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Una mostra per Franco Fiabane

l celebre artista ricordato dal mondo del volontariato

Una mostra per Franco Fiabane

l celebre artista ricordato dal mondo del volontariato

È visitabile, fino a martedì 1° marzo al Centro civico, la Mostra “L’Om Selvarech, maschere e mestieri bellunesi” nei disegni di Franco Fiabane. Si tratta di una personale dedicata al celebre artista bellunese, che vanta esposizioni in Italia e all’estero a partire dal 1974. L’idea è della Pro loco “Monti del Sole” che, in collaborazione con il Comune e l’associazione “Bellunesi nel Mondo”, ha allestito la mostra in occasione di “Spettacoli di mistero”; il tema dell’ultima edizione, infatti, era legato al leggendario Om Selvarech, personaggio che Fiabane ha illustrato proprio in uno dei lavori presenti in sala. Altri suoi disegni sono dedicati invece ai mestieri artigianali, oggetto della mostra precedente, rinviata per la pandemia. Lo scorso 2 gennaio, proprio al Cento civico, c’è stato un omaggio all’uomo e artista Fiabane, scomparso nel 2015, con l’intervento di alcuni amici e rappresentanti di associazioni con i quali aveva collaborato. Si entra, con Green Pass, dalla Biblioteca civica e l’ingresso è libero il martedì e giovedì (14.30-18.30), il mercoledì (10.30-12.30) e il sabato (9.30-12).

La biografia dell’artista
Nato a Belluno nel 1937, Franco Fiabane è artista molto conosciuto anche fuori dei confini provinciali. L’iniziazione all’arte avvenne con la bottega artigiana, frequentata fin da giovanissimo, avendo come maestro il padre Berto, scultore di talento, cui si aggiunge più tardi la collaborazione a fianco dello scultore Augusto Murer. Il rapporto di amicizia con Murer e successivamente con Annigoni avrà una decisiva importanza nella sua evoluzione di giovane artista.

Dal 1974 in poi, stimolato da un crescente successo di pubblico e di critica, inizia la sua attività espositiva in Italia e all’estero e la sua partecipazione a concorsi per opere pubbliche. Dall’apprendimento delle tecniche di lavorazione e di restauro della pietra, Fiabane è poi passato a sviluppare la sua ispirazione anche attraverso grafica, bronzo e legno.

Scorrendo rapidamente l’elenco delle sue opere monumentali, non si possono non ricordare la Resurrezione con superstiti sant’Antonio nella chiesetta del Vajont; la Madonna di Loreto all’Aeroporto di Belluno; il Monumento degli Alpini di Castion; il Monumento ai Caduti per l’Ideale di Soverzene; la Deposizione per una cappella a Mogliano; il Tabernacolo, l’Annunciazione e il Crocefisso nelle Sale ricreative di Bolzano; la Madonna Regina delle Dolomiti benedetta da Papa Wojtyla sulla Marmolada; il Tabernacolo nella chiesa di Longarone del Michelucci; la Madonna delle Ande in Argentina; l’Angelo dell’accoglienza e la Via Crucis al Santuario del Nevegal; gli Alpini sull’omonimo ponte di Belluno; le Porte della chiesa di Lentiai e il trittico monumentale al Cimitero delle Vittime del Vajont a Fortogna.

L’evento
Lo scorso 2 gennaio, a Sospirolo, c’erano molti esponenti dell’associazionismo e volontariato locali: dal Rotary Club Belluno al Gruppo Alpini Sospirolo, dai Cavalieri di S. Martino alla Pro loco e al Comune di San Gregorio nelle Alpi, dagli Arcieri del Piave; hanno dato adesione anche il Comitato d’Intesa e il Csv, Giuliano Viel del ristorante “Al Borgo”, l’azienda Dres di Paderno, la famiglia Nesello, altre associazioni di volontariato e alcuni artisti bellunesi; con tutti loro Fiabane ha collaborato in varie forme, dalle opere pittoriche alle sculture. Presente in sala e visibilmente commosso il fratello di Franco, Tiziano, che ha ricordato begli episodi della vita dell’artista.

La collaborazione
per Sospirolo
Per il sospirolese, in diversi anni, Fiabane ha realizzato, tra le varie attività, lo stemma della Pro loco “Monti del Sole”. Dopo essersi aggiudicato il primo premio per la grafica al concorso nazionale di pittura “Giuseppe Fiocco” in villa Zasso nel 1974, realizza nel 1978 la formella in bronzo per i premi del terzo concorso nazionale di pittura “Marco e Sebastiano Ricci”. Ancora, si ricordano i disegni per i libretti del concorso gastronomico per cuochi dilettanti, il monumento a Berto Nesello in Valle del Mis, il disegno per la stampa-omaggio della mostra di artigianato locale (1983), la stampa per la bottiglia commemorativa per i 25 anni della Pro loco (1998), alcune medaglie in bronzo e il trofeo per gare di tiro con l’arco degli Arcieri del Piave quando aveva sede a Sospirolo.

Si possono poi ammirare i monumenti agli Emigranti e Caduti sul lavoro in piazza Lexy e agli Alpini nei pressi della chiesa parrocchiale di Gron. Realizza in bronzo, per i famigliari, una formella che ritrae Berto Nesello e un monumento per la famiglia Lovatel presso il cimitero. Importanti opere si trovano anche nel vicino comune di San Gregorio nelle Alpi.

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