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Vertical Farm

Alimentarsi nel rispetto della natura

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Alimentarsi nel rispetto della natura
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Il cambiamento climatico sta influendo sulle nostre vite. Ma cosa fare di realmente utile per dare un contributo nell’ambito dell’innovazione sostenibile? Questo è il quesito che si sono posti Edward e Beatrice Da Vià, due giovani fratelli bellunesi rispettivamente di 34 e 29 anni, spinti da interessi comuni e dalla voglia di collaborare per un utilizzo più consapevole e rispettoso delle risorse naturali.

Inizia qui il loro percorso di documentazione sulle Vertical Farm dal quale emergerà poi la conoscenza dei microgreens, un cibo con potenzialità incredibili che però inizialmente veniva utilizzato solo come abbellimento dei piatti nei ristoranti gourmet.

Che cosa sono i microgreens contivati nella Vertical Farm?

«I micro ortaggi sono un concentrato di aromi complessi e nutrienti racchiusi in una deliziosa mini piantina nella fase immediatamente successiva al germoglio. Essa possiede numerose proprietà nutrizionali, circa 40 volte in più della pianta adulta, ed è estremamente saporita. Per dare gusto ai piatti, infatti, è sufficiente un quantitativo minore rispetto alla normale verdura.

Nel mondo della ristorazione vengono utilizzati non più solo come abbellimento, ma bensì come ingrediente. Alcune tipologie sono adatte ad una leggera cottura, riuscendo a mantenere comunque le loro caratteristiche, altre invece sono più adeguate ad essere consumate in crudità o per guarnire tartine e bruschette.»

Il metodo utilizzato per la coltivazione di questi ortaggi è il vertical farming. Come funziona?

«Il vertical farming è un metodo di coltivazione che usa lo spazio in maniera più efficiente andando a coltivare in verticale, ossia su più piani, dove l’illuminazione è data da luci led. Altre caratteristiche fondamentali sono la temperatura e l’umidità controllata, indipendenti quindi da condizioni climatiche esterne.

Il processo parte dalla riattivazione dei semi, i quali vengono poi piantati sul substrato di terriccio in vaschette. Dopo una fase al buio che stimola la crescita dell’apparato radicale, vengono trasferiti nell’orto verticale. Qui avviene il processo d’irrigazione tramite impianto idroponico, il quale, con un sistema di ricircolo, consente di risparmiare il 90% d’acqua rispetto alle coltivazioni tradizionali.

Una Vertical Farm potrebbe sembrare macchinosa, artificiosa e poco naturale ma in realtà, oltre ad avere un impatto minore di acqua e suolo, ci permette di non ricorrere all’utilizzo di pesticidi poiché non c’è bisogno di fortificare la pianta per proteggerla dalle minacce esterne.»

Perché possiamo definire sostenibile un progetto di Vertical Farm e che vantaggi può avere nel Bellunese?

«Oltre ai motivi precedentemente citati, possiamo definirlo sostenibile in quanto utilizziamo energie da fonti rinnovabili certificate, puntando in futuro a diventare autosufficienti. Nel Bellunese un grande vantaggio di questa agricoltura può essere il fatto che, essendo sviluppata in un ambiente chiuso, ci permette di non risentire delle gelate tardive di cui soffre il nostro territorio ed avere una produzione continua tutto l’anno.»

Recenti studi della FAO (Food and Agricolture Organization) hanno infatti dimostrato che sfamare la popolazione mondiale sta diventando un serio problema e quello che meglio poteva rappresentare un’idea di cambiamento, dice Edward, era sviluppare un progetto che riguardasse il food.

Un sogno, quello dei fratelli Da Vià, che vuole comunicare, ad una società incline a parlare spesso di sostenibilità, che possiamo realmente fare qualcosa di concreto, partendo dall’alimentare il nostro amore verso la natura.

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