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Tutte le potenzialità di Arson

un luogo da riscoprire anche in chiave turistica

Tutte le potenzialità di Arson

un luogo da riscoprire anche in chiave turistica

Quando mi chiedono: «Ma tu dove vivi?». La risposta è: Arson, la frazione all’estremo nord-est del comune di Feltre. Spesso, e senza attendere ulteriori dettagli, l’interlocutore asserisce: «Ma che bel posto!». In effetti chi ci vive non è sempre consapevole dell’ottima posizione della frazione, ben esposta al sole, con poche aree “al pustern” come si dice in dialetto, ventilata d’estate, paesaggisticamente molto apprezzata. Insomma, una buona qualità della vita che aveva fatto invertire qualche anno fa il trend dello spopolamento con l’arrivo di qualche famiglia e di qualche gruppo, in particolare di giovani coppie; ora la situazione è stabile, ma ci sono sempre persone che cercano casa da queste parti.

Dalla frazione, se ti muovi verso nord, entri nel territorio dell’ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e puoi raggiungere il Monte San Mauro, la cui cima è a quota m. 1836 s.l.m., e la sua chiesetta a m. 1268, dal cui sagrato si vede tutta la vallata sottostante.
L’altro monte a nord di Arson, collegato con il S.Mauro, è il Monte Grave, raggiungibile con camminate alla portata anche delle persone meno esperte. E adesso, sempre passeggiando tranquillamente nei boschi, o ancora più semplicemente lungo la strada pianeggiante, ci spostiamo a est e arriviamo alla frazione Montagne, in comune di Cesiomaggiore. Qualsiasi sia stata la nostra scelta, il paesaggio sarà sempre molto bello, con scorci particolarmente attraenti.

Andando a sud, lungo la strada vecchia verso Salgarda, sentiamo avvicinarsi il rumore del Caorame, che dalla Val di Canzoi scorre fin sotto Arson, dove vi confluisce il suo principale affluente, lo Stien.

A ovest troviamo la frazione sorella (nel senso che dal 1611 insieme formano la Parrocchia di San Michele Arcangelo) di Lasen e, proseguendo, si può raggiungere la Valle di San Martino oppure, proseguendo lungo la strada principale, l’abitato di Lusa col suo castello e, a seguire, Grum e Villabruna. Grandi spazi per piacevoli passeggiate più o meno impegnative a scelta, con la possibilità in tutte le stagioni di godere di panorami, paesaggi, affacci, colori, fioriture (comprese in ottobre quelle di due coltivatrici di zafferano), corsi d’acqua, aria salubre, qualche animale selvatico che si abbassa in cerca di cibo come il capriolo, la lepre, il cervo; tutti elementi che costituiscono potenzialità sia per la qualità di vita degli abitanti, sia per il turismo che qui potrebbe benissimo veder decollare la sua destagionalizzazione.

In zona c’è solo qualche piccola attività ricettiva, che ha comunque consentito, negli ultimi anni, la riscoperta del luogo da visitatori che arrivano da diverse parti d’Europa, ma proprio il “genius loci” dell’area potrebbe far pensare di aprirne di altre, ristrutturando il patrimonio edilizio esistente. Ci sarebbe bisogno di interventi pubblici per la sentieristica e/o per il recupero e la valorizzazione di percorsi ciclo pedonali; di uno di questi percorsi in particolare scriveremo prossimamente.

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