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Silvia De Bastiani

acquerelli che creano emozioni

Silvia De Bastiani

acquerelli che creano emozioni

Silvia De Bastiani, originaria di Cesiomaggiore, è diplomata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e successivamente ha conseguito la Laurea specialistica in Arti visive e discipline dello spettacolo con indirizzo Pittura presso la stessa Accademia. È docente di numerosi workshop di acquerello e disegno in svariate sedi e da alcuni anni cura un programma di corsi di pittura dal vero in montagna. All’attività didattica affianca l’attività espositiva, avvalendosi della tecnica dell’acquerello, affrontata spesso su grandi formati. Predilige temi naturalistici e paesaggistici, soprattutto montagne e boschi, lavorando anche en plein air in quota. La riproduzione di un suo lavoro di grandissime dimensioni fa parte dell’allestimento permanente del Muse di Trento. Altri suoi lavori sono esposti in spazi culturali e istituzionali in Italia.

IL MONDO DI SILVIA

Sini da piccola Silvia ha seguito la passione per la pittura e, in particolare con le scuole superiori ha avuto poi la conferma della sua predisposizione all’arte. Grazie anche all’appoggio dei genitori, dopo aver frequentato l’Accademia, è iniziato il percorso pittorico, che ha trovato concretezza nella collaborazione con diverse gallerie e con l’insegnamento di disegno e acquerello.

«Seguire questo istinto è stato un viaggio dentro me stessa, una sorta di meditazione» ha spiegato Silvia alla giornalista Melania Lunazzi nell’intervista del dicembre scorso, apparsa su Montagna.tv. «La pittura è stata uno strumento potente per far emergere consapevolezze, dubbi, per placare insicurezze, per accendere sfide interiori. Ma soprattutto per soddisfare il bisogno di bellezza, quello spirito capace di alimentare i sensi e il cuore».

Una caratteristica dell’artista è anche quella di lavorare su grandi formati per dare il giusto merito alla tecnica dell’acquerello spesso considerata di minor prestigio rispetto ad altre. «La ricerca sulla montagna è stata quasi un’esigenza fisica», ha spiegato Silvia al giornale online. «Volevo riportare sul foglio quanto visto salendo qualche cima, le sensazioni dell’aria, del vento, della luce, con il desiderio di contenere tutta l’immagine, estenderla sempre di più e respirare nuovamente quegli spazi attraverso la pittura».

UNA CRESCITA INTERIORE E PITTORICA

Un rapporto con la natura e il paesaggio nato sin da bambina, per l’artista, come si diceva, che testimonia oggi come il suo parco giochi fosse agli inizi il bosco dietro casa, fino a diventare la montagna conosciuta da una Silvia ragazzina. Un bisogno di contatto con la natura che si è poi evoluto con la crescita e la maturità, che consente a lei stessa di riversare sul foglio la forza e insieme la fragilità degli elementi naturali.

«Ho iniziato a rappresentare l’ambiente che conoscevo, con il quale mi sentivo in sintonia», racconta Silvia, anche disegnando dal vivo, con colori e quaderni sempre a disposizione nello zaino. «Un paesaggio che mi sorprende a ogni uscita, perché assume volti sempre diversi e staordinari, un paesaggio che alimenta il mio bisogno di bellezza e armonia ma anche di quiete e solitudine».

All’inizio il soggetto preferito erano le montagne, con la loro grandezza e l’immagine di infinito che trasmettono; poi è entrato anche il bosco, nel quale l’artista si sentre parte attiva della natura, non più spettatrice e contemplatrice, ma in stretto dialogo con esso.

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