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Si svela il carnevale di Gianni Secco

Maschere della montagna in mostra permanente a Borgo Piave

Si svela il carnevale di Gianni Secco

Maschere della montagna in mostra permanente a Borgo Piave

Apre a Belluno il Museo delle Maschere Dolomitiche della collezione di Gianluigi Secco. Il materiale dal grande valore antropologico ed etnografico era stato esposto alla fine degli anni 80 in una mostra itinerante che ha toccato diverse città europee, per poi tornare a casa e diventare oggi, per la prima volta, un museo permanente. Circa 30 maschere lignee e 14 manichini ad altezza umana si intervallano a quadri e illustrazioni che raccontano le maschere della tradizione dolomitica.

Quando pensiamo al Carnevale veneto, il primo pensiero va alla Serenissima. Ma, come scrive lo stesso Gianluigi Secco, “appena dietro è tutta campagna e montagna viva, orgogliosa e fiera conservatrice dei propri riti”. In effetti, il senso più profondo del Carnevale è salutare il periodo dei morti e propiziare la nuova stagione. Ed è per questo che i tradizionali carnevali di montagna hanno radici molto profonde.

Aprono la mostra le stesse figure che aprono le sfilate tipiche del Comelico Superiore: il Matazin e la Matazera, osservabili a 360 gradi. Il primo è adornato da fiori e nastri dai colori sgargianti; il secondo veste con abiti scuri e materiali di recupero. È di questo contrasto che vive l’intera esposizione. Maschere “da béla” eleganti, gentili e armoniose, e maschere “da véca” (da vecchia), imbruttite, goffe, scomposte, sempre meno umane.

Infatti, durante il Carnevale, gli uomini assumono facilmente sembianze zoomorfe e fitomorfe. In un attimo si passa dal bell’aspetto alle figure animalesche, con corna, code e tratti demoniaci, fino ad arrivare all’Om Selvarech, star a cui è riconosciuta un’intera area dell’esposizione.

E queste maschere convivono tutte, nello spirito guida del Carnevale: la confusione. Confusione che guida anche l’esposizione della grande collezione di maschere lignee, disposte in ordine randomico.

Tutto questo è impreziosito dalle opere degli artisti Franco Fiabane, Claudio Nevyjel, Olga Riva Piller e Vico Calabrò, che raccontano a loro modo le immagini delle tradizioni con cui sono cresciuti.

L’iniziativa, presieduta dall’associazione Borgo Piave ETC, è in linea con lo slogan “Living Heritage” delle Giornate Europee del Patrimonio 2023, un richiamo all’interpretazione del patrimonio culturale immateriale di un popolo, un patrimonio più vivo che mai. Anche l’intento del museo è quello di rendere fruibile l’esposizione in maniera più attiva, per trasmettere il dinamismo insito nella celebrazione del Carnevale.

Oggi è possibile rivivere questo patrimonio a palazzo Secco, in Riva San Nicolò a Borgo Piave. Un’occasione per ammirare anche gli affreschi del palazzo quattrocentesco, antico protagonista del porto fluviale della Città di Belluno.

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