Il 10 aprile, presso la Sala degli affreschi di Mel, si è svolto un convegno dedicato alla fioritura dei narcisi, attraverso un confronto tra la realtà slovena di Jesenice e quella di Borgo Valbelluna. Come sottolineato da Raul Deola, neopresidente del Gruppo Natura Lentiai, l’idea dell’incontro è nata da una visita fatta lo scorso anno da alcuni soci del Gruppo Natura alla cittadina slovena, ammirando le fioriture di narcisi presenti in zona, grazie alla modalità organizzative di gestione dei prati. Il convegno è stato occasione di confronto, dal momento che anche nel nostro territorio, nelle zone di Col d’Artent e Col Moscher, dal 2019 è attivo il “Progetto pilota per la tutela dei prati a narciso”, promosso da Unifarco e dal Gruppo Natura Lentiai.
Dopo la presentazione dell’assessora Chiara Scarton per il Comune, Ana Hering, responsabile del progetto del Comune di Jesenice, ha ricordato come la presenza delle fioriture del narciso sui versanti del monte Golika, al di là dell’importanza per la tutela naturalistica, rappresenta la principale attrattiva per l’area muovendo, nel momento delle fioriture tra maggio e giugno, migliaia di turisti.
Ciò comporta, come per noi, una serie di problematiche legate all’accessibilità delle aree e anche le modalità gestionali presentano analogie con la nostra realtà, privilegiando le falciature tradizionali, effettuando lo sfalcio tardivo modulato con la quota, in modo da lasciare al narciso la possibilità di maturare i semi, e concimazione solo di tipo organico (nel nostro caso non ne viene invece effettuata alcuna).
Un approccio leggermente diverso riguarda la possibilità di effettuare anche un pascolamento. Come illustrato da Cesare Lasen e Alberto Scariot, che hanno descritto la realtà locale e la gestione messa a punto dal progetto pilota, il pascolo non rappresenta la soluzione migliore, anzi si è spesso osservato un decremento delle fioriture. Non è escluso tuttavia che possa essere rivalutato eventualmente un pascolamento estensivo, a conclusione della stagione vegetativa, e dopo aver comunque effettuato almeno uno sfalcio.
Per i nostri prati a narciso, le problematiche maggiori riguardano i danni causati dai cinghiali che, alla ricerca di cibo, rivoltano il cotico erboso danneggiandolo e rendendo difficoltoso lo sfalcio. Per questo, le aree più ricche di narcisi sono state recintate con fili elettrici, preservandone le fioriture.
Un altro problema è l’infestazione del Veratro (Veratrum lobelianum), specie erbacea velenosa caratterizzata da un lungo rizoma. L’attività svolta annualmente, con recisione al colletto della pianta, attraverso il coinvolgimento di molte associazioni provenienti da tutto il Veneto, ha consentito il contenimento della specie, anche se servirà proseguire l’attività tutti gli anni per mantenerla sotto controllo.
Una problematica messa invece in luce dall’assessore Simone Deola e da Ernesto Riva di Unifarco è legata all’impegno per le aziende agricole di effettuare almeno due sfalci l’anno al di sotto dei 1200 metri di quota, richiesto per poter accedere al contributo regionale allo sfalcio. Problematica questa che si ripercuoterà anche sulla gestione dei prati a narciso e di cui bisognerà trovare una soluzione o altre fonti di finanziamento.
Il convegno è stato anche momento di confronto in termini turistici vista l’attrattività e importanza paesaggistica di questi prati. Su questo aspetto è intervenuta Martina Scariot per il Consorzio Turistico Dolomiti Prealpi che ha sottolineato come anche da noi si stia muovendo, ma sia importante trasmettere ai fruitori l’importanza naturalistica di questi prati e la loro fragilità.