Sei mesi di ricerca, tanta curiosità, qualche ciacola, ma soprattutto amore incondizionato per il territorio dove vivo. La tesi dal titolo “Dall’identità di un territorio al caso studio Le Balìne” è una raccolta di esperienze vissute e di personaggi intervistati; un diario di viaggio alla ricerca delle proprie radici e un invito al lettore a lasciarsi trasportare alla scoperta di un territorio vivo e pulsante, forte e resiliente: la provincia di Belluno.
L’avventura è iniziata domandandomi quali fossero i tratti che definiscono il concetto di identità territoriale. Dallo sviluppo socioeconomico del territorio alle peculiarità linguistiche e culturali; dal concetto di comunità montana a cosa significhi farne parte. Tra le infinite sfumature che definiscono l’identità di un territorio, due in particolare hanno catturato la mia attenzione: la lingua e l’artigianato.
Hàori, Conthe, Zatèr. Tre termini appartenenti a tre aree montane differenti; tre tipi di mestieri riconoscibili come espressioni d’artigianato; tre sfumature linguistiche peculiari. Esiste un detto che recita: “Venezia poggia su un Cadore rovesciato”, e la sua spiegazione si trova a nord, nelle foreste cadorine o nell’Altopiano del Cansiglio, dove i cosiddetti Zatèr – Zattieri dal Cadorino – si occupavano del trasporto di legname, attraverso le reti fluviali del Bellunese, verso la Serenissima.
Allo stesso modo i termini Hàori e Conthe arricchiscono l’identità delle rispettive aree montane, la Valbelluna e il Basso Agordino. Un tempo i Hàori – Fabbri dal dialetto bellunese – erano noti in tutta la Valbelluna, per la maestria nella produzione di spade e materiali dedicati all’agricoltura. Verosimilmente l’attività del Contha – Seggiolaio in Scapelament del Contha – vantava una certa destrezza nell’impagliatura di sedie e sgabelli, in giro per il mondo.
Il connubio tra lingua, artigianato e territorio, mi ha ispirata a condividere un progetto che porto avanti con un’amica da un paio d’anni: Le Balìne. Un piccolo brand che intende esprimere il legame con il territorio e le sue particolarità, attraverso gioielli fati a man. Il nome Le Balìne – Le Signorine – deriva dallo Scapelament del Contha, un antico gergo segreto, utilizzato dai seggiolai del Basso Agordino e che, a modo nostro, cerchiamo di trasmettere attraverso le nostre creazioni.
L’obiettivo dell’elaborato era di vivere un viaggio a due passi da casa, riportando aneddoti, testimonianze e considerazioni personali. Mi sono resa conto che l’identità di un territorio è tale finché l’uomo avrà parole per raccontarla e momenti di condivisione per viverla, anche attraverso la sua artigianalità. Ognuno di noi è custode del territorio in cui vive: conoscerne la cultura, in ogni sua tonalità, ci permette di entrare in profondo contatto con il territorio stesso.
Le parole possono trasportare il lettore in un viaggio tra le righe, ma il mio augurio è che chiunque si imbatta in queste poche pagine possa sentirsi stimolato a saperne di più, accenda la curiosità e prenda il proprio rusàk, pronto a partire per una vera avventura. Bon viàdo!