800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Tommaso De Bastiani

Credere nell'agricoltura: a 17 anni coniuga studio e lavoro

Tommaso De Bastiani

Credere nell'agricoltura: a 17 anni coniuga studio e lavoro

Quando, a soli 17 anni, lo studio si coniuga alla passione e diventa un prezioso sostegno alla famiglia. È la storia, quella che vi raccontiamo, del giovane sangregoriese Tommaso De Bastiani che, proprio nel giardino di casa, inizia a concretizzare il suo sogno.

Partiamo dall’inizio. Da quando Tommaso è un bambino di prima elementare che frequenta il doposcuola. Un giorno le maestre organizzano una gita presso l’azienda agricola Cadorin di Roncoi per fare conoscere da vicino, ai propri alunni, un lavoro sempre meno diffuso ma tanto prezioso per i nostri territori: la professione del contadino. Tommaso, inizialmente un po’ dubbioso su quella proposta e non così motivato, osserva invece con i propri occhi come si svolgono le attività dei proprietari e quel pomeriggio, durante la visita didattica, inizia a capire che forse sarebbe stata proprio quella la strada da seguire.

Sempre sul luogo, la mattina successiva, la scuola aveva organizzato un progetto denominato “Una giornata in stalla”: alle ore 4.30 del mattino, in una giornata di pieno inverno con la neve che scendeva – come ricorda Tommaso – lui e alcuni suoi compagni del doposcuola sono partiti per recarsi in stalla. Il compito della mattinata è stato quello di aiutare a pulire le vacche e la stalla… un vero apprendimento sul campo che inizia a confermare a Tommaso bambino che quella possibilità, che sembrava solo passeggera, iniziava a farsi strada nella sua mente.

Sempre quel giorno, dopo la mattinata in classe, il doposcuola, i compiti e giochi fino alle 16.30, gli alunni, compreso Tommaso, sono ripartiti per la stalla completando i lavori della mattina.

Gli anni passano e, giunta l’ora della scelta della scuola superiore, Tommaso decide di iscriversi all’istituto agrario “Della Lucia” di Feltre.
Venendo ai giorni nostri, proprio in occasione primo lockdown, il ragazzo, naturalmente con il sostegno della famiglia, inizia la costruzione della sua piccola stalla dove, dal 7 maggio 2020, ospita ben sei pecore Alpagote, razza in via d’estinzione.

Sempre nello spazio di famiglia a San Gregorio ha realizzato un piccolo campo dove aiuta a coltivare patate e fagioli e cura l’orto ad uso casalingo dove si trovano cipolle, zucchine, cetrioli, pomodori e insalata.
La sue giornate iniziano alle 5 di mattina per dare da mangiare alle pecore, che certo non gli consentono di riposare a letto e hanno le loro esigenze! Nel periodo invernale porta loro il fieno e gli cambia l’acqua, mentre nel periodo estivo le porta al pascolo nei prati vicino casa. Alle 6.50 è ora di prendere la corriera per andare a scuola. Dopo le lezioni, alle 14 torna a casa; nel primo pomeriggio si dedica allo studio e ai compiti e poi, verso le 16.30, ritorna dai suoi animali per dare loro da mangiare o riportarli in stalla in base alla stagione.

Quelli descritti non sono i soli impegni di Tomasso: da 12 anni, infatti, gioca a calcio; per questo, tre giorni a settimana, ha anche gli allenamenti. Così, diversamente da altri coetanei, il ragazzo non si vergogna certo ad ammettere: «La sera vado a dormire presto perché sono stanco» ci rivela; una stanchezza, però, ricca di soddisfazioni e gioia.
C’è una classica domanda che viene sempre fatta ai giovani, anche se per lui sembra ancora presto ed è la seguente: «Quello che fai ora lo vedi come il tuo lavoro del futuro o comunque pensi di portare avanti quello che stai facendo ora?».

Tommaso, senza dubbi, dice di sì! «Più avanti mi piacerebbe passare ad allevare vacche da latte e avviare un’azienda agricola, ho molta passione per gli animali!» ci aggiunge anche, ringraziando i famigliari che sostengono la sua scelta.

Questo settore in Italia è sviluppato solo in bassissima percentuale e in questo periodo molte aziende agricole faticano e stanno chiudendo, anche a causa della guerra e alla conseguente problematica di carenza di mangimi e soprattutto mais.

«Io credo che per il futuro questo settore servirà molto, c’è bisogno di tornare all’agricoltura. Non con lavoro manuale, come una volta perché il mondo va avanti; dunque certo, utilizzando i progressi dell’automazione dove possibile, ma non dobbiamo abbandonarla perché sembra un lavoro “vecchio” anzi! Dobbiamo essere noi giovani a crederci!».

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.