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Un pollaio speciale a San Gregorio

Parola d’ordine: comunità!

Un pollaio speciale a San Gregorio

Parola d’ordine: comunità!
Un pollaio speciale a San Gregorio

Un vero e proprio sodalizio tra scuola e comunità, che ha dato ai bambini della scuola elementare di San Gregorio “L. Giazzon” la possibilità di assistere al miracolo della vita e di renderli protagonisti di un progetto davvero speciale. A raccontare l’iniziativa è la nuova preside dell’Istituto Comprensivo di Santa Giustina, Giuseppina Leo.

Gallo di razza padovana - Un pollaio speciale a San Gregorio
Un pollaio speciale a San Gregorio

Preside, qual è il legame tra scuola e comunità?
Secondo me la scuola è una comunità, che vive e opera in un territorio con cui si rapporta ed interfaccia. Mi piace utilizzare la metafora della scuola come una casa di vetro, che guarda verso l’esterno e viceversa, nonostante sia un ente istituzionale che agisce secondo vincoli e regole prestabiliti.

Gallina padovana - Un pollaio speciale a San Gregorio
Un pollaio speciale a San Gregorio

Com’è nato il progetto del pollaio?
Quando ho visitato la scuola elementare di San Gregorio, i bambini mi hanno illustrato le iniziative alle quali partecipano e solamente lì, in una classe, nell’angolo della condivisione, ho scoperto che tra le tante attività, gestiscono un pollaio nel cortile della scuola. Il progetto è nato da una chiacchierata tra i bambini, che hanno sottoposto poi la proposta ai docenti. Il viaggio della vita è iniziato dalle uova ricevute in dono da Andrea Pozzato, allevatore padovano e dal via libera da parte dell’Ulss di Belluno. In un’incubatrice comprata qualche anno fa e tenuta a scuola, dopo 21 giorni di curiosità e trepidante attesa, i bambini hanno potuto assistere alla nascita dei pulcini di razza Padovana.

Diario di bordo - Un pollaio speciale a San Gregorio
Un pollaio speciale a San Gregorio

Come funziona la gestione del pollaio?
All’interno del pollaio sono presenti quattro galline e un gallo di razza Padovana e di recente sono state inserite alcune livornesi. Quello che mi ha piacevolmente stupita è stato ascoltare i bambini che non solo mi hanno raccontato chi ha partecipato al progetto, ma hanno utilizzato termini scientifici, frutto dello studio teorico derivato dall’esperienza pratica.

Gallina padovana - Un pollaio speciale a San Gregorio
Un pollaio speciale a San Gregorio

Che fine fanno le uova prodotte dalle galline?
Fuori dal cancello della scuola, è stata installata una casetta all’interno della quale vengono messe a disposizione della comunità le uova prodotte, in cambio di un’offerta libera, che aiuta i bambini a comprare il mangime per gli animali. La casetta per le uova è stata realizzata da un artigiano e tuttofare locale, Sandro, che un giorno si è presentato a scuola con un dono per i bambini.

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Un pollaio speciale a San Gregorio

Chi ha partecipato al progetto?
L’intera comunità di San Gregorio. L’aspetto più interessante di un progetto così è il legame che si crea tra la comunità locale e quella scolastica, tra gli abitanti e i bambini. Il progetto del pollaio è un bellissimo esempio di sinergia e aggregazione tra scuola e comunità locale. Nell’ottica di “comunità educante” è la comunità stessa che contribuisce all’educazione dei bambini e al loro approccio al territorio, non solo sul piano istituzionale e tradizionale. L’amministrazione comunale si occupa della sicurezza del pollaio, l’Ulss ha fornito indicazioni e supporto medico, il gruppo giovani si è occupato della cura degli animali durante la pausa estiva, il nonno di un bambino ha donato la casetta per le galline e Sandro, artigiano tuttofare del paese, si è occupato della realizzazione della casetta per le uova. Si tratta di creare un ponte tra scuola e comunità, dai genitori agli enti locali presenti sul territorio, con un unico scopo: trasmettere il rispetto degli animali e la loro presa in cura, rafforzare il senso di responsabilità e di empatia nei bambini.

Si tratta di “learning by doing”: imparare facendo, con l’aiuto dell’intera comunità e il supporto dei docenti. Non si tratta di una didattica puramente trasmissiva, quanto del rendere l’alunno protagonista del proprio percorso di apprendimento. In questo modo i bambini acquisiscono più fiducia in loro stessi e rafforzano il legame con la comunità locale.

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