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Soranzen: una scuola per il paese

Pluriclassi: sconfitta o risorsa?

Soranzen: una scuola per il paese

Pluriclassi: sconfitta o risorsa?

Vogliamo raccontarvi della scuola primaria di Soranzen, realtà da sempre integrata nella vita del paese, che porta avanti un progetto didattico caratterizzato dall’attenzione e cura dell’ambiente e dalla valorizzazione delle tradizioni locali. Essa, come altre scuole di piccoli paesi, è alle prese con difficoltà costanti: pluriclassi obbligate e pochi alunni, croce e delizia di questi istituti.

A Soranzen, negli anni, alunni e insegnanti sono andati alla ricerca di tematiche poi approfondite durante i mesi scolastici, realizzando pubblicazioni molto interessanti, che hanno anche ricevuto dei premi. È il caso del libro intitolato “Un tempo a Soranzen”, che ha approfondito la vita in villa e il lavoro dei coloni. Ristampato dalla Pro loco di Soranzen, questo testo è stato donato a tutte le famiglie del paese nel Natale 2021. Un’altra pubblicazione ha portato gli alunni a scoprire i toponimi locali, mentre lo scorso anno sono stati approfonditi i dipinti murali che decorano le vie del paese, realizzati negli anni scorsi con il progetto “Omaggio a Ocri”. Un altro punto di forza è l’attenzione all’ambiente con il progetto annuale che vede i bambini impegnati nella realizzazione di un orto naturale, coadiuvati dai genitori e dall’associazione “Coltivare Condividendo”, e nello scambio di antiche sementi.

Anche quest’anno, nella consueta festa di fine scuola, alunni e maestre hanno presentato alle famiglie il frutto del loro lavoro, mettendo in scena divertenti rappresentazioni sul mondo di una volta (come si faceva il minestrone, le unità di misura – an bicer, na gioza de oio, an pugn de sal – e sulla “traduzione” di termini dialettali in italiano e inglese. Il tutto si è concluso con canti e suggestive danze tradizionali.

DA UNA MAMMA…
E anche Ettore, il più piccolo dei miei tre figli, finisce le elementari. Dopo nove anni non faremo più parte del meraviglioso micro-mondo che è la scuola primaria di Soranzen. Micro-mondo dove il bambino è al centro; talmente micro che Ettore ha avuto l’esperienza della pluriclasse della seconda. La pluriclasse non è un problema, anzi è un momento di crescita per tutti. La differenza la fanno le insegnanti che in questi quattro anni sono riuscite a gestirla al meglio.
Sabato ci sarà l’ultima festa di fine anno e io sono un po’ così… Questo tipo di eventi genera movimenti di cuore, intensi per tanti motivi. Come madre mi ritengo molto fortunata di aver avuto la possibilità di far parte di questo micro-mondo. Grazie a tutte le insegnanti per aver accolto i miei figli con amore e professionalità e per averli accompagnati per un pezzettino di strada.
DA UNA NONNA…
Per la scuola primaria nutro un affetto particolare. In primis perché è stata la scuola dei miei tre ragazzi. Il ricordo di quei tempi è positivo: porto nel cuore la tranquillità che provavano i miei figli, la collaborazione con le insegnanti e soprattutto un ambiente sereno. Ora è il momento delle mie nipoti e anche oggi, come ormai da alcuni anni, ero presente alla recita di fine anno di una di loro. Quello che ho visto mi ha molto emozionato… i bambini, certo agitati, ma ben preparati e sicuri di ciò che stavano per rappresentare: l’argomento, il mondo di una volta, e l’abbigliamento, perfettamente adeguato al tema. Le stesse parole dette in inglese, italiano e poi dialetto, hanno fatto molto divertire, così come la scena della preparazione del menestrón de ‘na olta, con le espressioni an det, an s’ciant, na presa, an toc. I canti di un tempo erano ben preparati e il ballo finale insieme ai genitori ha trasmesso un grande senso di comunità, passione e volontà che tutto quello che è stato vissuto non vada perso.
Tutti ci auguriamo che questa scuola possa continuare a dare gioia al paese e alle famiglie.

