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Soranzen e Dintorni

Storia, aneddoti e curiosità

Soranzen e Dintorni

Storia, aneddoti e curiosità

Chi lo conosce sa che la tenacia non gli fa certo difetto. E così superata la soglia degli ottant’anni, Gino De Carli, per molti “ il geometra”, il libro sul suo paese, Soranzen, lo ha scritto per davvero.

san Vittore
Soranzen e Dintorni

Il volume appare fin dalle prime pagine soprattutto frutto della volontà dell’autore di passare il testimone alle generazioni più giovani affinchè si prendano cura di questo luogo adagiato lungo la pedemontana, della sua storia e dei suoi talenti.

incendio feltre – Calabrò
Soranzen e Dintorni

Il prof. Valter Deon, a cui è affidata la prefazione, inserisce questa pubblicazione nel “genere di scritture del tutto speciale che si potrebbe definire di storie personali che si intrecciano con storie paesane sul lontano e a volte confuso orizzonte di una storia nazionale, e oltre”. E ancora “un libro-raccolta di episodi salienti per una comunità, memorabili”.

sass de mura dipinto
Soranzen e Dintorni

Dunque vi leggiamo fatti degni di essere tramandati perché costitutivi della comunità di Soranzen, paese che nell’ appassionata disamina di De Carli viene più volte definito, prove alla mano, operoso, generoso e solidale. Sfogliamo dunque il libro che subito svela i cardini attorno a cui ruota: la scuola, la chiesa, la storia del territorio, le sfide, alcune epiche, e il coraggio della gente che ha investito nel luogo in cui vive.

Soranzen e dintorni copertina
Soranzen e Dintorni

I primi due capitoli sono dedicati alla scuola elementare del paese, ritratta in copertina, un’elegante villa del XVIII secolo, che da oltre 90 anni accoglie i bambini del territorio circostante. Gli interventi di una storica maestra, oggi quasi centenaria, e di una delle attuali maestre permettono un’interessante riflessione sull’evoluzione del mondo della scuola, ma soprattutto sul forte legame tra scuola e paese rimasto inalterato.

feltre
Soranzen e Dintorni

Tra le 179 pagine del libro molteplici sono i riferimenti a fatti visti o vissuti in prima persona, che a tratti conferiscono all’opera la spontaneità tipica del testo autobiografico.I necessari riferimenti alla storia del territorio vengono ampiamente ripresi da pubblicazioni citate in bibliografia, tuttavia numerosi sono anche i rimandi alla tradizione orale, ad aneddoti e a gustose curiosità locali.

Ben tre capitoli vengono riservati alla storia di Feltre: i ritrovamenti archeologici dell’area antistante il duomo, i secoli veneziani, l’incendio della città, la storia del Santuario dei SS. Vittore e Corona fino alle vicissitudini della seconda guerra mondiale, rivissute al seguito di quella figura carismatica che fu don Giulio Gaio, trovano spazio nel volume.

Alcune pagine sono dedicate alla splendida e selvaggia Val Canzoi. Svariati i riferimenti alle attività del passato che ruotavano attorno alle ricchezze di questa valle, acqua e legname, per arrivare poi al presente e alle sue criticità, a cominciare dal progressivo processo di spopolamento e abbandono. L’intervento esperto del prof. Cesare Lasen, volto ad evidenziare il patrimonio naturalistico della Valle, conferisce all’opera ulteriore motivo di interesse.

Le considerazioni personali, talora le ipotesi interpretative, dell’autore emergono frequenti e trovano completezza nelle conclusioni in cui appare evidente la stima di De Carli per gli uomini e le donne a cui è legata la storia passata e recente di Soranzen, per il loro spirito di iniziativa, per il coraggio in tempi difficili, per la lungimiranza e il forte spirito di comunità dimostrato con i fatti.

Degno di nota infine il ricco e curato apparato iconografico con foto aeree, foto d’epoca, foto di documenti d’archivio e dipinti d’autore (pregevole l’interpretazione dell’incendio di Feltre del 1510 da parte dell’artista Vico Calabrò).

A chi è indirizzato questo volume? A chi vorrà ritrovarsi e rispecchiarsi pagina dopo pagina perché a Soranzen ci vive o ci ha vissuto o ne ha le radici. Ma anche a chi non conosce così bene il paese perché, soprattutto di questi tempi, leggere di storie comunitarie, di operosità e di posti belli e curati perché stanno a cuore a chi li vive, non può che giovare.

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