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Suonare per stare bene

l'impegno in musica dei fratelli Turetta

Suonare per stare bene

l'impegno in musica dei fratelli Turetta

Questa storia comincia con due bambini che sentono il papà seduto sulle scale cantare alla chitarra le canzoni di De André e Bennato. E con una mamma che nei lunghi viaggi in macchina tra Villa di Villa, dove sono da poco andati ad abitare, e Padova, dove abitano le famiglie d’origine, mette cantautori a tutto volume. Con cene dove il papà racconta ai bambini i testi delle canzoni, cercando di spiegare in parole semplici la complessità della vita che contengono. E con pomeriggi dove la mamma porta i figli a scuola di canto, di ballo e di musica tra Mel e Belluno.

A voi la musica non ha mai dato scampo, insomma!
Ridono contenti mentre parlano con me Zeno e Viola Turetta, 19 e 18 anni, primo anno di lettere, cantautore lui, studentessa all’ultimo anno del liceo musicale, cantante lei. Entrambi strumentisti e melomani.
«É che fin da piccoli abbiamo sentito che quella è la nostra strada, e siamo stati così fortunati ad avere due genitori che ci hanno accolto in questa nostra scelta».

Cioè, voi ad un certo punto avete detto: mamma, papà, noi vogliamo suonare?
Zeno: «Si, io ho proprio chiesto di poter imparare a suonare il pianoforte e così ho iniziato alle elementari con il maestro Andrea De Nardi che mi ha accompagnato per dieci anni. Al liceo ho continuato con il pianoforte e iniziato con il violoncello. Suono anche la chitarra, imparata da autodidatta, e dall’anno scorso prendo lezioni di sax».
Viola: «Anch’io ho iniziato con il canto ed il pianoforte, ho studiato per sei anni il violino per poi tornare al pianoforte; il canto invece non l’ho mai lasciato, ed è il mio primo strumento».
Entrambi i ragazzi hanno frequentato la scuola media ad indirizzo musicale di Mel, poi il Liceo musicale “Renier” di Belluno.

La voce è considerata uno strumento?
Viola: «Certo, ed è anche molto impegnativo. La formazione è classica, cioè il canto d’opera, anche se io preferisco il canto moderno, ed è quello con il quale vorrei continuare i miei studi al conservatorio una volta diplomata. Al liceo ho fatto anche un corso di musical con Vittorio Matteucci».

Caspita! Che bellezza. Per chi non lo sapesse Matteucci è uno dei più importanti artisti italiani di musical, che ha recitato in grandissime produzioni come Notre Dame De Paris. «Sì, è stata una grande esperienza, con un artista fantastico che è anche un ottimo insegnante».

Voi cantate insieme, vero?
Zeno: «Sì, entrambi frequentiamo il corso di canto all’Unisono con l’insegnante David Benini ed è stata proprio mia mamma a farmi notare che le nostre voci assieme funzionano. Così ho scritto la canzone “La mia indomità” e abbiamo partecipato al concorso nazionale “Note del cuore” arrivando terzi e vincendo il premio del pubblico, non male per degli outsiders! Di solito, comunque, scrivo e canto io le mie canzoni e le propongo sulle piattaforme musicali sotto l’etichetta emiliana “Artisti Online”».

E come nascono le tue canzoni?
«Di solito prima arriva la melodia, poi il testo. Per questo, per capire bene come funziona la lingua, mi sono iscritto a lettere. Sulla musica qualcosa conosco, voglio imparare bene l’aspetto linguistico: la metrica è altrettanto fondamentale.
Nel frattempo, continuo con le lezioni di strumento, suono in una band e faccio piano bar».

Non siete un po’ spaventati all’idea di abitare un mondo così difficile come quello musicale?
«Ma no! Noi studiamo per formarci, cantiamo e suoniamo perché amiamo la musica e ci sentiamo bene quando lo facciamo. Non vogliamo sgomitare per diventare famosi: ci piacerebbe semplicemente vivere di musica, perché la musica ci rende felici».

Sorridono, i ragazzi, increduli che qualcuno si interessi ad una storia piccola come la loro, ma che contiene già quegli ingredienti di impegno, fatica ed entusiasmo che, sono certa, li porterà lontano. Questa, infatti, è la storia di due ragazzi dei quali sentiremo parlare. La storia di Zeno e Viola Turetta. Ascoltare per credere.

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