DA UN’EX ALUNNA…
Quando ripenso al mio percorso scolastico, il periodo della scuola primaria è quello che più mi è rimasto nel cuore. Alzarmi la mattina e percorrere quella strada a piedi o in bici non è mai stato un problema; ero contenta perché sapevo che avrei trovato i miei compagni con cui giocare e le mie maestre sempre pronte ad insegnarmi qualcosa di nuovo. Mi capita spesso di sfogliare i giornalini della scuola con gli articoli scritti ed illustrati da noi alunni che riportavano tutti i progetti a cui prendevamo parte: la visita all’azienda agricola e al comando di Polizia Stradale, lo studio e la realizzazione del progetto su Villa Martini (sede della scuola) e sulle attività di una volta, per cui avevamo vinto anche un premio, le uscite immersi nella natura per studiare da vicino flora e fauna del Parco, i laboratori con gli artisti nell’ambito dell’Omaggio a Ocri, la lìssia… le giornate a scuola non erano fatte solo di libri, quaderni e regole grammaticali, ma anche di tanti laboratori che mi hanno permesso di conoscere antiche leggende, tradizioni e aspetti della vita quotidiana e di approfondire e coltivare amicizie che tuttora sono tra le più importanti della mia vita.
Tutte queste conoscenze sono indelebilmente entrate a far parte del mio bagaglio culturale, mi hanno permesso di nutrire sempre una buona dose di curiosità verso il dialetto, le tradizioni e tutto ciò che riguarda il territorio locale, e non da ultimo mi hanno regalato quel senso di appartenenza e amore per il mio paesino che tuttora mi accompagna nelle attività che svolgo nel tempo libero.

L’ultimo giorno di scuola è stato molto difficile: lasciare una realtà così bella e quel senso di appartenenza ad una seconda grande famiglia non ha di certo aiutato a trattenere le lacrime… Oggi ho l’opportunità di essere parte della Pro loco e collaborare a tante iniziative con questa scuola. Ciò mi rende molto orgogliosa… orgogliosa di sapere che la scuola sta andando sempre avanti a testa alta nonostante le difficoltà, proponendo, come ai miei tempi, attività che formano i bambini non solo alle conoscenze strettamente scolastiche, ma che offrono loro la possibilità di entrare in contatto con ambiti altrettanto importanti per la formazione della cultura e delle persone che saranno; e orgogliosa anche perché so che anche noi come associazione stiamo contribuendo all’educazione delle nostre generazioni future, regalando loro quel valore aggiunto di cui anche io ho beneficiato..

DALLE INSEGNANTI…
“Ci vuole tutto un villaggio per crescere un bambino” recita un proverbio africano. In questi anni abbiamo constatato come la collaborazione di enti, associazioni, esperti esterni abbia arricchito il percorso formativo dei nostri alunni e il nostro fare scuola. Il territorio in cui viviamo offre uno sfondo ricco e generoso di risorse a cui attingere, una realtà da vivere, comprendere e amare.

Valorizzare il legame con l’ambiente circostante costituisce per bambini e ragazzi un riferimento forte dal quale partire per allargare i propri orizzonti. La realtà della scuola di paese, con un numero contenuto di alunni, ha permesso di operare in tal senso, con queste finalità, anche facendo vivere agli alunni esperienze laboratoriali e collaborative. La continuità didattica e l’affiatamento del gruppo insegnanti ha consentito la realizzazione di molti progetti che andavano oltre la semplice quotidianità scolastica.

Riteniamo che la scuola di Soranzen abbia dimostrato negli anni che non è il numero degli alunni ad arricchire il loro bagaglio culturale, ma il poter lavorare in piccoli gruppi ed avere l’opportunità di essere ascoltati. “Quando una società scialacquatrice ha necessità estrema di denaro, lo sottrae anche alle scuole. Questo è uno dei più iniqui delitti dell’umanità e il più assurdo dei suoi errori” diceva Maria Montessori.

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