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Sergio Zanon

Le sfide sul bob e le riprese sfortunate di 007

Sergio Zanon

Le sfide sul bob e le riprese sfortunate di 007

L’occasione rara era quella di riproiettare agli amici, dopo oltre quarant’anni, il film di 007 girato a Cortina d’Ampezzo: “Solo per i tuoi occhi”. Per Sergio Zanon, una vita intera passata in Ampezzo, non è certo difficile aggregare una compagnia nella sua bella dimora di Zottier a Mel. Si tratta della casa paterna, abbandonata dai genitori per raggiungere Cortina per lavoro, nel periodo precedente le Olimpiadi del ’56, ma mai trascurata, anzi impreziosita di anno in anno da una ristrutturazione interna fatta di ricercati particolari dolomitici, vere opere d’arte, in una sala in cui certo fa da padrona la magnifica stube, abbellita da preziose ceramiche dipinte.
Sport e comunità
E, in un’accogliente casa museo, non poteva certo mancare una curata serie di album di foto da consultare attentamente. Storie di una vita di sport, ma anche di partecipazione attiva alla tutela della comunità. Sergio infatti sta godendo la meritata pensione in patria dopo un’attiva carriera nel corpo dei Vigili del fuoco. E proprio da ragazzi così sportivi, a quei tempi, si attingeva per rimpinguare le fila dei gruppi dediti allo sport del bob. La pista – resa famosa dal bolide di Eugenio Monti, e oggi a lui titolata – infatti era frequentata ogni settimana da decine di squadre diverse, anche internazionali, con continue sessioni di sferraglianti prove. Il Bob Club Lac Bleu da Cervinia, quello del Terminillo, il Cristallo, Valle di Cadore, Auronzo, Pieve di Cadore, Nevegal, Brixen, Vipiteno, Laggio, Lorenzago, Ospitale, gli Aquilotti di Pelos… quasi impossibile elencarli tutti. Solari personaggi che inondavano Cortina della loro allegria e del loro ardimento.

I trionfi sulle piste
Queste imprese non potevano non suscitare ammirazione ed emulazione da parte dei giovani locali; infatti anche Sergio comincia da giovanissimo una lusinghiera carriera ricca di riconoscimenti e medaglie. A quei tempi si trattava di arrivare alla pista e, caricata ogni cosa su alcuni camion, raggiungere la partenza.
In serate gelide, dopo una giornata di quotidiano lavoro, bisognava curare insieme i dettagli organizzativi dell’equipaggio, coordinare maniacalmente tutte la fasi della partenza: una gran spinta e via, dentro al bolide, abbassando la testa per migliorare l’aerodinamica. Poi contare le curve con a bordo chi era intento a pregare, chi a ricordare morosa e mamma, chi a “moccolare” per i sobbalzi feroci, chi ancora a non pensare ai centoquaranta all’ora. Vietato frenare, anzi in talune piste e gare sarebbe stato una penalità. Qualcuno forse, nonostante l’esperienza e la preparazione, stava in completa apnea dall’inizio alla fine e, al termine, finalmente un respiro (sospirone) che esorcizzava tutto.

La tragedia durante le riprese
Quell’ardimento non poteva non diventare parte integrante delle scene che si stavano girando a Cortina in quel febbraio 1981, poco prima dei mondiali, tanto da richiedere l’ingaggio di intrepidi stuntman per una pericolosa scena che prevedeva persino un’uscita di pista. Alla lusinghiera richiesta, per quanto particolare, il giovanissimo Sergio aderì con spontaneità e ospitò a casa un caro amico bobbista, Paolo Rigon, per i giorni delle riprese. Paolo fu persino raggiunto dal Vicentino dalla morosa (era San Valentino) per suggellare con un anello il fidanzamento. Non si era lesinato in sicurezza: cinquanta camion di soffice neve disposta sul parco oltre la curva prescelta e furono anche tagliati alcuni alberi per creare una via di fuga. Due bob, due gruppi da quattro atleti per una doppia fase di ripresa, un meticoloso studio delle traiettorie… e via.

La scena prevedeva l’entrata in pista di 007, l’attore Roger Moore, sugli sci inseguito da una poderosa moto con mitragliatrici e il velocissimo Bond che spiritosamente saluta e cerca di farsi strada. Caso volle che un malaugurato errore portò il bob ad uscire in ritardo e fra gli alberi. Risultato: sospensione delle riprese dopo che mezzi di assistenza, opportunamente presenti, avevano soccorso gli atleti dell’equipaggio. Un ferito, Sergio con le ginocchia conficcate fra le ascelle, che rimase per lungo tempo con fratture varie, e purtroppo la tragedia per l’amico Paolo, deceduto subito. L’anello di San Valentino sarebbe poi stato deposto tragicamente nella bara.

La forza della ripartenza
Nonostante questo drammatico evento la carriera da bobbista di Sergio continuò per anni con la conquista di diversi premi e medaglie. In una fase successiva divenne presidente per un lungo periodo di uno dei più famosi Bob Club di Cortina. Si dedica anche in seguito allo sport del Curling, partecipando ai vari tornei, in genere nei fine settimana, in anni in cui vi erano tra i 400 e i 450 partecipanti ai campionati locali.
Noi amici vediamo il filmato tutto d’un fiato, con particolare attenzione nelle scene clou del bob che, ancor oggi, a distanza di tanto tempo, destano in Sergio Zanon un’innegabile malcelata commozione. Oggi ha lasciato la Sua Cortina (da poco per stabilirsi a Zottier) ma non l’ha certo abbandonata, in compagnia della moglie vera ampezzana , né moralmente né fisicamente. «Quando possibile risaliamo…», precisa, ad incontrare le amate nipotine di varie età, pronte ad emulare le gesta sportive del nonno.

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