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Sicurezza in montagna

Il soccorso dalla richiesta all'intervento

Sicurezza in montagna

Il soccorso dalla richiesta all'intervento
Sicurezza in montagna - intervento della sez. CNSAS di Belluno nel gruppo della Schiara

Fabio “Rufus” Bristot, in quest’ultimo appuntamento, ci parla delle modalità di richiesta ed effettuazione di un soccorso in montagna.
Comincia subito col dire che le vecchie regole del non andare mai da soli e di lasciar detto dove si va, pur nell’era dei social, sono sempre validissime. Avere appresso una cartina escursionistica è una buona abitudine anche se oggigiorno molti ritengono sia sufficiente avere con sé un telefonino, convinzione errata in quanto il cellulare può scaricarsi. Un altro fattore importante, che talvolta può fare la differenza, è conoscere le modalità di chiamata al 118.

«Servono innanzitutto sintesi ed essenzialità nel dare le informazioni, rispondere in modo più preciso possibile alle domande dell’operatore partendo dal generale per arrivare al particolare. Per esempio, dovendo comunicare il luogo in cui mi trovo, un’ipotetica descrizione potrebbe essere la seguente: “gruppo della Civetta, sul sentiero Tivan, sotto il Pan di Zucchero a 10 metri dal sentiero”. Meglio ancora, se possibile, fornire le coordinate in WGS 84 se si sanno estrarre dal gps. Esistono anche delle applicazioni per il cellulare cosiddette “salvavita”. Di solito sono a pagamento, ma non tutte sono valide. Mi sento di suggerire Georesq, che è gratuita per i soci Cai e che possiede l’indubbio vantaggio di inviare la chiamata di soccorso direttamente al Soccorso Alpino, il quale può vedere direttamente il percorso da noi effettuato e il punto esatto in cui ci troviamo. Ovviamente si può usare anche nel caso in cui non siamo direttamente noi ad essere in difficoltà. A tal proposito è buona norma ricordare che se, durante un’escursione, incontriamo qualcuno che necessita si aiuto, ci dobbiamo prodigare in tal senso per quanto possibile e allertare immediatamente i soccorsi».

A proposito di soccorsi, è utile fare un po’ di chiarezza sul “discorso elicottero”: gli interventi di carattere non sanitario sono di tipo oneroso, cioè vanno pagati in base a un tariffario stabilito dalla Regione. Un illeso che viene recuperato deve sborsare 92 euro al minuto, mentre se è prevista l’ospedalizzazione paga solo il ticket.

«Per evitare quello che potrebbe essere un vero e proprio salasso esistono due possibilità» suggerisce Fabio «Tesserarsi al Cai o all’associazione Dolomiti Emergency onlus, che garantiscono una copertura assicurativa con franchigia minima anche fuori dall’Italia. È importante dire che, perché l’assicurazione venga attivata, la chiamata di soccorso deve sempre essere fatta la 118 o al corrispondente numero di emergenza estero e che, mentre la copertura Cai vale solo per le attività tipiche dell’associazione, quella di Dolomiti Emergency copre qualsiasi attività e, con un piccolo sovrapprezzo, anche gli infortuni che dovessero occorrere al nostro amico cane».

Pronti per mettere in pratica i consigli ricevuti? Buone escursioni a tutti!

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