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Vette Feltrine

Sentieri mozzafiato tutti da scoprire

Vette Feltrine

Sentieri mozzafiato tutti da scoprire

Le Vette Feltrine costituiscono quel complesso montuoso che è compreso fra la Val Cismon, la piana feltrina, la Val Canzói e il gruppo del Cimónega e a nord la Val Noana. Abbastanza appropriato è il loro armonioso nome perché la sommità del massiccio è caratterizzata da un susseguirsi di vette, per lo più dal caratteristico aspetto piramidale. La prerogativa più singolare di questo gruppo è, tuttavia, offerta dai caratteristici circhi, di origine glaciale, le «Buse», così ricche di interessi geologici e botanici.

La quota più elevata del massiccio è la Cima Dodici (2367 m), di aspetto alquanto ardito sul versante settentrionale (essa vide, nel 1944, la strenua difesa dei partigiani della Brigata “Gramsci”. Tuttavia, la vetta più nota, sia per alcune preziosità floristiche, che per il veramente superbo panorama, è quella del Pavione (2335 m), accessibile con moderata fatica e senza difficoltà da più versanti. Infatti, tempo buono permettendo, si ha la possibilità di godere di un bellissimo panorama, oltre che sulla Valle del Primiero, anche sulla Laguna di Venezia.

L’asse principale della cresta delle Vette corre da nord-est a sud-ovest. Lungo tale asse, sino alla Busa delle Vette Grandi, passa, in prossimità della cresta, la traccia, che nell’ultimo tratto si identifica con la vecchia mulattiera militare, seguita nella penultima tappa dell’Alta Via delle Dolomiti n. 2. All’estremità nord-orientale, si apre l’ampia sella del Passo della Finestra (1766 m), il più agevole passaggio fra il versante meridionale (Val Canzói) e quello settentrionale (Val Noana), attraversato da una buona mulattiera. Dal Passo, la cresta dello Zoccarè sale al Sasso di Scarnìa (2227 m), cima alquanto impervia. Da essa, si distacca, verso sud, il massiccio del Monte San Mauro (1837 m), cima di aspetto dirupato e prealpino.

Chi salga da Feltre al Pavione o anche solo alla Busa delle Vette, raggiungerà, dapprima, il borgo di Pedavena. Salendo per la strada principale si arriva al Passo Croce d’Aune (1015 m). Qui la via più breve e consigliabile è costituita dal sentiero n. 801 del C.A.I., in gran parte nel bosco, che sale al dosso del Col dei Cavai e lungo il percorso si possono ammirare caratteristiche statue di legno. È possibile seguire anche la parallela militare, che sale lungo le pendici del Monte Magazón. Tale percorso ha il pregio di consentire un pieno godimento del panorama sempre più esteso su Feltre.

Dal Col dei Cavai, ci si affaccia sulla bella verdeggiante visione del Vallon di Aune e verso la Busa del Monsampiano (interessante per i reperti fossili).

Si è, ormai, in vista dell’ampio dosso erboso, su cui sorge il rifugio “Giorgio Dal Piaz” (1993 m), della Sezione di Feltre del C.A.I. Da qui in pochi minuti si sale al Passo delle Vette Grandi (1994 m).
Anche se, finora, si è goduto di belle e ampie visioni, l’apparizione della Busa delle Vette non può non avere l’effetto di una suggestiva sorpresa. È neccessario sostare, immergersi in un’atmosfera incantata e ciascuno può sbizzarrirsi a scoprire le infinite preziosità geologiche e botaniche, che si celano in ogni angolo.

L’autrice
Sono Arianna Moretta, ho 22 anni e vivo a Sovramonte. Sto terminando il percorso universitario di durata triennale in Mediazione Linguistica presso la SSML (Scuola Superiore per Mediatori Linguistici) “San Domenico”, con indirizzo Turismo e sviluppo locale, che ha sede a Roma, ma ha anche un polo universitario a Feltre. Faccio parte dell’associazione il “Fondaco per Feltre” come animatrice socio-culturale dal 2021, dove ho svolto un tirocinio curriculare, ma negli ultimi anni ho lavorato anche in un ufficio turistico a Croce d’Aune che è gestito dalla Pro loco di Sovramonte di cui sono anche socia. In entrambe le associazioni mi sono occupata principalmente dell’accoglienza turistica, di fornire alle persone le informazioni e gli strumenti per una completa fruizione culturale e turistica e per la soluzione di difficoltà legate al viaggio e al soggiorno. Grazie a queste due esperienze ho potuto portare avanti la conoscenza delle lingue straniere e del settore turistico e migliorare persino nell’accoglienza.

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