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Vignui, Paese Mio

L’affresco solca la memoria del tempo

Vignui, Paese Mio

L’affresco solca la memoria del tempo

Quattro case, un campanile e una bella fontana: ecco Vignui, protetta a Nord dalle Vette Feltrine ed accarezzata ad Est dalle fresche e gagliarde acque dello Stien.

Il contesto
Il paese “gode” della protezione di tre figure religiose: San Giorgio, il patrono cui è dedicata la chiesa locale; San Martino, il protettore della Valle e delle montagne circostanti; La Madonna Assunta, venerata nella chiesa di Altin, per secoli, insignita a santuario della zona.

Vignui, nel tempo, ha visto scorrere una storia ricca e ancora leggibile nei toponimi.
La popolazione, un tempo numerosa, ha saputo utilizzare il terreno in modo ottimale, con dedizione e fatica, affrontando le avversità della vita.

Nel rispetto del passato, gli abitanti hanno saputo creare un presente in sintonia continuativa ed economicamente adeguato ai tempi e al luogo. Ai contadini, che prima vivevano con piccole stalle o qualche mucca, sono subentrati i nuovi agricoltori: giovani, attivi e tecnologici, ma anche attenti a rispettare i legami con la terra dei padri; troviamo anche ottimi eredi degli artigiani e chi lavora altrove mantiene vivi i legami.

Forse è proprio questa la forza del luogo: il desiderio di esserci, nonostante la vita frenetica dei nostri tempi. Tutti gli abitanti sono presenti, tramite le associazioni, garantendo operatività sociale e culturale, creatività e partecipazione.

Il desiderio di conservare il ricordo di usi e costumi, di rivivere i momenti salienti del vissuto comune e di condividere con i giovani la valigia del tempo si è incontrato mirabilmente con l’iniziativa dell’affresco intitolato “Paese Mio”.

L’affresco
La storia inizia con Tiziano Sartor, ex compaesano, che propone, tramite l’Associazione culturale “Per l’affresco Aps” di realizzare un affresco. Viene individuato il sito: la piccola sala teatrale, di proprietà della chiesa. Don Severino accoglie il progetto con gioia; le associazioni si impegnano a supportare il piano di lavoro.

Prevale l’idea di raccontare la piccola grande storia di ieri, dei nonni e bisnonni, legata ad una vita di lavori, fatiche e dolorose separazioni. Si cominciano a rispolverare i ricordi, le foto, gli oggetti, i documenti, dormienti da anni nei cassetti, nelle soffitte o nei fienili. La preparazione è coscienziosa; viene stesa una guida completa, geografica, storica e fotografica del paese e del contesto paesaggistico.

Questa guida viene fornita ai vari artisti, che propongono dei bozzetti. Dopo alcune consultazioni, la scelta cade sul Maestro Andrea Toffoli, che completa la preparazione con un attento sopralluogo. Poi si palesa il nome del Maestro Vico Calabrò, che si affianca al Toffoli nell’impostazione e realizzazione di alcune figure.

Le maestranze paesane si mettono all’opera: c’è chi pulisce la calce, chi si offre come muratore, chi organizza la permanenza degli artisti, ecc. Infine si comincia! Mani e menti all’opera, secondo la tecnica antica dell’affresco. Pulitura dei muri, schematizzazione dei disegni, riproduzione degli stessi su fogli, cancellazione degli schizzi dal muro, graduale stesura della calce con pittura subitanea e così via.

25 giorni di lavoro intenso, di attese e, infine, ecco l’orgoglio della comunità: la foto del paese di ieri!

Si scorgono la vita e le attività quotidiane: la mungitura, lo sfalcio, il teatro, la scuola, il casel e, ancora, la Valle, le sort, l’emigrante, la balia e, nei tre grandi tondi, i santi protettori del paese e della Valle. Tanti scorci, personaggi, case, ambienti, lì presenti, tutti insieme… Paese Mio: bello, speciale, unico e ora più che mai guardiano del tempo.

L’affresco occupa una superficie di circa 10,75 m e alta 2,33 m per un totale di 25 mq; si può visionarne la realizzazione su
www.scuolainternazionaleaffresco.eu/vignui.html

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