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Sant’Antonio e San Biasi

i Santi d’inverno che scaldano il cuore

Sant’Antonio e San Biasi

i Santi d’inverno che scaldano il cuore

Buttato alle spalle il periodo difficoltoso che la pandemia ci ha fatto soffrire, la gente sta piano piano ritrovando la voglia di uscire ritrovarsi, tornare a socializzare. Tutto questo meglio se all’aria aperta anche in stagione invernale.

A san Gregorio il pretesto per tutto ciò non manca. Nel giro di neanche 20 giorni l’uno dall’altro, si celebrano (tra altri famosi) due Santi ai quali la comunità ha dedicato due chiesette frazionali. Il primo ritrovo è avvenuto sabato 20 gennaio (tre giorni dopo la ricorrenza) in occasione della festa di Sant’Antoni (dal porzèl) al quale la chiesetta di Saltoi è dedicata. Il secondo sabato 3 febbraio in località Comaròi per festeggiare San Biasi (San Biagio).

A far accorrere ai due appuntamenti un nutritissimo gruppo di persone, è la voglia appunto di ritrovarsi, chiacchierare, salutarsi; sentimenti importantissimi che affidano ancora al valore dell’incontro personale il miglior modo di scambiarsi auguri e ‘na scianta de bona hiera. Non è questa una considerazione banale: in un’epoca dove le comunicazioni social o a mezzo strumenti del web sono diffusissime in tutte le età, mai come in questa epoca la gente è sempre più sola. Trovarsi e scambiarci saluti e altro fa sempre più bene al corpo e allo spirito.
La ragione religioso-devozionale ai Santi è un altro elemento che fa muovere la gente. I due Santi festeggiati, fanno parte della schiera dei “Beati” che giocano in “Serie A”, tanto è grande la loro blasonata popolarità. Il primo perché patrono degli animali, un tempo quelli dei cortili e delle stalle. Chi non ricorda affissa alle porte delle nostre stalle domestiche l’immagine del santo attorniato dalle bestie tipiche dell’aia. Oggi è patrono anche di quelli domestici, non più dimoranti nelle stalle, ma dentro le case sdraiati in comodi divani o addirittura nei letti matrimoniali, o avvolti in coloriti cappottini perché non prendano freddo. Il secondo tanto caro ai cantori parchè San Biasi l’è “sora” la gola.

Un altro motivo forte di questi incontri sono le tradizioni popolari che con queste ricorrenze mantengono radicati forti valori nel territorio. A Saltoi sono stati benedetti tutti gli animali: vacche, asini, pecore, portati dalle famiglie Cadorin e Fiorot, ma anche i cagnèt col paltò! La grande asta di beneficienza condotta sempre con tanata verve da Rino Budel, ha fatto raccogliere importanti fondi per il mantenimento della chiesetta che ha bisogno di un urgente e profondo restauro.

A Comaròi il “pan de san Biasi par preservar dale malatie la gola” è stato benedetto e distribuito ai tantissimi intervenuti, assieme all’imposizione delle candele quale gesto fedele di intercessione al santo. Poi dentro la tieda dei Caiada, la festa è durata ore, sotto il caldo sole che baciava il cortile e tutta la Valbelluna.

Un anziano saggio delle nostre zone diceva spesso. “Cenonse strèti, mantegnonle ste tradiziòn”. Sapremo essere bravi a conservarle e alimentarle? A San Gregorio dubbi non ce ne sono!

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