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Tuttologi e fake news

l'approfondimento di Carlo Cottarelli

Tuttologi e fake news

l'approfondimento di Carlo Cottarelli
Internet_Dai fatti ai _fake_ basta poco

L’economia: un mondo dagli aspetti tecnici forse non per tutti, ma allo stesso tempo un tema attuale, su cui tutti abbiamo un’opinione. Spesso, però, questo pensiero può essere alterato, oltre che dalla nostra personale esperienza, anche dalle cosiddette “fake news” che, grazie alla rete, circolano in maniera fluida e spesso vengono scambiate per veritiere.

A sciogliere qualche dubbio in merito, lo scorso 23 febbraio a Pedavena, ci ha pensato il dottor Carlo Cottarelli in un evento organizzato da Lions Club di Feltre e Comune di Pedavena. La sua competenza in scienza politica ed economia è stata comprovata dalla scelta della sua persona per diversi ruoli rilevanti, ma il suo nome ci è familiare perchè nel marzo 2018, in seguito al tentativo fallito dei “giallo-verdi” di formare un Governo, è stato proprio ad accettare con riserva, e poi a lasciare, l’incarico di Presidente del Consiglio dei ministri per la formazione di un governo tecnico provvisorio.

Arriviamo quindi all’ultima delle sue pubblicazioni, “Pachidermi e pappagalli” che, secondo Cottarelli, spiega in modo efficace la metafora della propagazione delle fake news: i grandi pachidermi creano ad arte le cosiddette “bufale”, i pappagalli le ripetono dando loro vigore.

Ma come difendersi dalle notizie false? E come imparare a soppesarle?
«Anzitutto, appresa una notizia, bisogna verificarne in maniera scrupolosa la fonte. Per esempio, quando compro un libro cerco sempre di guardare sul retro di copertina chi è l’autore e mi sforzo di approfondirlo:che competenze ha? Da quanto scrive su questo argomento? Ciò aiuta a rendere la sua opinione molto più affidabile. In secondo luogo, direi di diffidare a prescindere di quelle notizie che sono esposte con cafonaggine o allarmismi eccessivi. Riflettete: se un fatto è vero e valido, non ha alcun bisogno di essere condito con insulti, ironie o esagerazioni; esso può essere esposto, al contrario, in totale pacatezza e oggettività. Stessa riflessione vale per le posizioni assolutiste: non esiste mai una colpa univoca, soprattutto quando si parla di crisi, economia, strategia politica».

Dal punto di vista informativo siamo una società abbastanza “comoda” e “pigrona”. Dalle nostre smart-tecnologie è facile “googlare” una parola e scorgerne sin da subito infiniti significati, dando per scontata l’autorevolezza delle parole che leggiamo; una bella differenza rispetto alle ricerche “vecchio stampo”.

Cos’è una fake news?
Essa è letterlamente una “notizia falsa”, ma nel gergo comune viene definita semplicemente “bufala”. Nonostante spesso la si associ a un fatto negativo, non per forza di cose deve riguardare un avvenimento tragico. Un esempio? Il mese scorso l’incredibile mondo del web ha lasciato spazio alla cosiddetta “broomstick challenge”.

Tutto è nato a causa di un Tweet dove un utente scriveva che «secondo la Nasa oggi (il giorno della pubblicazione, ndr) è l’unico giorno in cui una scopa può stare in piedi da sola a causa della spinta gravitazionale». La notizia, diventata virale, è stata poi farcita con l’aggiunta, da parte di altri utenti, dell’informazione che questo fenomeno fosse dovuto ad una particolare inclinazione dell’asse terrestre che si verifica una volta ogni 3.500 anni. L’esito è stato incredibile: migliaia di scope “in piedi” fotografate da altrettante migliaia di utenti che, creduloni, hanno dovuto poi subire la spiegazione ufficiale dalla Nasa, la quale dimostrava che la fisica funziona tutti i giorni dell’anno (del resto, se così non fosse, non sarebbero solo le scope ad aver problemi di equilibrio autonomo!). La “broomstick challenge” passerà in sordina non come mala-informazione, ma come una moda, senza ammettere che qualcuno ci ha creduto per davvero.

Purtroppo nel campo delle fake news, nella maggior parte dei casi non si tratta di inesattezze o di fenomeni che partono quasi a caso, come nell’esempio della broomstick challenge: alcune notizie sono intenzionalmente false. Per questo, è utile fare informazione, sviluppare e mettere in atto le capacità critiche durante la lettura e, soprattutto, condividere informazioni solo se non persistono dubbi sulla loro veridicità.

Come riconoscere ed evitare una “bufala” in pochi, semplici passi
1) Valuta bene i titoli delle notizie e le immagini allegate: spesso sono esagerate per attirare click e visualizzazioni.
2) Leggi attentamente l’Url (l’indirizzo web) della pagina, che non deve essere alterato,e verifica la fonte dell’informazione, che deve essere certa.
3) Attenzione anche alla data di pubblicazione della notizia: capita, infatti, che una news vecchia venga riproposta con il solo intento di acchiappare ancora qualche like sui social.
4) Non essere pigrone: sii curioso e fai qualche ricerca più mirata! Una notizia vera viene sempre riportata da più di una fonte.

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