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SOS per il futuro del comitato Pullir

un questionario per sensibilizzare la cittadinanza

SOS per il futuro del comitato Pullir

un questionario per sensibilizzare la cittadinanza

Il Comitato Pullir rinnova entro aprile il consiglio direttivo. Con esso anche il mandato della sua presidente, Martina Stach, terminerà dopo ben sei anni di impegno, condiviso con le forze del gruppo. Si avvicinano anche le elezioni amministrative a Cesiomaggiore e Martina Stach, che è anche attuale assessore alle politiche sociali, sembra propensa alla ricandidatura. Ferma restando una riconferma, la doppia carica renderebbe difficile l’impegno nel Comitato; inoltre, a prescindere dall’esito delle votazioni, si avverte un bisogno di rinnovo, dopo un biennio frenato anche dalla pandemia.

Un rinnovo necessario
«Già da tempo il Comitato ha sollecitato i frazionisti chiedendo loro di candidarsi per il prossimo direttivo, anche nella direzione» spiega la presidente uscente. «Guardando alla storia del gruppo, non possiamo dimenticare l’impegno profuso fin dagli anni 70, mediante l’organizzazione di feste, sempre a scopo benefico, o anche attraverso rapporti istituzionali con l’Ulss per il futuro delle colonie disabitate, solo per fare degli esempi. Sarebbe davvero un peccato che tali sforzi subissero un arresto. L’impegno non è così gravoso e serve forza di volontà pensando agli obiettivi sociali e culturali».

La questione “campanile”
Fin dalla sua nascita una delle ragioni d’essere del Comitato è stata la raccolta di fondi destinati alla ristrutturazione del campanile della bella chiesetta di San Lorenzo e di alcune opere che ospita. «Dal 2009 (anno che sancisce la fine della messa settimanale, come da indicazioni del Vescovo) ogni anno il gruppo ha contributo anche alla spesa per l’energia elettrica, consentendo di far funzionare le campane elettriche. Quest’ultime sono tre, come quelle di una chiesa parrocchiale, probabilmente grazie al nobile Napoleone Guillermi che nel 1800 ha istituito che qui venisse celebrata ogni domenica una messa. Prima a mano e poi dagli anni 90 ad elettrico, queste campane, identità storica del paese, scandiscono le ore del giorno, le messe, il rosario e, come da tradizione, la settimana prima di San Lorenzo si “fa campanò” per annunciare la festa. La spesa annua della corrente si attesta sui 400 euro, cifra che la parrocchia non può oggi sostenere».

Il futuro?
«Sono necessarie forze nuove, che partecipino alle attività proposte o ne suggeriscano di inedite. La popolazione invecchia e pochi dei nuovi arrivati sono sensibili a partecipare alla vita ricreativa del paese anche a causa della mancanza di un locale pubblico che offra possibilità di aggregazione. Abbiamo perciò ideato un questionario anonimo (si chiede solo l’età) per i cittadini, che servirà a capire che futuro vogliamo dare al Comitato e al nostro paese ».

Scopo è conoscere il pensiero comune sull’opportunità o meno del Comitato, il riscontro sulla partecipazione agli eventi ma vi sono anche richieste esplicite come: “Nel caso venisse a mancare il comitato frazionale cosa suggeriresti per gestire problematiche quali sfalcio, pulizia degli spazi pubblici, gestione rapporti con il Comune, la Chiesa, l’Ulss e la situazione delle colonie?”. Bella domanda! Ardua la risposta. Se verrà a mancare questa linfa organizzativa, si spegnerà anche la vita associativa di una frazione.

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