Per gli abitanti di Mel e delle sue frazioni, settembre non era soltanto il mese della vendemmia, ma il tempo dell’incontro, della partecipazione e dell’identità collettiva. Il Settembre Zumellese rappresentò per molti decenni uno degli appuntamenti più sentiti della comunità, capace di unire tradizione religiosa, cultura popolare e volontariato.
Le sue origini risalgono agli anni ’50, quando il sindaco Lucio De Mori e l’arciprete don Felice Rosada promossero una manifestazione che coniugava fede e aggregazione. Alla processione della Beata Vergine Addolorata si affiancarono ben presto iniziative popolari che culminavano nella celebre Festa dell’Uva. Le frazioni gareggiavano nella realizzazione dei carri allegorici, autentiche opere di fantasia e abilità artigianale che celebravano il mondo rurale e la vendemmia.
L’edizione del 1963: il momento di massimo splendore
Con 41 carri in sfilata, dai quali venivano distribuiti gratuitamente polenta, salame, formaggio e vino, si creò un clima di autentica convivialità. Accanto alla festa trovavano spazio gare sportive, Luna Park, quiz pubblici, pesca di beneficenza e mostre d’arte ospitate nel Palazzo delle Contesse. Il mese si concludeva con concerti e fuochi artificiali che richiamavano una vasta partecipazione popolare.
Con il mutare dei tempi, la Festa dell’Uva entrò in crisi fino a scomparire nel 1973. La rinascita arrivò nel 1981 con la nascita della Pro Loco Zumellese, guidata dal primo presidente Leopoldo De Battisti. L’associazione recuperò lo spirito originario della manifestazione, introducendo una formula innovativa per i carri allegorici: ogni frazione sviluppava un tema comune attraverso scenografie, costumi, musiche e rappresentazioni teatrali.
La seconda stagione di successo negli anni ’80 e ’90
Fondamentale fu il contributo di numerosi volontari e di figure di spicco come Pina Bonesso, che contribuì a elevare il livello artistico delle rappresentazioni. La manifestazione si arricchì inoltre di concerti, concorsi fotografici, tornei sportivi, iniziative gastronomiche, della Festa della Famiglia e della Festa dell’anziano. Nel 1993 nacque anche il Palio dei carri allegorici con drappo dipinto da un artista, che premiava la qualità complessiva delle esibizioni.
Più ancora degli eventi, ciò che rese speciale il Settembre Zumellese fu la sua capacità di creare legami. Preparare un carro, organizzare una sagra o partecipare come volontari significava costruire relazioni, condividere tempo ed energie, rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Quel patrimonio umano ha continuato a vivere anche oltre la fine delle manifestazioni più iconiche, tramandandosi tra generazioni come memoria condivisa.
Dopo il 2011 molte iniziative storiche scomparvero, ma l’eredità del Settembre Zumellese non è andata del tutto perduta. Lo spirito di collaborazione che lo animava continua a pulsare in “Mele a Mel”, evento nato nei primi anni del 2000, che ha saputo valorizzare un’altra eccellenza del territorio, trasformando la mela nel simbolo di una comunità capace di rinnovarsi senza rinunciare alle proprie radici. In forme diverse, la storia del Settembre Zumellese continua ancora oggi, come filo rosso che unisce sia il passato che il presente.