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Sarah Giazzon

la passione per il karate

Sarah Giazzon

la passione per il karate
Sarah Giazzon

Giovanissima, ma già esperta di Karate, conosciamo oggi Sara Giazzon,18 anni compiuti da poco, di Santa Giustina. Sara pratica questa disciplina sin dai 14 anni anni, ma ha iniziato quando ne aveva appena 4.

«Ero veramente piccola, se ci ripenso ho toccato prima il tatami del banco di scuola!», ricorda Sara sorridendo. «Ad oggi, sono cintura nera secondo dan. Quando ho iniziato praticavo il Kata, che consiste in una serie di tecniche individuali, senza combattimento. È una disciplina più antica, pura arte marziale. Dalla prima media ho cambiato palestra, da quella di Santa Giustina mi sono spostata a quella di Sedico, e lì ho conosciuto il Kumite, che è completamente diverso: si basa sul combattimento tra due persone». Facciamo a Sara alcune domande per scoprire di più sulla sia passione per l’arte marziale.

Preferisci il Kata o il Kumite?
«Preferisco di gran lunga il Kumite. Rimangono la forma e l’arte, ma non è così ancorato al passato; sono meno costretta da tecniche, tempo e velocità prefissati che ci sono nel Kata. È vero che il combattimento dipende anche dall’altro, ma sono io che decido come affrontare l’incontro. Insomma, mi sento più libera di esprimermi».

Raccontaci dei recenti risultati raggiunti.
«Quest’anno la stagione non era iniziata benissimo, ma avevo appena cambiato categoria e dovevo ancora ambientarmi (combatto contro atlete che hanno anche 15 anni in più di me). Ora mi sono ripresa: l’ultima gara che ho fatto è stata il 7 aprile ed è quella dei campionati regionali, dove sono arrivata seconda. A marzo ho anche partecipato ai campionati italiani a Pescara e, ormai, posso dire di essere abbonata al secondo posto!».

Uno sport che devi coniugare con l’impegno scolastico…
«Esatto. Frequento il liceo scientifico a Belluno. Conciliare allenamenti, gare e studio non è sempre così facile, anche perché non posso fare il certificato studente-atleta in quanto la Fik (Federazione Italiana Karate) non fa parte delle discipline del Coni. Tra allenamenti e studio non mi resta molto tempo, anche perché adesso ho iniziato ad aiutare nell’allenamento i bimbi più piccoli della mia palestra e a scuola sto frequentando un corso aggiuntivo di biomedica. Ci sono giorni in cui torno a casa da scuola, prendo il borsone e vado direttamente ad allenamento».

La famiglia ha compreso la passione per questo sport?
«Sono molto grata alla mia famiglia, mi aiuta e supporta tantissimo. Può capitare che una gara vada male, ma i miei genitori hanno sempre belle parole nei miei confronti. Sono sempre al mio fianco alle gare e anche nei momenti di sconforto mi hanno sempre sostenuta, soprattutto in questi ultimi anni, quando sono rimasta l’unica della mia palestra a questi livelli».

Altre figure importanti?
«Sicuramente il mio maestro, Massimiliano Polato, che ho conosciuto in palestra a Sedico. Mi aiuta tanto anche lui, è un ottimo sostegno. È vero che alle gare non mi può correggere, ma rimane una presenza costante. Se lui c’è io mi sento più sicura e ho un motivo in più per dare il massimo».

Suggerimenti per altri giovani?
«Ai bimbi che iniziano e che alleno vorrei dire di non abbattersi. È normale non spiccare, soprattutto nelle prime competizioni dove si ha poca esperienza, ma se ci si abbatte subito nessuno poi ti darà la forza per continuare. Questo è anche uno dei motivi per cui mi piacerebbe diventare allenatrice: per spronare i più piccoli. Alla fine, quando siamo agli allenamenti, mi guardo indietro e penso che anche io ero come loro, li capisco e voglio cercare di essere un solido sostegno».

Quali progetti vedi nel tuo futuro?
«A livello scolastico, dopo il diploma vorrei fare medicina. Sicuramente non sarà facile conciliare sport e studio, ma io vorrei farcela. Nello sport invece, ho molti obiettivi. Spero di riuscire a qualificarmi agli Europei del prossimo anno e spero anche di passare l’esame per arrivare ad essere cintura nera terzo dan. A novembre poi ho un altro esame per diventare allenatrice, non sarà facile prepararlo perché oltre alla pratica c’è anche la parte di teoria e io… vorrei studiare anche per l’esame della patente!».

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31/05/2024

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