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Sort: storia di un’agricoltura eroica

una ricerca storica di Antonio Tatto

Sort: storia di un’agricoltura eroica

una ricerca storica di Antonio Tatto
Le Sort - storia di un'agricoltura eroica

Non dovrebbe mancare nelle case delle famiglie di Arson, Lasen, Vignui, Pren e Lamen, il libro “Sort, storia di un’agricoltura eroica” dell’autore di Lamen, Antonio Tatto. Una ricerca dettagliata, costata grande lavoro, che racconta di tempi non troppo antichi, quando una magra agricoltura e l’allevamento consentivano di sopravvivere alla carenza di cibo. Anni magri, insomma, come l’erba che cresce sopra rocce infide e pericolose; conosco uno che da allora non ha più mangiato polenta né puina!

Il testo, disponibile in edicola e libreria, è edito in 500 copie dalla tipolitografia Beato Bernardino. L’autore, dopo tanti anni trascorsi per lavoro a Torino con la moglie, è tornato nel paese natale e, appassionato di storia locale e valente fotografo, ha raccolto le testimonianze degli ultimi protagonisti, allora bambini, dell’attività di sfalcio in dirupi molto esposti che vanno dal monte Grave e San Mauro sino alla valle di Lamen, passando per la Val di S. Martino, Ramezza, Pafagai e Pietena.

Frutto di minuziose ricerche d’archivio e testimonianze orali, consta di 169 pagine ben leggibili e di numerose belle foto con indicazioni delle località ritratta e della sentieristica: lavoro laborioso dello stesso Tatto che ha affiancato alle meravigliose fotografie mappe delle sorti segative e nomi delle località; utile anche per gli escursionisti, che sempre più numerosi frequentano queste zone impervie e incontaminate un tempo coltivate ed ambite magari per ottenere pochi quintali di fieno magro. L’autore si dice spiaciuto di non essere forse riuscito a far esattamente comprendere che, dal 1400, la nascita e crescita delle frazioni scomode di montagna derivava dalla ripetuta e costante acquisizione dei terreni più fertili e comodi da parte di poche famiglie, che di “nobile” avevano solo il titolo: vescovi-principi, sodali conniventi, donavano o per poco cedevano queste immense proprietà (rimaste tutt’oggi agli eredi) relegando i poveri nei luoghi più scomodi.

Antonio, data la giovanissima età, ha solo assistito alle faticose operazioni di sfalcio delle “sort”, ma ricorda che veniva parcheggiato in qualche cengia, dalla quale non poteva muoversi a casua della presenza dei dirupi sottostanti.
L’autore ringrazia tutti coloro che hanno fornito notizie tra cui Carlo Chiea e Mauro Gris. La bella prefazione è curata dal professor Cesare Lasen, che questi luoghi li conosce alla perfezione, il quale plaude all’iniziativa di Tatto che consegna ai posteri notizie, mappe, dati che andrebbero irrimediabilmente perduti, poiché i falciatori più giovani di allora sono rimasti pochissimi e ultraottantenni.
La ricerca spiega dettagliatamente il metodo di assegnazione, il bando d’asta e relative clausole, i canoni d’affitto. I luoghi più comodi, anzi meno lontani, e più facili da falciare talvolta venivano assegnati anche al prezzo doppio della base d’asta.

Molto interessante l’elenco dei toponimi ed oronimi (oltre 290) dei luoghi e soprattutto l’elenco degli assegnatari dei vari lotti segativi (172 in totale) che erano 33 ad Arson, 43 a Lasen con Grum, 63 a Vignui con Pren, 33 a Lamen; ognuno potrà trovare traccia dei propri parenti o conoscenti.
Il testo illustra anche come si svolgeva quella che a ragione viene definita “agricoltura eroica” ma anche tante storie e aneddoti, oltre alla descrizione degli attrezzi agricoli del tempo e parole ora scomparse.

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