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Una stanza tutta per sé

di Virginia Woolf

Una stanza tutta per sé

di Virginia Woolf

Da questo numero, una al mese, una recensione degli scritti protagonisti di “Luoghi nei libri 2025”, letti per noi da volontari esperti. Partiamo dal saggio “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf pubblicato nel 1929 (prima edizione italiana: 1963). All’interno anche riferimenti al cibo, in una scena che avremo modo di rivivere di persona nel primo degli appuntamenti della rassegna descritti a fianco.

Vuoi leggere per noi “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf? Mhmm… Virginia Woolf… rimembranze di studio… uno strano invito ma che -ed ora lo posso dire- per fortuna ho accettato. A chi pensa ad un’opera obsoleta vista la sua “veneranda età”, si sbaglia di grosso…
Comunque, chi è Virginia Woolf? È una delle principali figure della letteratura del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i sessi e con “Una stanza tutta per sé” ci offre uno sguardo attento sulla situazione femminile nella società patriarcale e di come le donne debbano relazionarsi ad essa per poter scrivere, soprattutto quando vogliono uscire dal ruolo coatto di figlia, sorella, moglie e madre.

Il punto di partenza è un’idea semplice ma determinante: “…una donna, se vuole scrivere romanzi, deve avere soldi e una stanza per sé…”. Questo lo si legge già nelle prime pagine ed è il concetto che diventa il tema principale di una riflessione più ampia sulle differenze tra i generi e sulle difficoltà che per secoli hanno impedito alle donne di accedere alla conoscenza e all’arte. Lei non si limita a elencare fatti e statistiche, ma utilizza la sua sensibilità letteraria per costruire immagini suggestive e dare vita a personaggi immaginari, come ad esempio nel terzo capitolo Judith Shakespeare, una sorella fittizia del celebre drammaturgo, la quale avrebbe potuto avere anch’essa un talento simile al suo, ma destinata a rimanere nell’ombra perché nata donna.

Durante la lettura, le sue molteplici domande sono risuonate anche in me, suscitandomi a volte dei “moti d’insofferenza” soprattutto quando la sua esplorazione ha sviscerato il concetto di “inferiorità mentale femminile” così diffuso nell’ambiente intellettuale maschile del tempo oppure quando riflette sulle convinzioni di un patriarca che afferma la sua predominanza, “pensando che gli altri siano inferiori per qualche sua superiorità innata…”.

Si tratta quindi un’opera davvero attuale. Anche dopo quasi un secolo, le questioni che solleva riguardo alla libertà creativa e all’accesso delle donne alla cultura sono ancora molto rilevanti. Le sfide di oggi affrontate quotidianamente dalle donne, come la disparità economica, le difficoltà nel bilanciare la vita privata con figli e lavoro o l’accesso ad alcune carriere professionali, riflettono in molti modi quelle descritte a più riprese dalla Woolf in questo libro. La richiesta dell’opera non è solo un desiderio di uno spazio fisico, ma la voglia di autonomia e libertà. È davvero affascinante vedere come le sue parole possano ancora risuonare e motivare le persone oggi! La Woolf non solo ha aperto la strada per le donne del suo tempo, ma a mio avviso può continuare a ispirare le generazioni odierne e future.

A CENA CON LA LETTERATURA
Avete mai fatto caso al valore del cibo, al tempo che dedichiamo a nutrirci, all’aspetto sociale della questione? Insomma, il cibo, nella sua accezione più ampia, è il nostro luogo metafisico per eccellenza, quello che tutti noi frequentiamo.

Ci pareva quindi ragionevole iniziare la nostra riflessione partendo dalla letteratura sul cibo, abbondantissima fin dalla notte dei tempi (la guerra per antonomasia, quella di Troia, ad esempio, nasce da un pomo), dove poesia, prosa, teatro ci raccontano i molti luoghi del cibo. Lo faranno insieme a noi le compagnie teatrali Saranno famosi, Las Palabras e Fuori di Quinta, con altri attori e alcuni giovani debuttanti, che reciteranno brani tratti da opere celebri (e non solo) mentre i cuochi dell’associazione Veses Aps cucineranno per noi alcune pietanze tratte dal libro “Sapori della Valbelluna”.

Siete tutti invitati a cena il 28 e 29 marzo alle 20 all’Oasi Bethlehem di Col Cumano a Santa Giustina. Info e prenotazioni (solo Whatsapp) al 346 9437805 entro il 25 marzo.

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