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Un luogo per ritrovare David

Nel suo ricordo la nuova area di San Felice

Un luogo per ritrovare David

Nel suo ricordo la nuova area di San Felice

David era una persona solare, coinvolgente e piena di iniziative, di quelle di cui si sente subito la mancanza!. E David non c’è più da un anno, da quando un tragico incidente, in un caldo sabato di fine ottobre, lo ha improvvisamente strappato alla famiglia, agli amici e all’intera comunità trichianese nella quale aveva operato sia nel sociale che come amministratore. Mi raccontano di lui, e dell’iniziativa nata per ricordarlo, due suoi amici, Andrea Busetto e Stefano Merlin. «Sembrerà incredibile, ma pur non essendo più tra noi, è riuscito a fare ciò che gli veniva naturale: aggregare le persone!».

Cosa intendete?
«A cavallo fra gli anni 80 e 90 eravamo una bella compagnia di ragazzi, alcuni nati nel 1971 e altri nel 1972, che non perdevano occasione per ritrovarsi e divertirsi. David aveva la straordinaria capacità di fare da collante, di mettere insieme le nostre diversità caratteriali. Poi, col passare del tempo, ci siamo un po’ persi e l’unica occasione di ritrovo era diventata la cena della classe, che riuniva entrambe le annate, ma che non aveva lo stesso sapore dei ritrovi in piazza di un tempo. C’è voluta questa iniziativa per farci riunire e farci in qualche modo riassaporare la vecchia atmosfera. Ed è stato bello sapere che, anche se non fisicamente, lui era lì con noi».

L’iniziativa a cui vi riferite è la sistemazione di un’area attrezzata in riva al Piave, sotto il ponte di San Felice. Come è nata l’idea?
«Tutto è partito dal voler in qualche modo ricordare una persona che tanto aveva dato a Trichiana e che tanto, sicuramente, avrebbe ancora potuto dare. Inizialmente era stata ventilata l’idea di intitolargli la piazzetta davanti al bar “La Dolce Vita”, ma non l’abbiamo ritenuta consona alla sua personalità e comunque non avrebbe lasciato nulla di tangibile. Lorna, la moglie, ci parlò allora dell’attaccamento di David per il Piave, che frequentava da bambino, quando abitava nelle vicinanze, per nuotare e pescare e dove sono state disperse le sue ceneri. Abbiamo così individuato l’area attrezzata, sorta sotto l’amministrazione Cavallet in concomitanza con la realizzazione del tratto ciclabile da San Felice a Pialdier, che versava in condizioni pessime. Abbiamo pensato che sarebbe stata una bella idea risistemarla e dedicarla al nostro amico».

Qualcuno vi ha aiutato nella realizzazione di questa vostra idea o avete fatto tutto da soli?
«All’inizio l’intenzione era quella di autotassarci per acquistare il materiale necessario. Poi però abbiamo pensato che forse a qualcuno al di fuori della compagnia dei “vecchi amighi” avrebbe fatto piacere dare un contributo. Infatti abbiamo ricevuto donazioni sia di materiale sia in denaro che ci hanno permesso di ricostruire i due tavoli con le panche che già esistevano e di farne uno più grande dove idealmente riunire il nostro gruppo, che poi in realtà vi si è trovato anche fisicamente. Un aiuto, specie a livello burocratico, è arrivato anche dall’amministrazione che si è incaricata pure del controllo e dello smaltimento periodico dei rifiuti mentre a noi rimane la manutenzione».

Avete pensato anche ad apporre una targa o qualcosa di simile?
«C’era una vecchia bacheca al posto della quale abbiamo installato un pannello con la scritta “Area ricreativa dedicata all’amico David” e di seguito la frase “Un uomo non muore mai se c’è chi lo ricorda”».
L’area è stata inaugurata il 31 ottobre, ad un anno esatto dall’incidente.

Che giornata è stata?
«Una bella giornata! Avevamo pensato ad una cerimonia intima, ma alla fine eravamo oltre un centinaio. C’è stata l’immancabile presenza del “Vintage club” che David aveva fondato con Nicola Bianchi e di cui era presidente, che conta una trentina di associati, appassionati dei vecchi motorini “Ciao”. Sono arrivati con un vecchio motorino “customizzato” in suo onore. A loro abbiamo affidato la parte “gastronomica”, compito espletato con l’Ape allestita con griglia che usano nelle loro uscite. Invece di essere un giorno di lutto, come poteva esserlo un anniversario, è stata una giornata di ricordo e condivisione apprezzata anche dai familiari».

Infatti la moglie ci tiene a ringraziare tutti quanti, così come le figlie Giorgia e Gioia. «È stato davvero un bel gesto e sono sicura che David lo apprezza moltissimo» conclude Lorna.

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