’Imperatore d’Austria Francesco I.

Il prestigio di questa famiglia appare evidente nella villa che Giovanni Antonio De Manzoni fece costruire sul colle dei Patt, nei pressi delle sue industrie alimentate dall’energia dell’acqua del basso Cordevole. L’architetto Jappelli realizzò questa grandiosa casa di villeggiatura, circondata da un giardino all’inglese e da una zona verde antistante la facciata neoclassica, guidato dagli interessi per la botanica dello stesso proprietario. Il progetto originario prevedeva un coronamento superiore della facciata, per cui erano stati predisposti vistosi basamenti per statue mai realizzate, forse a somiglianza della villa Crotta di Agordo, divenuta anch’essa proprietà dei De Manzoni.

I contatti culturali dell’epoca
Grazie agli svariati interessi coltivati dalla famiglia, la villa acquistò una notevole importanza, impreziosita dai contatti con molte figure bellunesi di spicco del periodo, come gli artisti Giovanni De Min e Pietro Paoletti, che affrescarono le due grandi sale dell’edificio principale, Ippolito Caffi, Girolamo Segato e lo scienziato naturalista Tomaso Antonio Catullo, che catalogò personalmente le collezioni di minerali e fossili del proprietario.
Alcuni membri della famiglia si distinsero per il ruolo attivo nelle città in cui abitavano, come Belluno e Agordo, mentre il nipote omonimo di Giovanni Antonio favorì i pregevoli interventi dell’architetto feltrino Giuseppe Segusini e di altri artisti ai Patt, dove fu ospitato Amedeo di Savoia, secondogenito del re, pochi giorni prima dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia (1866).
Comparvero in quel periodo nuovi elementi tipici dello stile eclettico romantico, come l’ingresso neogotico (attuale via di accesso alla villa), il variopinto edificio rurale a Sud-Ovest e il singolare torrino con le pareti interne affrescate in stile egizio, secondo una moda diffusa all’epoca, costruito sopra l’ingresso occidentale che era collegato direttamente alle scuderie.

Dal Novecento ad oggi
Alla fine dell’Ottocento, la famiglia De Manzoni affrontò un inesorabile declino economico e perse quasi tutte le proprietà; nel 1908 la villa ai Patt divenne un lussuoso albergo che ospitò anche Eleonora Duse e fu espressione locale di quell’illusione di benessere e serenità diffusa con la Belle Époque e travolta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Durante il conflitto subì danni e saccheggi, come quasi tutte le ville del territorio occupato, e con il successivo avvento del Fascismo ospitò una colonia per bambini, attiva fino agli anni 70.
Dopo un periodo di abbandono, la villa fu acquistata dalla Provincia di Belluno, che attuò ingenti interventi di restauro e attualmente viene gestita dalla Pro loco di Sedico per diverse manifestazioni e attività.

Il nome dei Manzoni oggi è noto anche per le ricerche condotte dal discendente Luigi (1888-1968) nel settore della viticoltura e dell’enologia, che lo portarono a creare il vitigno da cui si produce il pregiato Manzoni Bianco.
Dagli studi effettuati sulla villa ai Patt, appare evidente un messaggio significativo: grazie agli interessi culturali di una famiglia di imprenditori e agli investimenti da loro realizzati in questa direzione, oggi possiamo continuare ad ammirare la bellezza di questo edificio, oltrepassando il limite del fallimento economico e recuperando le preziose tracce di una storia che collegava il Bellunese ad altre realtà più ampie.

Galleria Immagini

Hai bisogno di noi? Chiamaci al Numero Verde 800 038 499

Aut. del Trib. di Belluno n. 17 del 24.11.2000. Direttore Responsabile: Federico Brancaleone. Sede Legale: via Pulliere 19 Santa Giustina – Redazione: via Gron, 43 – 32037 Sospirolo (BL) – ITALY. 

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.