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Sandro Tormen

il bomber che allena i ragazzi autistici

Sandro Tormen

il bomber che allena i ragazzi autistici

Sandro Tormen, classe 1976, ha fatto il calciatore professionista, i pochi infortuni gli hanno permesso di avere una lunga carriera. Iniziò nei pulcini della Plavis, a 16 anni esordì con il Belluno in prima squadra in Eccellenza. Dopo un anno di “boom” a Sedico, è salito in serie “C” a Mestre, dove iniziò la carriera di professionista. Ha proseguito per diversi anni tra serie D ed Eccellenza cambiando diverse squadre, ma mantenendo sempre i piedi per terra, forte di un’educazione basata su ferrei valori morali trasmessi da genitori che, da emigranti, hanno avuto sempre la vita “in salita”.

«Fare il calciatore così è un lavoro come un altro, che a me piaceva tanto. Ho giocato fino a 38 da professionista, poi ho chiuso a 42 con la Plavis. Tornare a casa è stata una gioia. In questo lasso di tempo mi son fatto una famiglia che adoro, ho tre figli e sono un uomo felice».

Sandro ha sempre cercato di vivere al di là della partita della domenica. Un giorno fu coinvolto da un amico in un torneo di calcio organizzato per ragazzi con sindrome di “Down”. Quel giorno, a Lentiai, rimase “stregato” dai sorrisi e dagli abbracci di questi ragazzi che si stavano divertendo in un torneo finalmente tutto per loro.

Lui, come tutti i calciatori, poteva scendere in campo quando voleva, quei ragazzi avevano quel giorno di gloria e poi chissà. Iniziò così un percorso solidale a favore di ragazzi meno fortunati.

SOCIETÀ NUOVA
In questo ambiente incontra “Società Nuova”, la Cooperativa sociale Onlus che dal 1977 si interessa nel Bellunese di servizi socioassistenziali e di inclusione socio lavorativa. «Era il 2010, avevano una squadra di calcetto. Assieme ad un gruppo di amici, iniziammo a trovare una palestra, dei palloni e ad allenarli. Insomma, abbiamo costruito una vera squadra. Nelle loro divise, questi ragazzi sentivano un forte senso di appartenenza. Avevamo contribuito ad accendere una luce». Questo movimento si propagò e arrivò anche a Feltre, al Centro diurno.

FONDA “IL SOCIALE PREMIA LO SPORT”
Nel 2014 Sandro decide di fondare “Il sociale premia lo sport”, un’associazione che ha come scopo esclusivo la solidarietà sociale, umana, civile e culturale. In questo progetto si impegnano la presidente Cristina De Carli, Alessandro Stasi, Pierluigi Vialetto, David Sepanto, Fabio Todesco, Vincenzo Arrigoni, oltre a Sandro e tanti altri, nel promuovere eventi, raccolte fondi o organizzare tornei per ragazzi diversamente abili. «Queste giornate riservano sempre qualcosa di speciale: ai ragazzi perché vivono una esperienza incredibile, ma anche a noi organizzatori perché, attorniati da tanta allegria, si torna a casa con il cuore colmo di gioia». Purtroppo, la pandemia ha bloccato molte iniziative, qualche squadra si è sciolta, ma la solidarietà ha trovato altre forme.

MI VIENE LA PELLE D’OCA
L’associazione Assi, presieduta da Oscar De Pellegrin, approccia “Il sociale premia lo sport” ed esplora la possibilità di seguire nello sport alcuni ragazzi autistici per impegnarli e dare sollievo alle famiglie. Sandro si catapulta in questa nuova esperienza di allenatore assieme al preparatore atletico Federico Vanz.

«È partita questa avventura, basata su un rapporto fiduciario tra le famiglie e noi volontari. All’inizio è stata un’esperienza molto dura perché questi ragazzi non avevano mai fatto nessuna disciplina sportiva. Non avevo un manuale di insegnamento, vivevo con loro e mi sono immerso nelle loro difficoltà, non insegnando il “4-3-3” o a marcare a zona, ma spiegando come stare in fila, mettersi in una zona del campo o rispettare alcune cose, attraverso la tecnica della perseveranza e dell’esempio ripetuto. Questa esperienza ci ha legato tantissimo alle famiglie, che ne frattempo riscontravano come i ragazzi fossero sempre più sereni, desiderosi di venire e restare al campo. Da test estivo, la cosa si è fatta seria.
Oscar ci ha spronato a continuare. In autunno avevamo bisogno di un campo – e la Plavis, nella persona di Luca Bellus, ci ha spalancato le porte – come di una palestra, e riecco la provvidenza: Matteo Ladini ci ha messo a disposizione alcune ore alla palestra di Santa Giustina. Questa ricevuta solidarietà, ci ha ulteriormente unito e dato forza. Sto vivendo questa avventura come una missione; sono entusiasta quando vedo i sorrisi dei giovani o quando essi riescono a mettere in pratica anche un insegnamento semplice come stare in fila o a fare esercizi sempre più difficili! Questa è la mia ricompensa: e mi viene la pelle d’oca!
Ma il culmine della soddisfazione l’abbiamo toccato quando la Plavis ci ha inviato a partecipare alla festa di Natale al campo sportivo con tutti i loro atleti. I ragazzi non stavano nella pelle dalla gioia nel vivere un momento di così sincera considerazione.
La cosa che ci fa proseguire è l’amore che riceviamo da questi ragazzi. Io con loro mi sto facendo davvero ricco: sì, d’affetti!».

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