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VAL CANTUA IN ALPAGO

un percorso a “8” che vi farà sognare

VAL CANTUA IN ALPAGO

un percorso a “8” che vi farà sognare

Il percorso di circa 50 Km, che richiama la forma di un “8”, ci farà scoprire la Val Cantuna con i suoi scorci panoramici prima sulla Val Belluna, poi nella conca dell’Alpago. Questo tracciato si presta all’uso di qualsiasi bicicletta sempre comunque in buono stato di manutenzione (freni, copertoni).
Non presenta difficoltà salvo la salita della Val Cantuna.

Per comodità di parcheggio, per chi vuole arrivare a Belluno in macchina, la partenza è fissata a Piazzale Resistenza (stadio). Seguendo via Alpago Novello, via Nogarè e via Bettio si raggiunge la rotatoria, attraversata la quale ci si immette in Via Mameli fino alla successiva rotonda dove, svoltando a destra, si prende la ciclabile in sede propria, terminata la quale, girando a sinistra e attraversato il passaggio a livello, ci si immette nella strada interna che porta a Safforze. Da qui, su un percorso ciclo-pedonale, si raggiunge l’abitato di Polpet e, attraversata la statale con l’ausilio del passaggio semaforizzato, si imbocca la ciclo-pedonale che porta a Paiane da dove inizia la salita della Val Cantuna

Finalmente si inizia a sudare un po’ ma neanche tanto visto che, dopo poco più di 2 Km, è meritevole una sosta nella frazione di Arsiè, paese dei murales dei bambini. Per ammirare meglio queste opere è consigliabile, all’imbocco del paese, abbandonare la strada principale fino a qui percorsa, prendere a destra ed entrare in paese dove da diversi anni oramai i muri delle case e non solo ospitano affreschi e dipinti di vari artisti fra cui anche il murales lungo 23 metri eseguito dai bambini.

Girando per la piccola frazione di Ponte nelle Alpi, che ha una spettacolare veduta verso Paludi e il lago di Santa Croce, si possono ammirare le opere realizzate in sedici anni dagli artisti per abbellire il paese.

I murales e gli affreschi raccontano pezzi di storia del paese: le donne al lavoro, la mungitura, vari momenti di vita quotidiana, il patrono San Marco, la vecchia postina, figure umane, animali, la fienagione, il bagno di un bambino in un “mastel” dentro la stalla, la “cagliera” per fare il formaggio, la “monega” per scaldare il letto d’inverno, ecc

Riprendiamo la strada e affrontiamo gli ultimi 3 Km scarsi di salita molto pedalabile, anche senza molto allenamento, con un panorama meraviglioso sulla Val Belluna e sulla conca dell’Alpago con il maestoso lago di Santa Croce. La salita, con pendenza media del 6%, è un susseguirsi di dolci curve che sembrano essere state disegnate con il pennello e quei due piccoli strappi, di breve lunghezza, si superano agevolmente. Siamo a Pieve d’Alpago e, con una lunga e piacevole discesa, attraversiamo l’abitato di Torch e, deviando sulla sinistra, rispetto al tracciato, seguendo una stradina sterrata, arriviamo alla Chiesetta di San Pietro circondata come nei tempi passati dal cimitero.

Una volta entrati, con il dovuto rispetto, si può scorgere un magnifico panorama sulla conca Alpagota e sul lago di Santa Croce. Rimontiamo in sella e giù in discesa, anche a tratti ripida, fino a raggiungere Puos d’Alpago da dove, percorrendo la ciclo-pedonale, si arriva a Bastia e, seguendo il tracciato della Venezia-Monaco, si giunge a Soverzene dopo aver ammirato il tracciato della ciclabile rimessa a nuovo dai disastri di Vaia prima e dall’alluvione poi. Meta finale è Belluno.

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