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Scuola a confronto

con tagli e precariato

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con tagli e precariato

Lorella Benvegnù è stata confermata alla guida della Cisl Scuola Belluno Treviso. La nomina e il rinnovo degli organi dirigenziali sono stati deliberati al terzo Congresso territoriale, lo scorso 18 novembre a Pedavena. 61 anni, feltrina, laureata in Lettere, attiva nel volontariato e nell’associazionismo, è entrata nel mondo della scuola nel 1986 come docente di scuola secondaria. Nel 2000 è stata eletta Rsu, 8 anni dopo ha deciso di dedicarsi a tempo pieno all’attività sindacale: nel 2010 è stata eletta segretaria generale della Cisl Scuola di Belluno, nel 2013 segretaria aggiunta nella unificata Cisl Scuola trevigiano-bellunese e nel dicembre 2020 segretaria generale. Confermata in segreteria anche Anna Lucia Tamborrini di Ponzano Veneto; uovo ingresso per Andrea Borsato, dirigente scolastico trevigiano.

«Ringrazio tutti per la fiducia che mi è stata rinnovata – ha dichiarato Benvegnù– e do il benvenuto ai nuovi segretari e un ringraziamento al segretario uscente Furlanetto. Gli ormai quasi cinque anni che ci separano dal precedente Congresso sono stati molto difficili per la scuola e per il pubblico impiego in generale e non solo per la pandemia che ha funestato l’intera società negli ultimi due, ma perché sono arrivati al pettine i nodi dei tagli imposti nel 2008 e mai risarciti né alla scuola né al pubblico impiego».
Tagli che nel corso degli anni hanno determinato carenze di organico, blocco del turnover e difficoltà negli uffici scolastici e nelle segreterie, ma anche fra i docenti e i dirigenti, e sofferenza in diversi ambiti: dal supporto per gli alunni con disabilità, da parte dei servizi socio-sanitari, alla riduzione degli interventi di competenza degli enti locali a loro volta sottoposti a tagli.

«Posto che sarebbe necessario poter contare su più personale per ridurre il numero degli alunni per classe e rispondere alle richieste delle famiglie di tempo pieno e di servizi per l’infanzia – ha sottolineato Benvegnù nella relazione congressuale -, anche ad organici invariati ciò che chiediamo per la scuola è la normalità, che per il personale docente significa assunzioni stabili, formazione, avvio del servizio il 1° settembre. Già solo quest’ultimo aspetto permetterebbe di migliorare la situazione delle scuole del nostro territorio, che stanno vivendo situazioni che di anno in anno diventano più difficili, con una percentuale di personale docente supplente del 30 per cento (60 per cento se ci riferiamo ai docenti di sostegno) e che prende servizio ad anno scolastico ampiamente iniziato.
Nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr) investimenti su questi aspetti ce ne sono, ma sono sull’edilizia, non sull’ampliamento della pianta organica”. La Cisl Scuola punta il dito anche contro il precariato del personale scolastico. A Belluno e Treviso un insegnante su tre è un supplente (la media bellunese è di 23 supplenti per scuola). Problemi anche per il personale Ata: a Belluno su 148 disponibilità ci sono state 62 assunzioni a tempo indeterminato.

Al centro anche il tema della femminilizzazione della scuola: nell’arco dell’ultimo decennio la percentuale di donne in cattedra è salita di oltre due punti in percentuale, e si attesta ora intorno all’83 per cento. «La docenza attira sempre di più le donne – spiega Benvegnù – che, comunque e nonostante i mutati ruoli sociali, aggiungono all’attività lavorativa i carichi di lavoro familiari e domestici, spesso anche attività di cura e assistenza, oltre a quelle connesse alla maternità. Anche nella scuola, vanno potenziate le politiche di conciliazione vita-lavoro, come va ripensata la normativa sul part time, sempre più forte nella scuola del nostro territorio, arrivando al caso limite della provincia di Belluno in cui alcuni profili professionali (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi) e diverse classi di concorso hanno ormai saturato il contingente».

Infine, nel corso del Congresso, sono stati trattati il tema dello spopolamento, molto sentito soprattutto in provincia di Belluno, e quello dell’inclusione degli studenti stranieri.

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