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Si rompe!!! La prescrizione con con i figli non funziona

a Lentiai incontro con Roberta Gallego su legalità e tecnologia

Si rompe!!! La prescrizione con con i figli non funziona

a Lentiai incontro con Roberta Gallego su legalità e tecnologia

Tecnologie, legalità, responsabilità educative: la situazione nel territorio e il ruolo della scuola e della famiglia” sono temi che coinvolgono veramente tutte le realtà del territorio che hanno a cuore il benessere e il futuro delle nuove generazioni. Questo è il titolo dell’incontro che venerdì 10 febbraio alle 20:00 nella palestra di Lentiai ha visto protagonista la dott.ssa Roberta Gallego, vice Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Belluno e nota scrittrice, promosso dal Gruppo Pedagogico dell’Istituto comprensivo Marco da Melo, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Borgo Valbelluna, il coordinamento provinciale di Libera e con l’assistenza della Protezione Civile.

Numerosi i genitori e gli insegnanti che hanno voluto ascoltare chi da anni è in prima linea nella lotta contro gli abusi, ma soprattutto nella prevenzione girando le scuole della provincia per parlare di legalità e di cyberbullismo. Il periodo preadolescenziale della secondaria di primo grado vede i ragazzi attori di un passaggio importante come il compimento del quattordicesimo anno di età, netta linea di confine tra l’essere bambini privi di responsabilità e divenire soggetti legalmente responsabili del proprio operato. Fondamentale quindi che i ragazzi arrivino a questo passaggio essendo stati guidati da tutta la comunità educante (scuola, insegnanti, famiglia, forze dell’ordine, parrocchia) in un percorso di assunzione di responsabilità.

Parlando nelle scuole, la dott.ssa Gallego, ha raccontato ai presenti, come lei percepisca il bisogno che i ragazzi hanno di concretezza e come relazionarsi con loro attraverso metafore immaginifiche e magari anche poetiche piano piano li aiuti a parlare delle cose importanti per loro: l’amicizia, il web, i social. Da uno studio sociologico è emerso che le due frasi usate più frequentemente dai ragazzi per giustificarsi sono “Io scherzavo” o “Non l’ho fatto apposta” mentre i genitori contengono i figli con: “Si rompe!” Queste sono forme di relazione che funzionano nel rapporto genitori figli perché i rapporti affettivi sopravvivono al dolo, ma a 14 anni non ci si può difendere così davanti ad un giudice.
È un’età in cui deve essersi formata la consapevolezza dell’effetto che le proprie azioni possono avere sugli altri. Inoltre, crescendo, le relazioni si infittiscono, si diversificano e i ragazzi si trovano a relazionarsi con persone che non necessariamente vogliono loro bene, ponendoli a volte in situazioni di pericolo. Da qui quelle che Gallego definisce le “regole della termodinamica sociale”: scherzo con qualcuno e non contro qualcuno; quello che posto sul web non è più mio, il web ha tanta memoria, ma nessun ricordo; non sempre posso prevedere le conseguenze dell’onda di ripercussione del web; quello che succede nel web ha conseguenze concrete nella vita reale e le conseguenze non previste e non volute possono abbattersi sulle persone che amo.

È importante che i ragazzi imparino ad assumersi il peso emotivo di quello che fanno nella rete, perché al riparo dietro uno schermo non vedono la paura nel viso di chi attaccano, magari pensando di farlo per scherzo. “Esistono dei valori non negoziabili?” chiede Gallego. La risposta è sì. È il caso della vita umana che è un bene incomprimibile.

Con i ragazzi va anche affrontato il dilemma del conflitto che si percepisce a volte tra legalità e giustizia. La risposta della Gallego è che la legalità consiste nel fatto che ogni volta che qualcuno agisce contro un altro per effetto della sua superiorità deve dare una spiegazione. La proibizione però difficilmente educa; “si rompe” è una prescrizione che non funziona: comprime, limita ma non educa. Il dialogo, la riflessione condivisa, pochi limiti coerenti che offrono delle sponde entro le quali stare, aiutano a creare l’assunzione di responsabilità e a capire che le azioni hanno sempre delle conseguenze.

Durante la serata, è avvenuta anche la consegna ufficiale della bandiera di Libera ad una rappresentanza dei due plessi di scuola secondaria di I grado di Mel e di Lentiai, durante la quale il presidente del presidio Valbelluna Edy Fontana ha sottolineato l’importanza del lavorare con le scuole per educare alla legalità.

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