Ci sono momenti della storia in cui prendere parte attiva alle sfide della società diventa inevitabile. Ce ne sono altri nei quali la comodità del lasciarsi trasportare dalla corrente porta al rischio della passività. “Sfide” è un campo estivo che insinua dubbi, aiuta a riflettere e insegna a leggere il passato per agire nel presente.
È racchiuso in queste parole il senso di “Sfide”, il campo estivo partigiano, rivolto a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 14 anni, che si svolgerà dal 19 al 26 luglio nella splendida cornice del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, presso la Casa Al Frassen di Cesiomaggiore. L’iniziativa nasce da un’idea di Luca Randazzo, originario di Trento, laureato in fisica, maestro elementare e scrittore, da anni impegnato nel Movimento di cooperazione educativa. Tra le sue opere figura “L’estate di Giacomo” (Rizzoli), romanzo ambientato sulle montagne feltrine durante gli anni della Resistenza, un legame ideale che trova continuità proprio nell’esperienza proposta dal campo.
Uno strumento vivo per il presente
L’obiettivo non è quello di celebrare il passato come semplice memoria, ma di renderlo uno strumento vivo per comprendere il presente. Attraverso il contatto con i luoghi della Resistenza, il confronto tra pari, il lavoro educativo e le attività all’aria aperta, i partecipanti saranno invitati a interrogarsi sui temi della scelta, della responsabilità, della libertà e della partecipazione democratica.
Organizzazione e attività
A organizzare la settimana sono i gruppi territoriali di Belluno e Pisa del Movimento di cooperazione educativa, insieme all’Aps Campeggio Studentesco Pralongo. La proposta unisce escursionismo, vita comunitaria, ricerca storica e riflessione civile in un percorso pensato per stimolare curiosità, spirito critico e autonomia. La montagna è ambiente capace di educare all’essenzialità, alla collaborazione e al rispetto reciproco. Durante la settimana sono previste escursioni anche impegnative, compreso un pernottamento in bivacco, per il quale sarà necessario portare un sacco a pelo e un adeguato equipaggiamento da trekking.
Niente cellulari per un’immersione autentica
Particolare attenzione è dedicata anche al rapporto con le tecnologie: per scelta educativa degli organizzatori, ai partecipanti non sarà consentito l’uso del telefono cellulare personale. Le eventuali comunicazioni con le famiglie saranno gestite direttamente dallo staff educativo, favorendo così un’immersione più autentica nell’esperienza comunitaria. Per informazioni, anche sui costi, è possibile rivolgersi a Jacopo Cassol (346 498 1883).