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Sara Torres

La cintura blu con il kimono rosa trionfa nel brazilian jiu-jitsu

Sara Torres

La cintura blu con il kimono rosa trionfa nel brazilian jiu-jitsu

Passando per Santa Giustina, se intenta nella sua attività, probabilmente la riconoscerete dal kimono rosa confetto e dal fatto che non si fa spaventare da nessuno; stiamo parlando della neo vincitrice italiana di Brazilian jiu-jitsu (BJJ), cintura blu, Sara Torres Henrique. L’importante vittoria lo scorso 11 dicembre a Roma durante la gara organizzata da Figmma (Federazione Italiana Grappling Mixed Martial Arts).

Nata in Michigan, in un piccolo paesino di Detroit, Sara non avrebbe mai pensato che il BJJ sarebbe stato il suo sport ideale: «Sono sempre stata una ragazza sportiva. Calcio, volley, basket, ma anche danza: li ho provati tutti, ma spesso mi dicevano che ero troppo aggressiva e mi chiedevano di darmi un freno – sorride Sara – Sarà forse per questo che fare arti marziali mi riesce così naturale?».

Il primo incontro con questo sport è stato a New York. Torres lavorava per un programma tv come assistente all’immagine e cameraman e, su proposta di un’amica, decide di entrare in un’accademia di BJJ del posto, giusto per provare.

«Immaginatevi New York e il caldo irrespirabile di una grande città in estate; io che entro in questo posto dove la gente iper sudata si attorciglia e ha un contatto diretto mentre fa una fatica mortale. Ho pensato: “Assolutamente no, non fa per me!”». Ma il destino non la pensava proprio così: «Caso ha voluto che il mio capo, tale Anthony Bourdain (chef televisivo molto famoso e a noi noto anche come ex marito di Asia Argento), si allenasse proprio lì. Qualche giorno dopo la prima lezione, nella quale mi ero convinta a non tornare mai più, mi disse di avermi notata in accademia e mi ha invitata ad allenarmi nuovamente. Io ovviamente, nonostante fossi contraria, non me la sentii di dire di no al mio capo! Al momento non ero molto lieta, ma devo dire che il secondo approccio è stato molto differente. È stato in quell’occasione che la mia competitività nello sport e l’energia che ci mettevo non erano presi come eccesso, ma come risorse da sfruttare e da incanalare».

Continua: «Il BJJ mi fa sentire la persona giusta nel posto giusto! Ho imparato poi con il tempo che la forza in sé non è sufficiente in questo sport. Serve soprattutto affinare la tecnica. Se dovessi descrivere questo sport direi che è simile ad una partita a scacchi: ogni volta diversa, devi saper mantenere alta la concentrazione per liberarti dalla soggezione dell’altro e, a tua volta, riuscire a dominare la lotta».

Ma cos’ha portato questa giovane donna dagli USA in Italia? Grazie alla sua passione, qualche tempo dopo aver iniziato la pratica, ha incontrato a Miami quello che sarebbe diventato, dopo soli cinque mesi di conoscenza, suo marito, Rafael Torres.

«Ho conosciuto Rafa casualmente, durante uno scalo aereo: la palestra dove lui teneva lezione era a pochi chilometri dall’aeroporto. Come ogni volta che mi trovavo in un’Academy BJJ nuova ho chiesto di fare una foto ricordo e ci siamo scambiati i contatti Instagram. Da quel giorno siamo inseparabili e l’arrivo in Italia è stato pochi mesi dopo la nostra conoscenza. Lui doveva tornare per questioni familiari ma anche per riprendere il suo ruolo di allenatore: aveva già praticato in provincia di Belluno per sette anni. Per quel che mi riguarda, non ci ho pensato due volte: lui è una di quelle persone a cui non sono disposta a rinunciare!».

L’Italia ha regalato grandi soddisfazioni a Sara, che oggi non solo può vantare il suo titolo di Campionessa, ma dopo sei anni di matrimonio, è riuscita a stabilire qui una nuova vita con Rafael: «Dopo qualche anno in collaborazione con altri professionisti, abbiamo aperto la nostra palestra a Santa Giustina e, nonostante il grande inizio sia coinciso con il Covid e ci abbia richiesto ulteriori sacrifici, siamo felici di avere un luogo sicuro dove trasmettere la nostra passione a decine di persone di ogni età. Siamo riusciti a creare uno spazio senza giudizi dove chi ha più esperienza trasmette tecniche e saperi agli altri. Tra gli allievi ci sono anche i nostri bambini, Zelin e Kiran, che insieme ad altri piccoli stanno già prendendo confidenza con questa pratica e siamo felici di coinvolgere in diverse attività».

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