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San Pietro in Vincoli

San Pietro in Vincoli

Lasciando Borgo Ruga e avviandoci verso il centro, procedendo sul Campo Mosto, all’altezza di Porta Pusterla troviamo le scalette che conducono all’antico convento di San Pietro in Vincoli, dietro il Duomo e vicino l’attuale Battistero.

Il convento del San Pietro in Vincoli sorge, dopo l’incendio del 1510, nell’area di un antichissimo episcopio prospiciente la Cattedrale.La chiesa viene consacrata dal Vescovo feltrino Jacopo Rovello nel 1589, e l’ordine femminile che abita il complesso monastico è quello di Santa Monica, sottoposto alla regola dell’ordine agostiniano. Il monastero accoglieva anche un’area cimiteriale.

La pala d’altare, oggi conservata presso la chiesa di Villabruna, è opera di Pietro Marescalchi, sepolto nell’attuale cattedrale.Ancora oggi sopravvive, dell’antico complesso, l’arco seicentesco del coro della chiesa su via Nassa.

Nel 1806 il convento viene soppresso e le monache vengono trasferite presso il vicino convento di Santa Chiara. Nell’edificio abbandonato dalle monache, il governo napoleonico installa il Tribunale di prima istanza. La presenza napoleonica fu rovinosa per il convento stesso, perché venne miseramente spogliato, distruggendo sia la struttura religiosa della chiesa sia la struttura conventuale delle celle.

Cessata l’esistenza del Tribunale, con il Regno d’Italia e l’annessione del Veneto, l’edificio ritornò alle funzioni religiose prima come Asilo d’infanzia; in seguito, nel 1893, ad opera di monsignor Giovanni de Biasi, il complesso venne trasformato in Istituto canossiano e per più di un secolo fu la sede della scuola paritaria e della comunità religiosa.

Oggi l’intero edificio è proprietà privata e la volontà è quella di dare vita al suo interno a un centro culturale e artistico per la promozione di giovani artisti talentuosi.

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31/05/2024

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