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Simon Piccolotto

Vini e distillati nei porticati di casa

Simon Piccolotto

Vini e distillati nei porticati di casa

Simon Piccolotto nasce in Francia nel 1880 da padre lentiaiese e madre austriaca. Inizia la sua carriera lavorativa al servizio di famiglie contadine del Trentino; svolgerà in seguito il mestiere di canneggiatore, cioé di aiutante geometra in Svizzera, per ritornare poi definitivamente a Lentiai, dove inizierà una fiorente attività di commercio di prodotti agricoli provenienti dai suoi terreni (granaglie, fagioli, noci, formaggio), attività commerciale che lo porterà a vendere le sue merci fino a Venezia.

Affermatosi economicamente, poté acquistare un cavallo con carretta, che gli diede la possibilità di frequentare proficuamente i vari mercati della vallata. Nel giro di qualche anno riuscì, grazie alle sue qualità di abile commerciante e attento amministratore dei suoi beni, a costruire un’importante abitazione all’ombra del campanile di Lentiai, terminata nel 1911. Gli scavi e la costruzione delle cantine nel piano interrato, ci racconta il nipote Arrigo Corriani, gli costarono come l’edificazione del resto della casa. In una delle cantine fece realizzare dal fratello Severino delle enormi botti di cemento, con interno ricoperto in vetro, recanti la data 1912.

Il progetto di Simon era un sogno che egli realizzò con determinazione e meticolosa competenza: intraprendere l’attività di vinificazione e distilleria. Oltre alle uve provenienti dalle sue vigne e da quelle delle famiglie del lentiaiese, per la sua produzione si spinse ad acquistare uva pregiata dalla Romagna e perfino dalla Puglia, per alzare la gradazione del vino. Le vinacce venivano utilizzate invece per la distillazione della grappa. L’attività di distillazione si svolgeva nei porticati della sua abitazione, grazie all’aiuto di alcuni dei suoi otto figli e di decine di dipendenti, con diverse mansioni. L’attività continuò fino al 1944.
Simon Piccolotto è il padre del pittore Toni Piccolotto e suocero del maestro del ferro battuto Bepi Corriani, che trasformò nel tempo l’antica distilleria in officina.

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