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Valmorel, Ritorno alla Terra

Le storie di due coppie giovani e coraggiose

Valmorel, Ritorno alla Terra

Le storie di due coppie giovani e coraggiose

Forse mai come in questi anni c’è stato tanto desiderio di una vita più naturale e semplice, tanto rimpianto per la natura perduta. C’è fame e sete di spazi liberi, di silenzio, di relazioni autentiche, di aria pulita. Valmorel, con i suoi prati verdi, i boschi, la sua gente si rivela come un posto invitante, pacifico, solare. Alcune coppie di giovani hanno scelto di venire ad abitare proprio qui e di allontanarsi da uno stile di vita ormai poco sostenibile. Hanno privilegiato una scelta radicale per avvicinarsi ad uno modo di vivere pienamente integrato con la natura e la sua economia e per diventare partecipi di una realtà che esprime ancora importanza al valore di comunità. Magari questo momento di crisi e di incertezze che il nostro Paese sta attraversando servirà a farci capire che quello che potrebbe apparire un passo indietro potrebbe rappresentare una vera evoluzione. Forse il messaggio che dovremmo leggere è che l’essenziale sta semplicemente nel “fare ritorno”. Ritorno alla terra, alla semplicità, alle relazioni significative. Le storie che vogliamo raccontare riguardano dei giovani coraggiosi e determinati che hanno compiuto una svolta nella loro vita.

Nicola e Nicoletta
Nicola, con mani sapienti, inizia ad impastare parte della farina con l’acqua, facendo pause di qualche minuto. Aggiunge il lievito madre rinfrescato. Impasta e mette il sale. Il piano di lavoro si affaccia sulle nostre montagne fiammeggianti di sole al tramonto. Sul davanzale della finestra sono disposti in ordine decine di vasetti di vetro pieni di semi e di erbe aromatiche. In cucina si respira il caldo avvolgente della stufa a legna, e si sentono le voci briose di Adele, 7 anni, e di Martino, 2 anni.

Originari di Volpago del Montello, Nicola e Nicoletta sono sposati da 8 anni, hanno deciso di lasciare la gabbia dorata del loro lavoro a tempo indeterminato per un desiderio di cambiamento concreto. Per una serie di fortunate coincidenze hanno trovato casa a Valmorel, una confortevole abitazione affacciata sulla Valbelluna e baciata dal sole per molte ore della giornata.

Stanchi dei ritmi che la vita e il mondo del lavoro imponevano, di uno stile di vita legato alla soddisfazione di bisogni spesso superflui, hanno deciso di dare la priorità ad altri valori per riuscire a gestire il proprio tempo ed essere più presenti con i figli.
Una scelta, non priva di difficoltà e incertezze per il futuro, che insegna ad affrontare frustrazioni e problemi con creatività, a trovare l’equilibrio giusto che fa stare meglio, vivendo in modo più consapevole e sostenibile. Tutto questo scegliendo di fare il pane in casa usando la pasta madre e le farine di grani antichi, un atto di disobbedienza e di autonomia, di riacquisizione della libertà fuori da schemi che sembrano obbligati. Le idee per il futuro sono molte, in questo sostenuti dalla comunità di Valmorel che si è subito resa disponibile a dare una mano e a sostenere il progetto, a lungo caldeggiato da Sergio Venturin, capofrazione del paesino, di coltivare cereali antichi. Fare il pane, quindi, non è solo un’attività che permette di vivere, ma offre la possibilità di aprire un orizzonte di atti comunitari importanti per il futuro di questo paesino di montagna.

Francesca e Luca
Dalla città metropolitana di Milano all’aria pura di Valmorel. Un cambiamento di vita per realizzare, insieme alla famiglia, il sogno di mettere in piedi un’azienda agricola. È la storia di Francesca Cinghia, 34 anni, bresciana di Nave, che in via Pizzera 2 ha aperto “Il cammino”. Dove produce e vende uova e ortaggi al naturale. Francesca è qualificata estetista, campo nel quale ha lavorato per 10 anni. Da sempre però ha la passione per l’agricoltura e gli animali. Un amore, quello per l’“avere le mani nella terra” e prodursi gli ortaggi, trasmessole in particolare da nonna Natalina e papà Giorgio. I suoi abitano tuttora in Valtrompia, mentre lei, conosciuto il compagno Luca, si è trasferita da lui nell’hinterland milanese, a Bollate. Lì la coppia ha dato alla luce Alice, che adesso ha 5 anni. Poi, per la situazione creatasi negli ultimi anni a causa del Covid, i due hanno deciso di compiere un importante passaggio di vita, spostandosi dalla città a Valmorel. Un cambiamento dettato dalla volontà di dare alla bimba un futuro diverso, con altre visioni. Per farla crescere non in un luogo caotico ma in uno tranquillo, in mezzo alla natura, con gli animali, magari facendole raccogliere le uova e le patate.

Naturalmente, dall’arrivo nella frazione di montagna, l’avvio dell’azienda è stato un processo graduale. Per un periodo Francesca è stata a casa, poi ha lavorato per 8-9 mesi alla Marcolin, mentre qualcosa cominciava a muoversi. Finché il 10 gennaio ha aperto partita IVA agricola, mettendo così in regola l’attività. E realizzando il suo sogno di offrire alle persone dei prodotti naturali. La scelta del nome dell’azienda agricola non è casuale: “Il cammino” vuole rappresentare il percorso di vita fatto da lei con la sua famiglia. Dal bresciano, a Milano, a Valmorel. Adesso che l’attività è ufficialmente aperta, si va avanti ovviamente a piccoli passi. Essendo partita da zero, l’azienda deve ingranare e per questo richiede anche piccoli investimenti (per cui si renderà necessaria una seconda entrata, magari ancora nel settore dell’occhiale). Per ora Francesca si sta concentrando sulle uova fresche e sane prodotte nel pollaio dalle sue galline ovaiole. E con l’arrivo della primavera, con la prima semina comincerà a dare frutti anche l’orto.

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