Lo scorso 29 marzo, a Pradenich di Cesiomaggiore, lo Sci Club Villabruna ha celebrato un traguardo importante: i trent’anni dalla fondazione. Un anniversario festeggiato insieme a circa un centinaio di persone tra soci, amici, istituzioni e sostenitori, riuniti per condividere una mattinata all’insegna dei ricordi, dello sport e della riconoscenza verso chi ha contribuito a far crescere l’associazione.
29 marzo: festa per i 30 anni dello Sci Club Villabruna
A ripercorrere il cammino dello sci club è stato il presidente Renzo Boz. «Negli anni la burocrazia è diventata sempre più impegnativa anche per le piccole realtà sportive ma noi continuiamo grazie a un gruppo affiatato, prima di tutto di amici, che sa collaborare e fare squadra. Anche quest’anno diversi bambini hanno partecipato ai corsi: questo è uno stimolo importante per guardare avanti». La celebrazione è stata anche l’occasione per ricordare alcune figure che hanno segnato la storia dell’associazione. Un momento particolarmente sentito è stato dedicato alla memoria di Sereno Sacchet e Paolo Titton, consiglieri dello sci club scomparsi prematuramente, il cui contributo rimane parte integrante della storia del sodalizio.
Alla mattinata ha preso parte anche l’assessore allo sport del Comune di Feltre, Maurizio Zatta. «Le associazioni sono la vitalità del nostro territorio – ha detto – e rappresentano una vera sentinella per la socialità di tutti, ma soprattutto dei giovani. Ascoltando la vostra storia si capisce perché siete arrivati a questo traguardo: perché siete una squadra appassionata».
Riconoscimenti e memoria: premiati fondatori e atleti
Durante la cerimonia sono stati consegnati alcuni riconoscimenti speciali, a partire dai soci fondatori: Alberto Perera, Renzo Boz, Sandro Maoret, Stefano Sattin, Angelo Chiesurin e Paolo Cecchet. Un ringraziamento è stato rivolto anche agli sponsor storici e ai maestri di sci Samantha Facchin e Giuseppe “Bepi” Zortea, oltre che all’atleta cesiolino Marco Maoret. Proprio Maoret, insieme alla sua guida Federico Soppelsa, è stato protagonista di un’intervista sullo sci paralimpico, raccontando il percorso sportivo e umano che li vede oggi ai vertici della disciplina. Dal loro dialogo è emerso con chiarezza come, soprattutto per gli atleti ciechi o ipovedenti, questo sport sia prima di tutto un vero lavoro di squadra.
Dopo il pranzo sociale, la giornata è proseguita con la premiazione della gara sociale 2026, che ha visto la partecipazione di numerosi atleti e di tantissimi bambini, che con le famiglie erano presenti, a conferma del forte legame tra lo sci club e il territorio.
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