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Tra Licopodio e fiori di pesco

Primo premio Giovani XII ed. Concorso “Sospirolo tra leggende e misteri”

Tra Licopodio e fiori di pesco

Primo premio Giovani XII ed. Concorso “Sospirolo tra leggende e misteri”

Tasso Asso
Via Col del Sole 3
Catena delle Alpi

16 ottobre 2021

Care tose Cesioline,
mi dispiace, ma l’Om Salvarech non vi può più scrivere.
Infatti a scrivervi sono io, il tasso Asso, fedele tasso domestico del vecchio selvatico, perché lui e sua moglie hanno deciso che era ora di finire il loro lavoro in questo mondo e di lasciare il posto a un nuovo, e giovane, Om Salvarech.

In realtà, il vecchio “selvatico” che conoscevate proveniva da una dinastia di Om Salvarech che andava avanti da milioni di anni. Il primo Om Salvarech era una persona normale, come tutti voi umani, ma poi, stando troppo a contatto con la natura, iniziarono a crescergli dei ciuffetti di licopodio in tutto il corpo.

Passarono gli anni e il selvatico primigenio diventò completamente ricoperto di licopodio, con qualche fungo e ramo che gli spuntava qua e là e l’amatissima cravatta di corteccia. All’inizio dei tempi, tra l’altro, l’Om Salvarech stava in comunità con il vostro popolo, ma con l’avanzamento della tecnologia iniziò ad isolarsi sempre di più, tuttavia sempre aiutando l’uomo.

La dinastia andò avanti e arrivò al mio padrone, che servì gli uomini al meglio, ma sempre di nascosto, perché aveva il terrore che lo giudicassero per il suo aspetto.

Un paio di anni dopo la sua nascita, ormai cent’anni fa, il mio padrone conobbe una donna uguale a lui, solo che proveniva da una dinastia tutta al femminile. Era bella, cavolo se era bella, l’essere più attraente, dolce e altruista che avesse mai conosciuto, e il licopodio le donava da morire. Diventarono amici, giocarono e condivisero tutta la loro infanzia insieme, e man mano che lei cresceva e diventava una “donna”, l’Om Salvarech cominciò a sentire qualcosa dentro di sé, un sentimento che si faceva avanti lentamente: lui era come… innamorato
.
Passarono gli anni, i due si legarono sempre di più e decisero di sposarsi in un bosco isolato e irraggiungibile da tutti; e indovinate un po’ chi li ha sposati? … Io, il tasso Asso!

Dopo il matrimonio si trasferirono in via Col del Sole numero 3. La loro casa era fantastica: erano riusciti a trasformare una rovina in una splendida abitazione a stretto contatto con la natura, piena di piante, fiori e ovviamente licopodio. Loro avevano un sogno: rendere il mondo un posto migliore, pieno di persone generose con uno stile di vita in piena armonia con la natura e gli animali. Ovviamente, per realizzare questo sogno dovevano dare una mano agli umani, così iniziarono a viaggiare per tutte le Alpi aiutando i vecchi pastori a filtrare il latte usando il loro licopodio. Fu un lavoro intenso, ma loro lo facevano con piacere in cambio di un po’ di burro e formaggio.

Però c’era un problema: mentre loro vivevano la vita di sempre, il popolo cambiava, si modernizzava, si “evolveva”. Sempre più persone iniziarono a dubitare di loro, a chiedersi se filtravano davvero il latte o se era solo una scusa per poi avvelenarlo, a essere disgustati dal loro aspetto e dal fatto che vivessero nel bosco. In paese giravano delle voci, secondo cui l’Om Salvarech e sua moglie mangiavano solo vermi e scarafaggi, il che non era affatto vero, visto che coltivavano ortaggi di prima qualità nel loro orto.

Poi arrivò quella notte, quella che avrebbe cambiato per sempre la vita della coppia, la notte che tutti avrebbero voluto dimenticare. Era molto buio e io e gli sposi selvatici stavamo tornando a casa dopo una lunga giornata di lavoro in Val Nuvola, dove avevamo aiutato un vecchio a filtrare il latte e tosare le pecore.

La Femena Salvarega si attardò in una radura a raccogliere funghi, mentre io e il mio padrone procedevamo verso casa. Ci stavamo inoltrando nel bosco, quando all’improvviso sentimmo un urlo fortissimo, uno sparo, un lamento soffocato e poi più nulla, solo un silenzio angosciante. L’Om Salvarech mi prese sulla schiena e cominciò a correre come non aveva mai fatto. Dopo poco si fermò: c’era qualcosa che non andava.

Tornammo indietro e trovammo la Femena Salvarega distesa a terra, colpita da una fucilata, mentre lottava per la vita con l’ultimo respiro che aveva in corpo. Fu tutto inutile, morì poco dopo. Un uomo spaventato aveva cercato di sparare all’Om Salvarech e lei, cercando di fermarlo, si era coraggiosamente sacrificata. La sua anima gemella era morta per proteggerlo!

L’Om Salvarech la seppellì vicino a casa per riuscire a farle visita quotidianamente. Tredici giorni dopo, il Selvatico riprese finalmente a lavorare, anche se a malincuore, perché sapeva che era quello che sua moglie avrebbe voluto.

Da subito, notai una piccola piantina che germogliava giorno dopo giorno sopra la tomba, e lo dissi al mio padrone. Lui controllò e sì, in effetti c’era proprio una piccola piantina che stava crescendo. Decise di non sradicarla, così ce ne prendemmo cura, la innaffiammo e la tenemmo sempre bella pulita. Era come se dalla morte fosse rinata la vita… semplicemente meraviglioso! Osservammo la pianta crescere finché da piccolo germoglio si trasformò in un bellissimo albero di pesco. Un giorno, stavamo raccogliendo le pesche che ormai erano mature, quando all’improvviso l’albero tremò e si spezzò in due. Rimanemmo folgorati; ma non facemmo in tempo a commentare che subito davanti a noi si materializzò la Femena Salvarega in licopodio e ossa. Nessuno riusciva a spiegarsi bene cosa fosse successo, ma in poche parole la donna selvatica era risorta da un albero di pesco.

Non starò troppo a descrivere quello che successe dopo, semplicemente ci abbracciammo tutti e fu un momento di pura gioia. Gli ultimi anni li passammo tranquillamente, godendoci la serenità del tempo che ci rimaneva insieme, chiacchierando ogni tanto con la gente come voi, tose Cesioline, che sapete ascoltare la voce della natura. Prima di morire gli sposi salvareghi, come da tradizione millenaria, si tolsero un ciuffetto di licopodio dal petto, proprio sopra il cuore, e lo piantarono. Da quella pianta sarebbe nato il loro successore, il nuovo Om Salvarech.

Ed ora eccomi qui, io, il tasso Asso, a prendermi cura di questa piantina fino a quando nascerà l’erede del mio padrone. Adesso vi saluto perché devo andare a innaffiarla.
Con affetto, Tasso Asso

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