Prima di continuare a raccontare gli anni 90 in musica, vorrei ricordare brevemente la figura artistica di Manuel Jenèe (al secolo Emanuele Cittadella), un personaggio molto attivo tra i due decenni 80/90 che ha lasciato, nella memoria di chi l’ha conosciuto, il ricordo di una personalità forte e creativa che gli avrebbe sicuramente permesso di diventare qualcuno!
La ripresa della musica suonata nei locali porta una data precisa, ovvero 15 maggio 1987, data di inaugurazione del Pub Casa Rossa di Mel di Renato e Bruno Dal Piva.
Il contributo dato all’attività musicale di questo locale è stato poi ripreso dai nuovi pub e birrerie disseminati nel territorio provinciale e questo ha favorito la comparsa di tanti gruppi e artisti che fino a prima non avevano gli spazi per esibirsi, come per altro ho raccontato ne “Il Veses” di giugno 2024.
E così c’erano i gruppi rock come Alem, Love Forsaken, Stramonio, Alchemy, Delirium X Tremens ma anche gruppi “più tranquilli” come ad esempio Dark Lord, Keen, Westerner, Chi Che Sona, Carum, the Street, Andy Group, Wovoka, oppure i Belzebop che proponevano il rockabilly e che ricordo in una epica esibizione al festival Malastrana all’interno del parco Città di Bologna a Belluno. C’erano i cantautori come ad esempio Maurizio “Ciccio” Reolon, Marco Valentino, Marco Campagnoli oppure il talentuoso artista feltrino Luca De Paoli, al quale dedicheremo un articolo più avanti, e poi c’erano i gruppi guidati dai cantautori dei quali mi piace ricordarne le formazioni: Fiabane Band (Antonio Fiabane, Lello Gnesutta, Luca Bortoluzzi, Gigi Golfetto e Moreno Donadel), la Stragang (Federico Stragà, Ugo Arnoldo, Alessandro Rossi, Cristiano Ribaldi, Marco Saviane, Luca Bortoluzzi) il gruppo di Alvise Bortolini (Daniele Martin, Vania Arione, Aldo Pellegrini e Fabrizio Bridda).
Mentre le Wongole, gli It’s Only Rock&Roll e la Beautiful Butcher Band proseguivano il loro cammino, io vengo contattato dagli ex-componenti dei Dirty River (Alfonso “Arscio” Ragnoli e Matteo Visigalli) per proseguire con loro l’avventura dedicata al blues e così nascono gli Undertaker, ma anche per loro avremo modo di parlare più ampiamente.
Voglio ricordare piuttosto quattro formazioni di ottimi musicisti che andavano per la maggiore ed erano i White Bianco (Flavio Unito, Stefano D’Incà, Roberto Mares e Franco Frascuratti), i Maikol’s Groove (Michele Salvador, Stefano D’Incà, Giorgio Pellegrini, Andrea Comin e Franco Frascuratti), La Blend (Fabio Puletti, Orazio Osteo, Vania Arione, Fabio Menegus e Barbara Valentino), per finire con i Tremani (Moro, Stolfo e Topo) ovvero un trio che è durato pochissimo ma che, grazie all’originalità della loro proposta – tre percussionisti – viene ancora ricordato come un fenomeno tutto bellunese!
Un ultimo accenno lo voglio dedicare ai componenti del Palco che, dopo aver cambiato nome in Garage Paradiso erano arrivati alla soglia dell’incisione di un album di altissima qualità ma che purtroppo non ha mai visto la luce per disaccordi, credo, con la produzione: peccato, un’altra occasione persa per il movimento musicale bellunese!