800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

San Michele Arcangelo

la parrocchia di Arson-Lasen e la chiesa

San Michele Arcangelo

la parrocchia di Arson-Lasen e la chiesa

Risale al 9 luglio 1611 la fondazione della Parrocchia di San Michele Arcangelo in Arson e Lasen, il decreto è attuato dal vescovo Agostino Gradenigo. Fino ad allora Arson e Lasen facevano parte della Parrocchia di Cesio. La struttura del decreto è articolata e, oltre alle conclamate esigenze pastorali in direzione del maggior bene delle anime, giustifica la decisione sulla base di dati concreti. Per primo, il problema della distanza geografica di Arson e Lasen dalla Pieve di Cesio che obbliga a evidenziare il “longo itineris tractu, coqui difficillimo, et asperimo”.

Santa_Apollonia
San Michele Arcangelo

Un dato inequivocabile, arricchito dalle gravi condizioni di percorribilità e di sicurezza del tragitto nell’ambiente rupestre, tra acque insuperabili e monti scoscesi, che colpisce la popolazione, ma di converso anche il pievano. La parte più strettamente normativa del decreto regola il rapporto giuridico ed economico fra l’istituenda parrocchia e la chiesa di Cesio.Il 1613 è l’anno in cui la nuova parrocchia si dota del Sacro fonte battesimale. La data appare nitidamente scolpita sulla pietra. Il Liber baptizatorum conservato nell’archivio parrocchiale riporta con assoluta precisione la registrazione del primo battesimo impartito dal rettore Marcantonio Speranza: è il giorno 8 aprile 1613 quando viene portato per ottenere il battesimo Salvador, figlio di Francesco Baldissera di Arson

Fonte_Battesimale
San Michele Arcangelo

La chiesa parrocchiale, di cui non si hanno notizie certe sulla datazione, come la vediamo oggi ha subito notevoli trasformazioni/ristrutturazioni, alcune ricostruibili/rintracciabili nei documenti parrocchiali e/o oggetto di richieste specifiche in seguito a visite pastorali.

soffitto
San Michele Arcangelo

Le sue peculiarità rispetto agli altri edifici di culto dei dintorni è di avere l’altare a occidente e la porta principale ad oriente, sembra che in origine non fosse questo l’orientamento dell’edificio; inoltre non si trova nel centro abitato, bensì nella parte bassa della frazione. Sul suo collocamento si può procedere solo per ipotesi, ad esempio che in quel luogo si trovasse il materiale di qualche manufatto abbattuto.

La chiesa ha una bella pala d’altare, restaurata da ultimo proprio nel 400° (2011) della Parrocchia, raffigurante la Madonna in trono con bambino; sono riconoscibili San Michele Arcangelo (titolare della Parrocchia) e, sotto questi, San Vittore, San Girolamo (il vecchio con la barba) e in alto con l’aquila San Giovanni.

Sul soffitto è affrescato l’episodio della cacciata dal Paradiso degli angeli ribelli che vede protagonista il titolare della parrocchia (San Michele Arcangelo) con la scritta “detracta ad inferos superbia tua”, un dipinto per certi versi inquietante agli occhi della scrivente sin da bambina. Il soffitto affrescato sembra relativamente recente e nel sottotetto sono ancora visibili le travi a vista che in passato costituivano il soffitto della chiesa.

Dalle ricerche è emerso un passaggio alquanto singolare che mi permetterei di definire un “copia-incolla” ante litteram; si tratta della visita pastorale del 15 settembre 1805 del Vescovo Carenzoni che lascia alcune prescrizioni per la chiesa parrocchiale che si ricorda essere intitolata a San Michele Arcangelo: “[…] che si faccia un baldacchino che copra il tabernacolo e lo guardi dalla polvere; […] che si procuri qualche reliquia e specialmente quella del titolare della chiesa; […]”.

Galleria Immagini