Il 6 dicembre scorso, si è tenuto a Libano, presso Palazzo De Bertoldi, l’incontro “Le foto della storia dei nostri paesi”, curato e condotto da Francesca De Min. L’evento è stato possibile grazie a Marcello Fant, presidente del Circolo Ricreativo e Culturale San Giorgio, al patrocinio del comune di Sedico e grazie alla piccola libreria libera, gestita da Santina Vieceli, Antonella Frescura e Milena Nart. Lo scopo principale era quello di dare alle persone che vivono nelle nostre frazioni l’opportunità di riscoprire un sentimento di vicinanza e solidarietà, che spesso oggi manca in piccole realtà come questa.
Durante la serata sono state proiettate molte foto, appartenenti a diverse persone della zona di Libano, Barp e Bolago, che Francesca ha riunito per ricostruire la storia della comunità dal secondo dopoguerra e durante gli anni Sessanta, periodo di svolta economica. È stato inoltre presentato un elenco con le varie attività commerciali e produttive al tempo presenti sul territorio, che hanno permesso la riduzione dell’emigrazione. Alcuni esempi sono la latteria turnaria, aperta nel 1880 e chiusa nel 1987, la carrozzeria, il negozio di abbigliamento e i tre negozi di alimentari, uno per paese.
Molte delle foto condivise sono state fornite da Luciano Candeago, figlio di Parisina Maria Canzan (1911-2017), la fotografa del paese, nonché ultima di una lunga stirpe di fotografi nella zona del comune di Sedico. Le immagini rappresentano la vita di un tempo, quando la comunità era unita e partecipava attivamente a molti eventi, sia festosi che tragici. Alcune foto raffigurano lavoratori intenti nella modifica della viabilità, necessaria al tempo per permettere l’arrivo dei pullman, mezzo con il quale molte persone si recavano al lavoro nelle fabbriche. Altre mostrano la piazza di Bolago innevata, il vecchio centro della frazione di Barp e le cartoline paesaggistiche del tempo.
L’incontro si è trasformato anche in un modo per ritrovarsi e il pubblico ha partecipato attivamente, arricchendo il racconto della curatrice e riportando esperienze vissute e tanti ricordi. Lo stesso Luciano Candeago è intervenuto, ricordando specialmente gli anni della guerra e, con occhi pieni di emozioni e un nodo alla gola, ha espresso il suo parere: «La guera l’è na bruta roba, voi no savè quant bruta». Grazie a testimonianze come questa, la serata è diventata anche un momento di riflessione e di stimolo, soprattutto per noi giovani. Queste serate di condivisione sono necessarie per mantenere l’unità tra le persone che vivono in una piccola realtà locale. In questi anni gli spazi di incontro di queste frazioni si sono ridotti notevolmente: basti pensare che nella zona di Libano, una volta, c’erano tre bar, mentre oggi neanche uno.
Ricordare il passato per rafforzare la comunità
Ricordare il passato per mantenere salde le radici di una comunità può essere l’inizio di un cambiamento ed è la base per creare qualcosa che unisca non solo le vecchie generazioni, ma anche quelle più giovani. I bambini e i ragazzi hanno bisogno di apprendere nuovamente la pratica dello stare insieme, al di là dei videogiochi e dei cellulari.
«Questa è stata la prima iniziativa, ma ci siamo lasciati con l’intento di proporne altre, proprio per non disperdere questi ricordi e le testimonianze», dice Santina, una delle signore della piccola libreria del Palazzo De Bertoldi.