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Bar da Isaia, una storia centenaria che continua

A Visome, Dolores Bogo custodisce da 36 anni una tradizione di accoglienza

Bar da Isaia, una storia centenaria che continua

A Visome, Dolores Bogo custodisce da 36 anni una tradizione di accoglienza

La celebre “The Wall” dei Pink Floyd. « Hai presente? Ecco, ascoltandola a tutto volume io e Sebastiana abbiamo demolito la malta di questa parete ed è venuta fuori questa meraviglia!». Dolores mi mostra fiera una parete con una decorazione molto antica e una trave che evidentemente era posta sopra una porta. Parete, porta e Dolores si trovano nel Bar da Isaia a Visome, e parlano di una storia iniziata almeno un paio di centinaia di anni fa. «Vedi, qui la locanda per ospitare i viandanti ha una storia molto antica. Una lunga catena di accoglienza, chiacchiere, calore, scambi, della quale io sono l’ultimo anello».

Dolores Bogo è la titolare del Bar da Isaia dal 23 settembre 1989. Giorno nel quale Angelina (moglie di Isaia) le dice che lei e il marito si ritirano in pensione e vorrebbero che prendesse il testimone. Dolores, fresca di parto e commessa di tessuti da “Toni scampoli”, risponde che le piacerebbe molto, ma ha appena costruito casa e non ha i soldi per rilevare l’attività. Isaia la guarda, le sorride, e decide che non importa, i soldi arriveranno ma loro vogliono proprio lei, e solo lei. E lei accetta, e per 36 anni serve caffè, un bianco, un rosso, una birretta e ascolta, consiglia, ride, diventa il punto di riferimento per una comunità: non solo per i locali, quelli di Visome che mai sono mancati, ma anche per chi da fuori viene per scambiare due parole.

L’osteria come cucina di tutti

L’osteria è la cucina di tutti, nel senso che ci si viene per stare come a casa: tutti si esprimono, qualcuno cerca lavoro, altri un artigiano, una badante, ecc. Dolores, come si dice oggi, mette in rete, collega, incoraggia. Assieme ad Angiolina, a Lara, a Giuliana e alle molte altre donne, che hanno lavorato dietro al banco in questi anni, crea una comunità che è quasi una famiglia.

Confidenti e confessori

«Che vuoi, parlando con tutti si diventa confidenti, quasi confessori. La gente si racconta di sé, della propria vita, tutti si esprimono liberamente e non temono di essere giudicati. Mi ricordo anche di momenti memorabili: le partite dei mondiali viste in tanti che neanche ci stavamo, le serate di musica con i gruppi locali, le mostre di artisti che abbiamo ospitato. Vedi l’unica macchinetta che abbiamo? Non è per ludopatici, ma, per chi vince, giusto per pagare un giro e scherzarci su. Qui è sempre stato tutto così: chiaro, limpido, bello. Adesso che è finita, perché alla mia età è giusto che vada in pensione, mi viene la nostalgia, perché io amo le mie persone. Mi mancheranno i clienti, i fornitori, quelli che vengono presto prima della fabbrica, quelli che vanno via tardi quando chiudo. Ma lascio in buone mani, e questo mi mette tranquilla».

Il passaggio di testimone

Intanto che chiacchieriamo, il mio caffè si fredda e Doriano mi chiede se mi piace freddo. Doriano è l’anello della catena dopo Dolores, il nuovo gestore del bar. «A me è successo come a lei con Isaia: quando ho saputo che lasciava, mi sono offerto e lei non ha cercato altri. Ha capito che io ci tenevo e che non l’avrei delusa. E sì che io ho sempre fatto il pittore e il cartongessista. Il fatto è che a volte la vita ti chiama, e ho pensato che mi sarebbe piaciuto cambiare mestiere. Sto facendo i corsi previsti per legge, e imparando ogni giorno grazie all’insegnamento disinteressato, paziente e infaticabile di Dolores. Vedi queste finestre? I fiori li ha cambiati stamattina: dice che l’estetica è importante perché un ambiente sia armonioso e accogliente. Io non ci sarei mai arrivato, meno male che c’è lei».

Bussano alla porta ed entra Davide. È un distinto signore, cliente fisso. Dice che è venuto per il caffè. Dolores e Doriano sorridono, e vanno a mettere su la moka in cucina. Perché a Davide il caffè della macchinetta non piace, e un bravo barista conosce sempre i gusti dei suoi clienti. La catena centenaria del Bar da Isaia di Visome prosegue in buone mani, come da tradizione.

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