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Una stella misteriosa e affascinante

Le sue raffigurazioni nel Museo Diocesano

Una stella misteriosa e affascinante

Le sue raffigurazioni nel Museo Diocesano

La nostra associazione ha stretto quest’anno una collaborazione più forte rispetto al passato con il Museo Diocesano Belluno-Feltre nella realizzazione di un ciclo di appuntamenti sulla storia e sull’arte della Città e della Diocesi. Nell’augurare un sereno Santo Natale ci pare interessante pubblicare il contributo del direttore del Museo, mons. Giacomo Mazzorana. Buona lettura dall’associazione “Il Fondaco per Feltre”.

Uno dei temi natalizi che nel corso dei secoli ha maggiormente colpito la fantasia è quello della stella. Da parte dei primi teologi non c’è mai stata difficoltà nell’ accogliere la testimonianza dei magi che, come seguaci di quel Zaratrusta identificato dagli studiosi della Bibbia con il profeta Balaam, avevano conservato la memoria della profezia di quest’ultimo riguardo a una stella che sarebbe sorta da Giacobbe e della quale aspettavano la venuta.

Il successivo collegamento con la nascita di Gesù a Betlemme, luogo di origine del re Davide, faceva della stella un segno davidico della regalità del futuro messia. Non a caso la domanda che essi fanno ad Erode, insospettendolo, è: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto la sua stella, e siamo venuti ad adorarlo” ( Mt 2,2). Almeno dal terzo secolo d.C. i commentatori di questa frase di Matteo hanno voluto vedere simbolicamente nella stella un angelo o un segno esteriore dello Spirito Santo.

Sottintesa a questa lettura era la preoccupazione, da parte dei teologi, di sgombrare il terreno al rapporto tra stella e nascita di Cristo. La prima poteva essere solo un segno, non la causa della seconda. Tollerare ambiguità o dubbi al riguardo avrebbe significato svuotare il senso della incarnazione. Il tema della cometa ritorna spesso nelle narrazioni natalizie medioevali. Sulla loro scia si pone Giotto, che dipinge a Padova, nella cappella degli Scrovegni nel 1305, la cometa di Halley. In realtà nessuna cometa periodica solcò i cieli attorno agli anni della nascita di Gesù. È stato invece rivelato che altri fenomeni astrali poterono effettivamente verificarsi come una “nova” o una “ supernova” oppure una congiunzione planetaria. Difatti, nel 7 a.C., periodo effettivo della nascita di Gesù, per ben tre volte avvenne una congiunzione di Giove con Saturno.

Nel Museo Diocesano di Feltre vi sono due raffigurazioni della cometa. La prima, del 1519, del pittore di Bassano del Grappa Andrea Nasocchio nella Pala di Zorzoi, la seconda nella croce post-bizantina del 1542, in legno di bosso intagliato, nella quale si può ammirare una straordinaria raffigurazione di una cometa la cui punta si volge verso la grotta ed ha all’interno del suo nucleo un sole, simbolo di Cristo vera luce del mondo, di 4 millimetri di diametro, quasi invisibili ad occhio nudo. Quest’ultimo è diventato il logo identificativo del Museo ed è stato reso più visibile nel dipinto di cm 94 x 100 di Gianantonio Cecchin, l’Adorazione dei Magi del 2011, realizzato in tecnica mista su tavola ed esposto nella Sala della Postierle, dedicata all’arte sacra contemporanea.

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