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Spazio 32026 a Borgo Valbelluna

Crescere senza pregiudizi

Spazio 32026 a Borgo Valbelluna

Crescere senza pregiudizi

Un’opportunità di crescita, condivisione e supporto allo studio per ragazze e ragazzi frequentanti le scuole secondarie di primo grado del comune di Borgo Valbelluna. È quanto offre “Spazio 32026”, nato su iniziativa dell’amministrazione comunale in collaborazione con gli Istituti comprensivi di Limana-Trichiana e Mel-Lentiai e gestito dalla Cooperativa Società Nuova

Durante i pomeriggi, dal lunedì al giovedì, l’equipe educativa favorisce lo sviluppo di abilità di apprendimento, partendo dal programma didattico e aiutando gli studenti ad interiorizzare un preciso metodo di studio. Si lavora poi insieme sull’inclusione e la partecipazione sociale, oltre che sulla stimolazione di conversazioni e confronto, in un luogo in cui l’adulto si fa da garante di un ambiente non giudicante e non improntato alla performance.

Spiega l’educatrice Silvia Vuono: «Le principali difficoltà riguardano la motivazione, l’autonomia e la gestione delle emozioni. Molti faticano a organizzarsi, a mantenere la concentrazione e a credere nelle proprie capacità, spesso a causa di insicurezze. Ciò che chiedono a noi è l’attenzione di un adulto che li supporti e indirizzi, senza giudicarli».

La referente di Società Nuova Sara Reolon spiega: «Il progetto è nato per supportare i ragazzi e le ragazze nell’aspetto scolastico ma si è presto ampliato, diventando un punto di incontro, scambio e crescita relazionale. L’amministrazione di Borgo Valbelluna ha condiviso l’importanza di queste esperienze, la cui gratuità permette la fruizione ad un’ampia platea di beneficiari, che scelgono volontariamente di partecipare, perché vogliono esserci, vogliono far parte di un gruppo. Abbiamo chiesto ai giovani che frequentano lo Spazio 32026 una loro opinione, e la risposta che ricorre più spesso è legata al fatto di avere un’occasione per uscire di casa ed incontrare «i bro» (amici). C’è chi sottolinea la possibilità di fare i compiti supportati dalle educatrici, qualcuno lo frequenta perché ha seguito il consiglio dei genitori e chi semplicemente perché si sente «felice e libera».

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